Questa banconota da 20 euro vale una fortuna: ecco quale

La numismatica fin dalla prima vera diffusione di monete e banconote rappresenta un contesto di studio molto interessante per tantissimi appassionati: spesso viene associata al collezionismo, anche se letteralmente si…
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La numismatica fin dalla prima vera diffusione di monete e banconote rappresenta un contesto di studio molto interessante per tantissimi appassionati: spesso viene associata al collezionismo, anche se letteralmente si tratta della ricerca e studio di informazioni in relazione a monete e banconote. Anche un esemplare di carta moneta come la tradizionale 20 euro, una delle più diffuse delle ultime due decadi, può risultare decisamente interessante.

Questa banconota da  vale una fortuna: ecco quale

Strutturalmente la banconota da 20 euro è facilmente riconoscibile sia per le dimensioni “medie” (133 × 72 centimetri) sia per la colorazione blu-azzurra che è stata mantenuta come da tradizione anche per la seconda serie della carta moneta comunitaria. Dal 2002 al 2015 è stata prodotta la prima serie, mentre quella attualmente più utilizzata ha iniziato ad essere diffusa dal 2016, ed è denominata Europa. Le due serie mantengono lo stile architettonico di stampo gotico, anche se le strutture presenti non sono realmente esistenti in quanto si tratta di banconote che fanno riferimento allo stile artistico.

Anche una 20 euro all’apparenza comune può valere cifre interessanti: vanno tenuti in considerazione parametri come il numero di serie, e lo stato di conservazione che è fondamentale per comprendere il valore collezionistico della banconota. Il numero di serie, presente come codice identificativo per ogni esemplare, è per l’appunto il “biglietto” da visita delle banconote.

Un seriale che ad esempio presenta pochi numeri oppure addirittura uno solo ripetuto risulta essere sensibilmente più ambito in quanto rarissimo se non addirittura unico.

La banconota da 20 euro più rara resta tuttavia la Specimen, ossia la banconota campione realizzata a partire dal 2002. Questa è facilmente riconoscibile per la presenza della scritta Specimen, posta in diagonale su tutti e due i lati, ed identifica una serie non destinata alla circolazione quanto come “dono” per importanti figure politiche all’interno della Banca Centrale Europea.

Il valore è molto elevato per questo motivo: una Specimen da 20 euro vale da 1000 euro fino a oltre 2000 euro se in perfette condizioni di conservazione.

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