Putin sceglie il Gru alla guida delle operazioni in Ucraina

AGI – Il Cremlino ha messo il servizio di intelligence militare del Gru a capo delle operazioni di intelligence in Ucraina al posto dell’Fsb. Lo scrivono i giornalisti investigativi Andrei Soldatov e Irina Borogan, tra i massimi esperti di intelligence russa, gli stessi che a metà marzo avevano raccontato come il presidente Vladimir Putin, furente perchè ‘l’operazione speciale’ non andava come previsto, avesse operato una purga di massa “stalinista” ai vertici dell’intelligence.
Ora Putin avrebbe rimosso la più grande agenzia di intelligence russa, l’FSB, erede del Kgb e fucina della classe dirigente, dal suo ruolo di principale agenzia di spionaggio per la guerra e affidato la responsabilità a un ramo dell’intelligence militare pesantemente militarizzato, il Gru.
Al vertice, Vladimir Alekseyev, il primo vice capo del Gru, considerato l’uomo dietro molti dei più gravi attacchi di Putin all’Occidente negli ultimi dieci anni: è accusato, per esempio, dal Regno Unito e dall’Unione Europea di aver supervisionato l’attacco con armi chimiche a Salisbury nel 2018; ed è anche sanzionato dagli Stati Uniti per il suo coinvolgimento negli attacchi informatici al Partito Democratico degli Stati Uniti e per l’interferenza nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016. 
Il segnale pubblico del cambiamento sarebbe arrivato la scorsa settimana, quando un canale televisivo pro-Cremlino, Tsargrad, ha pubblicato un articolo intitolato “Generali della vittoria: chi è a capo dell’operazione speciale russa?”. E tra i nomi suggeriti c’era appunto il temibile Alekseyev. 

AGI – Il Cremlino ha messo il servizio di intelligence militare del Gru a capo delle operazioni di intelligence in Ucraina al posto dell’Fsb. Lo scrivono i giornalisti investigativi Andrei Soldatov e Irina Borogan, tra i massimi esperti di intelligence russa, gli stessi che a metà marzo avevano raccontato come il presidente Vladimir Putin, furente perchè ‘l’operazione speciale’ non andava come previsto, avesse operato una purga di massa “stalinista” ai vertici dell’intelligence.

Ora Putin avrebbe rimosso la più grande agenzia di intelligence russa, l’FSB, erede del Kgb e fucina della classe dirigente, dal suo ruolo di principale agenzia di spionaggio per la guerra e affidato la responsabilità a un ramo dell’intelligence militare pesantemente militarizzato, il Gru.

Al vertice, Vladimir Alekseyev, il primo vice capo del Gru, considerato l’uomo dietro molti dei più gravi attacchi di Putin all’Occidente negli ultimi dieci anni: è accusato, per esempio, dal Regno Unito e dall’Unione Europea di aver supervisionato l’attacco con armi chimiche a Salisbury nel 2018; ed è anche sanzionato dagli Stati Uniti per il suo coinvolgimento negli attacchi informatici al Partito Democratico degli Stati Uniti e per l’interferenza nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016. 

Il segnale pubblico del cambiamento sarebbe arrivato la scorsa settimana, quando un canale televisivo pro-Cremlino, Tsargrad, ha pubblicato un articolo intitolato “Generali della vittoria: chi è a capo dell’operazione speciale russa?”. E tra i nomi suggeriti c’era appunto il temibile Alekseyev. 

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