Manovra, prosegue iter: audizioni al via

(Teleborsa) – Al via oggi il consueto giro di audizioni davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra che si chiuderà martedì della prossima settimana con l’intervento del ministro dell’Economia, Daniele Franco. Apprezzamento espresso da Confartigianato per l’orientamento espansivo della Legge di bilancio 2022, con la richiesta però di rafforzarne alcune misure conFinanza

(Teleborsa) – Al via oggi il consueto giro di audizioni davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra che si chiuderà martedì della prossima settimana con l’intervento del ministro dell’Economia, Daniele Franco.

Apprezzamento espresso da Confartigianato per l’orientamento espansivo della Legge di bilancio 2022, con la richiesta però di rafforzarne alcune misure con l’obiettivo di sostenere la ripresa delle micro e piccole imprese. “Le indicazioni, espresse oggi in audizione alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, riguardano, in particolare, la riduzione della pressione fiscale. Intervento piu’ che mai necessario – sottolinea Confartigianato con una nota – visto che in Italia paghiamo 17,8 miliardi di tasse in piu’ rispetto alla media dell’Eurozona. Tra le richieste, la riduzione dell’Irpef per tutte le forme di reddito in cui e’ essenziale la componente lavoro, l’introduzione dell’Iri e il superamento dell’Irap attraverso una sovraimposta all’Ires”.

Sul fronte dei bonus in edilizia, Confartigianato ne sottolinea “l’importanza per spingere la ripresa economica e rilanciare l’attività delle piccole imprese delle costruzioni che tra il 2008 e il 2019 hanno perso quasi 1 milione di occupati. Per questo, sollecita la proroga al 2023 del superbonus anche per gli interventi sugli immobili unifamiliari e per i lavori eseguiti dai condomini nelle singole unità immobiliari. In ogni caso chiede sia garantita la detrazione al 110% per gli interventi terminati entro il 31 dicembre 2022, purchè al 30 giugno 2022 sia realizzato almeno il 30% dei lavori previsti. Inoltre ritiene necessario superare il blocco su sconto in fattura e cessione del credito imposto dal Decreto controlli, introducendo un limite di spesa per interventi al di sotto dei quali non siano obbligatori visto di conformità e asseverazione della congruità della spesa”.

Tra le misure per sostenere il rilancio delle piccole imprese, vengono sollecitati il rafforzamento del fondo per l’internazionalizzazione, il mantenimento delle attuali agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali ‘Transizione 4.0’, la valorizzazione dei Consorzi fidi nel Fondo di garanzia Pmi per soddisfare le esigenze creditizie degli imprenditori. Inoltre, Confartigianato sollecita maggiori risorse dedicate agli artigiani e ai piccoli imprenditori per le misure della manovra riguardanti il contrasto al caro-energia, il Fondo per la strategia di mobilità sostenibile, la valorizzazione dei piccoli borghi, il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.

“Apprezziamo l’orientamento espansivo della Legge di bilancio, necessario a garantire ossigeno a un’economia ancora segnata dalla cicatrici profonde provocate dalla pandemia e da alcuni squilibri come la carenza di materie prime che rischia di rallentare la produzione e che si è già tradotta in uno spropositato aumento dei prezzi”. Così il Presidente nazionale di Cna, Daniele Vaccarino, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Bilancio del Senato, soffermandosi in particolare sui capitoli fisco e bonus per l’edilizia. “Sicuramente positivo lo stanziamento di 8 miliardi per la riduzione della pressione fiscale. La modalità dovrebbe prevedere un intervento sulle aliquote Irpef – ha sottolineato Vaccarino – con un impatto generalizzato sull’intera platea dei contribuenti comprendendo anche gli imprenditori individuali, soci di società di persone e autonomi”. Sulla riduzione dell’Irap, “riteniamo che la strada da seguire sia quella di aumentare la franchigia, ora fissata a 13.000 euro, piuttosto che abbassare l’aliquota. Cio’ consentirebbe di eliminare il tributo alle imprese personali, che peraltro non hanno mai generato una autonoma organizzazione pur continuando a pagare il tributo solo per evitare costosi ed estenuanti contenziosi fiscali”.

Sui bonus per la riqualificazione edilizia, le modifiche alle detrazioni fiscali presentano luci ed ombre. Condivisibile la proroga per il bonus del 110% per i condomini sino al 31 dicembre del 2023, mentre “non condividiamo – ha aggiunto Vaccarino – la limitazione del beneficio per le abitazioni unifamiliari, il riferimento all’Isee inferiore a 25mila euro è troppo basso e in ogni caso inappropriato”. Per il bonus facciate CNA chiede di confermare la detrazione al 90%.

Sul tema bonus per l’edilizia, Vaccarino ha ribadito la necessità di “contrastare abusi e frodi che vanno contro gli interessi delle Pmi” evitando tuttavia il rischio di paralizzare il mercato. “Sorprende negativamente, inoltre, il depotenziamento della Nuova Sabatini. Il ritorno alle sei rate per l’erogazione del contributo rappresenterebbe un pericoloso passo indietro, compromettendo l’efficacia dello strumento che a fronte di un impegno di risorse pubbliche pari a poco più di 2,8 miliardi di euro, ha sostenuto oltre 33 miliardi di investimenti”. Infine Vaccarino ha giudicato positivamente l’intervento per ridurre le bollette anche se lo stanziamento non è sufficiente, mentre sul tema del credito il presidente CNA ha evidenziato l’esigenza di prevedere una proroga della moratoria sui prestiti per quei settori ancora in sofferenza come l’intera filiera del turismo considerando che ammontano a circa 50 miliardi di euro le sospensioni che interessano le Pmi.

“La sicurezza non è uno slogan e senza imprese qualificate e rispetto del contratto nazionale non si potrà garantire. Seimila imprese aperte in 3 mesi danno il senso della necessità di controllare che si tratti di operatori tutti qualificati”. Lo ha detto il presidente dell’Ance Gabriele Buia nel corso dell’audizione sulla manovra. L’Ance “esprime apprezzamento per una manovra di finanza pubblica espansiva che conferma il ruolo prioritario del settore delle costruzioni nel consolidare la ripresa economica in atto. Il disegno di legge va nella direzione di rafforzare tale andamento assegnando ulteriori cospicue risorse per la realizzazione delle opere pubbliche, anche al fine di dare continuità al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza anche oltre l’orizzonte del 2026. Un Piano ambizioso, destinato per circa la metà (108 miliardi) al settore”.

L’Ance, inoltre, “apprezza la scelta di confermare l’efficacia dei bonus fiscali per un arco temporale di medio periodo, che permette un’adeguata programmazione delle iniziative e delle attività da intraprendere. E ribadisce l’esigenza di passare dalla modalità delle proroghe a quella di una programmazione a lungo termine di incentivi pensati in chiave di sviluppo sostenibile e in linea con gli obiettivi di transizione ecologica che il settore può e deve contribuire a raggiungere”.

Abolizione dell’Irap, riduzione del cuneo fiscale sui redditi di lavoro autonomo, incentivi alla crescita dimensionale delle attività professionali, potenziamento delle politiche attive: questi, in sintesi, i principali correttivi alla manovra di bilancio chiesti da Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, stamani in audizione alle commissioni V del Senato e della Camera.

Sul fronte delle tasse, l’alleggerimento della pressione tributaria e riduzione del cuneo fiscale devono essere improntate in un’ottica di equità orizzontale tra lavoratori dipendenti e autonomi: «A redditi uguali devono corrispondere equivalenti debiti d’imposta» ha detto Stella. «Il primo passo deve essere l’unificazione delle detrazioni Irpef sui redditi da lavoro autonomo e da lavoro dipendenti».

“Con le agevolazioni previste permangono numerosi squilibri a sfavore delle attività professionali, come per esempio i voucher per la digital transformation che richiedono l’iscrizione alle Camere di commercio, precludendo l’accesso ai professionisti iscritti agli ordini”. La richiesta avanzata da Confprofessioni alle istituzioni è di accompagnare le attività professionali nel loro sforzo di consolidamento e di adeguamento alle sfide imposte dall’apertura dei nuovi mercati internazionali e dalla transizione digitale che sta interessando il settore dei servizi professionali. Secondo Stella: “Servono misure ad hoc per favorire la crescita dimensionale degli studi, attraverso aggregazioni e reti tra professionisti”.

Confprofessioni interviene anche sulla proroga del Superbonus 110%. “Con la proroga del Superbonus al 2023 si può consolidare il percorso di rigenerazione e riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale, tuttavia – aggiunge Stella – non condividiamo la scelta del Governo di privilegiare i condomini a scapito degli edifici unifamiliari e di introdurre il perimetro ISEE, causando evidenti disparità di trattamento”.

Un capitolo a parte è riservato agli ammortizzatori sociali. “Tutti i lavoratori, a prescindere dalle modalità con cui svolgono l’attività lavorativa, siano essi autonomi o dipendenti, devono poter disporre di strumenti che li tutelino nei momenti di difficoltà”. Nell’ottica di un avanzamento verso l’universalità delle tutele, Confprofessioni guarda con favore al ruolo che verrà svolto dai fondi di solidarietà bilaterali: “Siamo però consapevoli che l’innalzamento delle tutele comporta un impatto importante sui costi aziendali. Per questo riteniamo necessario, nei primi anni di avvio della riforma, un apporto da parte della finanza pubblica”. Positiva poi l’integrazione tra politiche attive e passive del lavoro, con “la previsione del rafforzamento del ruolo dei fondi interprofessionali per l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori”, sottolinea Stella, «ma bisogna sottolinearne il valore strategico anche per i beneficiari dei fondi di solidarietà bilaterali”.

Secondo le stime che abbiamo diffuso in occasione della nostra assemblea annuale, la ripresa dei consumi sarà più lenta del PIL. A fine 2022 il volume potrebbe rimanere al di sotto del livello pre-pandemico di circa 20 miliardi. A pesare la maggiore inflazione che potrebbe sottrarre, in due anni, 9,5 miliardi di euro di spesa. Ma anche la prudenza che le famiglie continuano ad esercitare, visto il tasso di risparmio superiore di circa due punti a quello pre-pandemia. La perdita di consumi attribuibile alle scelte di maggiore prudenza e risparmio degli italiani è compresa fra i 35 e i 40 miliardi annui. Così Confesercenti nell’audizione davanti alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato “Indispensabile, pertanto, è che si sterilizzi la trasmissione dei più alti prezzi internazionali sui beni regolamentati, in particolare sulle bollette elettriche e sui prezzi dei carburanti. Come noto, su queste categorie di beni ha grande rilievo la tassazione. Al fine di non alimentare le aspettative di inflazione, la componente fiscale dei prezzi dell’energia e dei carburanti deve essere ridotta in misura tale da conservare il gettito esattamente uguale a quello che si sarebbe verificato in presenza di prezzi internazionali stabili”.

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