La denuncia dell’aspirante commessa: “280 euro al mese per 10 ore al giorno”

AGI – Duecentottanta euro al mese per dieci ore al giorno di lavoro. Questa è quanto avrebbero offerto a Francesca Sebastiani, napoletana di 22 anni, i titolari di una ditta di abbigliamento della provincia di Napoli. La ragazza ha avuto con loro uno scambio di battute, per un posto di lavoro in un negozio, via chat. Poi, indignata, ha pubblicato sui social un video-denuncia.
“Se 70 euro alla settimana li volessero dare ai tuoi figli, tu cosa diresti? No, è ovvio. E allora perché ti lamenti? Non ti lamentare se i ragazzi oggi non vogliono lavorare, che non trovate personale”, dice Francesca nel post TikTok.

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#perte
#neiperte
#giovani
#viral
#zkekka
♬ suono originale – Francesca Sebastiani

 
 
Lo scorso 15 giugno, racconta, una ditta di abbigliamento ha scritto ‘cercasi persone per lavorare’. Lei l’ha contatta in una chat di dialogo preliminare sulle esperienze pregresse, ma quando si arriva a parlare del compenso, l’amara scoperta.
“Mi viene risposto che l’orario è dalle 9 alle 13,30. Il negozio riapre alla 16 ma il personale deve arrivare alle 15-15,30 per pulire. Poi fino alle 20.30-21. Il sabato stesso orario ma continuato – dice – ho chiesto la paga, anche se mi vergogno e mi viene risposto 70 euro, a settimana, cioè 280 euro al mese. Io ho risposto che non mi interessava. A quel punto la ragazza, una mia coetanea, mi risponde: ‘questi giovani d’oggi non hanno voglia di lavorare’. Perdonami, io sono stata gentile, ma secondo te è normale per tutte queste ore 280 euro al mese?”.
Da lì il dibattito, poi tutto pubblicato. “Siete voi che date una miseria nelle mani dei ragazzi. Mi spiegate un ragazzo di 23-24 anni con 280 euro al mese cosa può fare? Siete voi che non li fate lavorare”, conclude indignata Francesca.

AGI – Duecentottanta euro al mese per dieci ore al giorno di lavoro. Questa è quanto avrebbero offerto a Francesca Sebastiani, napoletana di 22 anni, i titolari di una ditta di abbigliamento della provincia di Napoli. La ragazza ha avuto con loro uno scambio di battute, per un posto di lavoro in un negozio, via chat. Poi, indignata, ha pubblicato sui social un video-denuncia.

“Se 70 euro alla settimana li volessero dare ai tuoi figli, tu cosa diresti? No, è ovvio. E allora perché ti lamenti? Non ti lamentare se i ragazzi oggi non vogliono lavorare, che non trovate personale”, dice Francesca nel post TikTok.

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Lo scorso 15 giugno, racconta, una ditta di abbigliamento ha scritto ‘cercasi persone per lavorare’. Lei l’ha contatta in una chat di dialogo preliminare sulle esperienze pregresse, ma quando si arriva a parlare del compenso, l’amara scoperta.

“Mi viene risposto che l’orario è dalle 9 alle 13,30. Il negozio riapre alla 16 ma il personale deve arrivare alle 15-15,30 per pulire. Poi fino alle 20.30-21. Il sabato stesso orario ma continuato – dice – ho chiesto la paga, anche se mi vergogno e mi viene risposto 70 euro, a settimana, cioè 280 euro al mese. Io ho risposto che non mi interessava. A quel punto la ragazza, una mia coetanea, mi risponde: ‘questi giovani d’oggi non hanno voglia di lavorare’. Perdonami, io sono stata gentile, ma secondo te è normale per tutte queste ore 280 euro al mese?”.

Da lì il dibattito, poi tutto pubblicato. “Siete voi che date una miseria nelle mani dei ragazzi. Mi spiegate un ragazzo di 23-24 anni con 280 euro al mese cosa può fare? Siete voi che non li fate lavorare”, conclude indignata Francesca.

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