Un incontro d’amore in Ucraina dietro lo storico blog ventennale sull’Eurovision 

AGI – Ossessione Eurovision. C’è un blog italiano che 12 mesi all’anno da 20 anni parla solo di questo e che deve un po’ della sua inesauribile energia a una storia d’amore sbocciata durante un’edizione ucraina. Nella sala stampa del PalaOlimpico di Torino che accoglie 400 giornalisti da ogni parte del mondo (presenti o collegati sul web), Enrico Picciolo si individua subito perché sulla sua postazione sventola una bandiera tricolore col nome del sito custode di ogni segreto della rassegna, ‘Eurofestival Italia’.
L’Eurovision galeotto con la ragazza di Kiev
“Lo ha creato una ventina d’anni fa Gianluca Giunta, insegnante, quando ancora l’Italia non partecipava alla competizione e l’interesse da noi era scarso. Poi sono arrivato anche io, il mio primo Eurovision è stato nel 2011, quello forse più bello nel 2015 a Kiev”.
Quell’anno succede che Picciolo, nella vita poliziotto a Bari, “appassionato di musica russa”, inizia a chattare con una ragazza di Kiev sulla comune passione per la musica.
“Entrambi tifosi dello stesso gruppo tedesco in gara”, i due si innamorano nella capitale ucraina e stanno insieme per sette anni. Non finisce la passione per Eurovision, a spese proprie. “Quest’anno venire qui mi è costato 2500 euro, tra viaggio, alloggio e biglietti per le serate. Certo, ho scelto i tagliandi top ma me la voglia godere al massimo”.
Spiega all’AGI perché la manifestazione per lui è così speciale: “E’ una meravigliosa esperienza di confronto e diversità tra le culture europee che passa attraverso la musica. La metà delle persone che sono qui si vedono tutti gli anni da molto tempo, è una comunità in cui nascono amicizie e ci si ospita nei rispettivi Paesi”. C’è anche il lato ‘giornalistico del blog’ anche se nessuno lo è di professione. Picciolo, Giunta e gli altri collaboratori di varie città italiane tengono d’occhio il numero dei visitatori. 
Numeri da record
“L’anno scorso con l’intervista ai Maneskin su Instagram abbiamo totalizzato 28mila visualizzazioni. Nella settimana delle semifinali e della finale raccogliamo miglaia di contatti ma noi aggiorniamo sempre il sito. Seguiamo le singole selezioni nazionali in cui si scelgono i rappresentanti di ciascun Paese e pubblichiamo qualsiasi notizia che riguardi la manifestazione”.  Previsioni sui vincitori? “L’Ucraina viene data per favorita ma tra gli addetti ai lavori non ci crede nessuno e poi non sarebbe bello che vincesse per pietismo. Anche se non sarebbe la prima volta di una vittoria per motivi esterni alla musica. Nel 2014 l’austriaca Conchita Wurst, “donna con la barba”, vinse l’edizione danese in nome della diversità. A me piace la canzone inglese, punto su quella”. 

AGI – Ossessione Eurovision. C’è un blog italiano che 12 mesi all’anno da 20 anni parla solo di questo e che deve un po’ della sua inesauribile energia a una storia d’amore sbocciata durante un’edizione ucraina. Nella sala stampa del PalaOlimpico di Torino che accoglie 400 giornalisti da ogni parte del mondo (presenti o collegati sul web), Enrico Picciolo si individua subito perché sulla sua postazione sventola una bandiera tricolore col nome del sito custode di ogni segreto della rassegna, ‘Eurofestival Italia’.

L’Eurovision galeotto con la ragazza di Kiev

“Lo ha creato una ventina d’anni fa Gianluca Giunta, insegnante, quando ancora l’Italia non partecipava alla competizione e l’interesse da noi era scarso. Poi sono arrivato anche io, il mio primo Eurovision è stato nel 2011, quello forse più bello nel 2015 a Kiev”.

Quell’anno succede che Picciolo, nella vita poliziotto a Bari, “appassionato di musica russa”, inizia a chattare con una ragazza di Kiev sulla comune passione per la musica.

“Entrambi tifosi dello stesso gruppo tedesco in gara”, i due si innamorano nella capitale ucraina e stanno insieme per sette anni. Non finisce la passione per Eurovision, a spese proprie. “Quest’anno venire qui mi è costato 2500 euro, tra viaggio, alloggio e biglietti per le serate. Certo, ho scelto i tagliandi top ma me la voglia godere al massimo”.

Spiega all’AGI perché la manifestazione per lui è così speciale: “E’ una meravigliosa esperienza di confronto e diversità tra le culture europee che passa attraverso la musica. La metà delle persone che sono qui si vedono tutti gli anni da molto tempo, è una comunità in cui nascono amicizie e ci si ospita nei rispettivi Paesi”. C’è anche il lato ‘giornalistico del blog’ anche se nessuno lo è di professione. Picciolo, Giunta e gli altri collaboratori di varie città italiane tengono d’occhio il numero dei visitatori. 

Numeri da record

“L’anno scorso con l’intervista ai Maneskin su Instagram abbiamo totalizzato 28mila visualizzazioni. Nella settimana delle semifinali e della finale raccogliamo miglaia di contatti ma noi aggiorniamo sempre il sito. Seguiamo le singole selezioni nazionali in cui si scelgono i rappresentanti di ciascun Paese e pubblichiamo qualsiasi notizia che riguardi la manifestazione”.  Previsioni sui vincitori? “L’Ucraina viene data per favorita ma tra gli addetti ai lavori non ci crede nessuno e poi non sarebbe bello che vincesse per pietismo. Anche se non sarebbe la prima volta di una vittoria per motivi esterni alla musica. Nel 2014 l’austriaca Conchita Wurst, “donna con la barba”, vinse l’edizione danese in nome della diversità. A me piace la canzone inglese, punto su quella”. 

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