Banda spaccaossa, inasprite alcune condanne nel verdetto di secondo grado

Per la banda degli spaccaossa condanne per oltre 80 anni. Per Cintura e Reina, indicati come capi dell’organizzazione tredici anni e due mesi. Solo due assolti
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La quarta sezione della Corte di appello di Palermo, presieduta da Vittorio Anania, ha emesso la sentenza che condanna i componenti della banda che metteva a segno le truffe alle assicurazioni. Le mettevano in atto provocando danni fisici e menomazioni a persone indigenti, che, in cambio di denaro, si facevano fratturare gli arti, simulando incidenti stradali. La Corte in alcuni casi ha anche inasprito le condanne rispetto alla sentenza emessa il 30 aprile dello scorso anno dal Gup. I luoghi della truffa realizzata ai danni di tanti disperati, erano un’agenzia di disbrigo pratiche in via Leonardo Da Vinci, un’agenzia di scommesse in via Pietro Scaglione e una stalla in via Mango, nel quartiere Borgo Nuovo, dove venivano spezzate le ossa alle vittime.

NEL VERDETTO DI SECONDO GRADO DUE ASSOLTI E PENE INASPRITE

Il verdetto di secondo grado emesso dalla Corte per molti di questa banda è durissimo. Le pene sono state confermate ed in alcuni casi anche inasprite. Gli unici assolti sono stati Giuseppe Gallo e Angelo Lo Pinto. I giudici hanno condannato Salvatore Andrea Cintura e Luca Reina a 13 anni e 2 mesi ciascuno. Circa due in più a testa rispetto alla prima sentenza. Domenico Cintura ha avuto 6 anni. Invece Alessio Cappello, Antonino Buscemi e Giuseppe Orfeo 5 anni e 8 mesi a testa; Giovanni Viviano 4 anni; Giuseppe Cintura e Giuseppe Monti 3 anni e 2 mesi; Cristoforo Vincenzo Renna 3 anni; Salvatore Fasullo 2 anni, 10 mesi e 20 giorni. E ancora, Cristian Neri 1 anno e 10 mesi; Giovanni Armanno 1 anno e 6 mesi; Francesco Mutolo 1 anno e 4 mesi; Salvatore Chiodo 1 anno e 3 mesi; Francesco Tosco e Francesco Dragotto 1 anno ciascuno; Franco Arnone 9 mesi e 20 giorni. Giovanni Napoli ha avuto 4 anni e 10 mesi. Gli imputati erano difesi tra gli altri dagli avvocati Antonio Turrisi, Teresa Re, Daniele Giambruno.

CONDANNE CONFERMATE

Per gli altri imputati della banda sono arrivate le conferme delle condanne decise dal Gup il 30 aprile 2020. Quindi ad Alessandro Bova è stata confermata la condanna a 4 anni e 8 mesi. Come a Vito Virzì che ha avuto 3 anni; Manlio Lo Piccolo 10 mesi; Concetta Di Carlo 8 mesi; Silvestro Lo Sasso 2 anni e 10 mesi; Letterio Maranzano 1 anno e 4 mesi; Giuseppe Bondini 10 mesi; Cristian Neri 2 anni; Giovanni Armanno 1 anno e 8 mesi; Franco Arnone, Domenico Celesia, Davide Giammona e Giovanni Calì 10 mesi ciascuno; Leonarda Amato e Rita Arceri 1 anno a testa; Davide Mendola 1 anno e 20 giorni; Giovanni Zinna 1 anno.

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