Quirinale, c’è una via per il Mattarella bis: la proposta

Quirinale, c’è una via per il Mattarella bis: la propostaEditoriali

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella continua a mandare messaggi che lo allontanano da un mandato bis. L’ultimo – in ordine di tempo – è arrivato appena qualche ora fa:  “Torno alla Sapienza, dove ho studiato, a poche settimane dalla fine del mio ruolo e delle mie funzioni”, ha detto senza giri di parole il Capo dello Stato.

Pd prepara l’exit strategy

Parole che molti interpretano come una chiusura netta. Ma si sa, la politica è l’arte del possibile e tutto può ancora succedere. Tanto che il Pd prepara già l’exit strategy in caso di emergenza a febbraio. A ricostruire lo scenario è il Corriere dello Sera.

Oggi Luigi Zanda e Dario Parrini, senatori in quota Pd  presenteranno una proposta di riforma della Costituzione con l’obiettivo di riformare due degli articoli chiave della Carta: l’ 85 e l’88, che si riferiscono rispettivamente alla durata del mandato del presidente della Repubblica e all’impossibilità di sciogliere le Camere negli ultimi sei mesi di guida del Colle.

 

Mattarella bis, la proposta del Pd

La proposta Dem farà leva sul fatto che il mandato del capo dello Stato potrà essere solo uno, di 7 anni. Niente rieleggibilità.  Va da sè che, modificando l’articolo 88, verrebbe cancellato il semestre bianco e i suoi limiti. Il Capo dello Stato ha in più occasioni sottolineato come il mandato presidenziale debba essere unico. Lo aveva detto lo scorso febbraio per i 130 anni dalla nascita di Antonio Segni e lo ribadito di recente  ricordando Giovanni Leone.

Con il toto Quirinale che entra nel vivo, la speranza (inconfessata) del Nazareno – si legge sul Corriere – “è anche quella di lasciarsi uno spiraglio per  un bis di Mattarella, il secondo e ultimo doppio mandato della Repubblica, in caso di emergenza”.

 

Draghi tutti lo vogliono: oppure no?

La partita per riempire la casella più ambita della politica italiana è appena iniziata  e sono tanti i papabili: a partire dal Presidente del Consiglio Draghi, autoritario e autorevole, il suo nome – che circola da mesi – sulla carta mette quasi tutti d’accordo.

Ma la sensazione è che quando si arriverà al redde rationem,  saranno in pochi a volerlo davvero.  Il perchè è presto detto. Draghi al Quirinale significa quasi certamente elezioni anticipate. E c’è da chiedersi quale partito davvero vuole tornare alle urne,  Che la risposta sia nessuno è un dubbio più che fondato.

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