Perché l’intelligenza artificiale è essenziale nella guerra in Ucraina

AGI – La guerra in Ucraina ha visto l’uso sul campo di armi più che rudimentali come le bottiglie molotov, o vecchi fucili oramai datati: tutto torna utile alla bisogna quando ci si trova in situazioni come quelle degli ultimi mesi. Ma è anche innegabile che il conflitto abbia messo alla prova alcune delle più avanzate tecnologie in campo militare sviluppate fino ad oggi, trasformando lo scontro con la Russia in un enorme, quanto terrificante, laboratorio bellico a cielo aperto.
In particolare ha visto un ruolo sempre più predominante l’intelligenza artificiale (AI) e le sue applicazioni. Per orientarci in questo scenario complesso, abbiamo chiesto l’aiuto di Antonio Pescapè, professore di sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Che ruolo sta giocando l’intelligenza artificiale negli attacchi cibernetici che hanno contraddistinto il conflitto in Ucraina? Ci sono sistemi che permettono di programmare “ondate” di attacchi senza che sia necessario poi un nuovo input umano? E se si quale efficacia hanno rispetto agli attacchi condotti direttamente dagli hacker?
Sicuramente l’intelligenza artificiale sta giocando un ruolo quanto mai importante in questo conflitto, sia nella parte – mi lasci dire – materiale sul campo, sia in quella immateriale della ormai ahimè famosa cyber guerra. I sistemi per programmare attacchi fanno un uso massivo della intelligenza artificiale ad esempio, per migliorare la capacità e la pervasività degli attacchi, per coordinarli (nel caso di Botnet e DDoS) e negli attacchi di tipo phishing. 
Ma l’intelligenza artificiale ha avuto, sin dall’inizio della guerra, un ruolo fondamentale anche nelle operazioni di propaganda: grazie ad una profilazione utente estremamente avanzata è stato possibile effettuare azioni di “propaganda personalizzata” e quindi una diffusione di fake news estremamente capillare.
Posta l’enorme varietà del materiale bellico in uso in Ucraina da entrambi le parti, quali sono i sistemi (puntamento, rilevamento, etc.) maggiormente contrassegnati dall’intelligenza artificiale?
Dall’uso dell’intelligenza artificiale connessa alle “armi autonome” ai soldati robot, oggi le applicazioni sono molto più complesse. Missili e droni, ad esempio, sono in grado di riconoscere autonomamente un bersaglio. È di qualche giorno fa la notizia che il DARPA, il dipartimento per i progetti di ricerca avanzati della Difesa americana, ha presentato un progetto per una intelligenza artificiale in grado di fare operazioni di problem solving nell’ambito di azioni militari; come dichiarato, sembrerebbe che queste tecnologie siano state concepite proprio per prendere decisioni rapide in scenari complessi addestrandole per salvare il maggior numero di vite umane. Ma, a differenza di altri scenari, nei quali viene utilizzata l’intelligenza artificiale, quello della guerra prevede sempre il paradigma “human in the loop” e quindi l’ultima decisione spetta sempre all’umano.
Che Lei sappia esistono sistemi di intelligenza artificiale per la pianificazione tattica e/o strategica? E se sì sono a disposizione di una delle due forze?
Non ho informazioni ufficiali e non conosco i dati dal campo, ma sembra che il ricorso a sistemi di AI sia fortemente utilizzato nell’ambito di operazioni di intelligence sia da parte della Russia sia da parte Ucraina; recentemente sono state diffuse notizie circa l’utilizzo di piattaforme di intelligenza artificiale che sulla base dei dati e di intercettazioni dai campi di guerra hanno fornito informazioni per sorvegliare e prevenire gli attacchi dell’esercito russo.
Quanto è rilevante la raccolta dati per alimentare i sistemi bellici a intelligenza artificiale? Bastano i dati raccolti a distanza (ad esempio dai satelliti e dai droni) o sono necessarie raccolte dati “in loco”? Se questo è il caso sa se i due schieramenti stanno cercando di utilizzare metodi di raccolta dati diffusi sul campo e quali?
Come già detto, non sono in possesso di informazioni ufficiali. Ma, ripeto, diverse fonti hanno dichiarato di numerose applicazioni dell’intelligenza artificiale che utilizzano sia informazioni raccolte a distanza sia informazioni raccolte “in loco”. Di quelle “in loco” abbiamo già parlato, relativamente a quelle a distanza sono – ad esempio – state utilizzate immagini satellitari per l’addestramento di algoritmi di riconoscimento delle immagini che hanno permesso l’identificazione di fosse comuni. Ma l’intelligenza artificiale è stata usata anche per il riconoscimento di civili e soldati deceduti e per il riconoscimento di mercenari o militari che per azioni di guerra si sono confusi tra la popolazione Ucraina.
Che ruolo gioca l’intelligenza artificiale nel coordinare i nostri invii di rifornimenti e materiale bellico agli Ucraini? Ad esempio si sta usando l’intelligenza artificiale per individuare i percorsi più sicuri e più efficaci per lo sforzo bellico?
Anche qui non ho notizie ufficiali, ma è chiaro come l’intelligenza artificiale utilizzando dati satellitari e dati acquisiti utilizzando droni può fornire informazioni fondamentali per la scelta del migliore corridoio da utilizzare per il rifornimento di truppe e civili.

AGI – La guerra in Ucraina ha visto l’uso sul campo di armi più che rudimentali come le bottiglie molotov, o vecchi fucili oramai datati: tutto torna utile alla bisogna quando ci si trova in situazioni come quelle degli ultimi mesi. Ma è anche innegabile che il conflitto abbia messo alla prova alcune delle più avanzate tecnologie in campo militare sviluppate fino ad oggi, trasformando lo scontro con la Russia in un enorme, quanto terrificante, laboratorio bellico a cielo aperto.

In particolare ha visto un ruolo sempre più predominante l’intelligenza artificiale (AI) e le sue applicazioni. Per orientarci in questo scenario complesso, abbiamo chiesto l’aiuto di Antonio Pescapè, professore di sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Che ruolo sta giocando l’intelligenza artificiale negli attacchi cibernetici che hanno contraddistinto il conflitto in Ucraina? Ci sono sistemi che permettono di programmare “ondate” di attacchi senza che sia necessario poi un nuovo input umano? E se si quale efficacia hanno rispetto agli attacchi condotti direttamente dagli hacker?

Sicuramente l’intelligenza artificiale sta giocando un ruolo quanto mai importante in questo conflitto, sia nella parte – mi lasci dire – materiale sul campo, sia in quella immateriale della ormai ahimè famosa cyber guerra. I sistemi per programmare attacchi fanno un uso massivo della intelligenza artificiale ad esempio, per migliorare la capacità e la pervasività degli attacchi, per coordinarli (nel caso di Botnet e DDoS) e negli attacchi di tipo phishing. 

Ma l’intelligenza artificiale ha avuto, sin dall’inizio della guerra, un ruolo fondamentale anche nelle operazioni di propaganda: grazie ad una profilazione utente estremamente avanzata è stato possibile effettuare azioni di “propaganda personalizzata” e quindi una diffusione di fake news estremamente capillare.

Posta l’enorme varietà del materiale bellico in uso in Ucraina da entrambi le parti, quali sono i sistemi (puntamento, rilevamento, etc.) maggiormente contrassegnati dall’intelligenza artificiale?

Dall’uso dell’intelligenza artificiale connessa alle “armi autonome” ai soldati robot, oggi le applicazioni sono molto più complesse. Missili e droni, ad esempio, sono in grado di riconoscere autonomamente un bersaglio. È di qualche giorno fa la notizia che il DARPA, il dipartimento per i progetti di ricerca avanzati della Difesa americana, ha presentato un progetto per una intelligenza artificiale in grado di fare operazioni di problem solving nell’ambito di azioni militari; come dichiarato, sembrerebbe che queste tecnologie siano state concepite proprio per prendere decisioni rapide in scenari complessi addestrandole per salvare il maggior numero di vite umane. Ma, a differenza di altri scenari, nei quali viene utilizzata l’intelligenza artificiale, quello della guerra prevede sempre il paradigma “human in the loop” e quindi l’ultima decisione spetta sempre all’umano.

Che Lei sappia esistono sistemi di intelligenza artificiale per la pianificazione tattica e/o strategica? E se sì sono a disposizione di una delle due forze?

Non ho informazioni ufficiali e non conosco i dati dal campo, ma sembra che il ricorso a sistemi di AI sia fortemente utilizzato nell’ambito di operazioni di intelligence sia da parte della Russia sia da parte Ucraina; recentemente sono state diffuse notizie circa l’utilizzo di piattaforme di intelligenza artificiale che sulla base dei dati e di intercettazioni dai campi di guerra hanno fornito informazioni per sorvegliare e prevenire gli attacchi dell’esercito russo.

Quanto è rilevante la raccolta dati per alimentare i sistemi bellici a intelligenza artificiale? Bastano i dati raccolti a distanza (ad esempio dai satelliti e dai droni) o sono necessarie raccolte dati “in loco”? Se questo è il caso sa se i due schieramenti stanno cercando di utilizzare metodi di raccolta dati diffusi sul campo e quali?

Come già detto, non sono in possesso di informazioni ufficiali. Ma, ripeto, diverse fonti hanno dichiarato di numerose applicazioni dell’intelligenza artificiale che utilizzano sia informazioni raccolte a distanza sia informazioni raccolte “in loco”. Di quelle “in loco” abbiamo già parlato, relativamente a quelle a distanza sono – ad esempio – state utilizzate immagini satellitari per l’addestramento di algoritmi di riconoscimento delle immagini che hanno permesso l’identificazione di fosse comuni. Ma l’intelligenza artificiale è stata usata anche per il riconoscimento di civili e soldati deceduti e per il riconoscimento di mercenari o militari che per azioni di guerra si sono confusi tra la popolazione Ucraina.

Che ruolo gioca l’intelligenza artificiale nel coordinare i nostri invii di rifornimenti e materiale bellico agli Ucraini? Ad esempio si sta usando l’intelligenza artificiale per individuare i percorsi più sicuri e più efficaci per lo sforzo bellico?

Anche qui non ho notizie ufficiali, ma è chiaro come l’intelligenza artificiale utilizzando dati satellitari e dati acquisiti utilizzando droni può fornire informazioni fondamentali per la scelta del migliore corridoio da utilizzare per il rifornimento di truppe e civili.

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