Morning bell: i mercati oscillano in attesa dei dati sull’inflazione europea

AGI – I mercati non tengono il passo coi guadagni della settimana scorsa e tornano a scendere e ad oscillare, in attesa di segnali più certi sui prezzi, come quelli di venerdì sull’inflazione europea. Unicredit prevede che a giugno i prezzi al consumo dell’area euro saliranno al livello record dell’8,6% annuale dall’8,1% di maggio e, se i prezzi dell’energia non caleranno durante l’estate, stima un picco dell’inflazione intorno al 9% a settembre.
Nonostante i timori di recessione anche i prezzi del petrolio hanno ripreso a salire per le nuove sanzioni del G7 alla Russia.
“Il price cup proposto dal G7 al petrolio russo rischia di ridurre ulteriormente gli approvvigionamenti – commentano in una nota gli analisti della Commonwealth Bank of Australia – e i disordini politici potrebbero ridurre l’offerta di un paio di produttori di secondo livello, come Ecuador e Libia”. In Asia i listini sono deboli.
L’indice Msci dei titoli dell’Asia-Pacifico fuori del Giappone è giù del 3,8% questo mese. Oggi la Borsa di Tokyo guadagna leggermente, Shanghai è piatta e Hong Kong arretra di circa mezzo punto percentuale. Sui mercati asiatici i future sul Wti sono tornati sopra 110 dollari e quelli sul Brent sopra 116 dollari. I future a Wall Street sono deboli dopo che ieri la Borsa di New York ha aperto la settimana in negativo.

AGI – I mercati non tengono il passo coi guadagni della settimana scorsa e tornano a scendere e ad oscillare, in attesa di segnali più certi sui prezzi, come quelli di venerdì sull’inflazione europea. Unicredit prevede che a giugno i prezzi al consumo dell’area euro saliranno al livello record dell’8,6% annuale dall’8,1% di maggio e, se i prezzi dell’energia non caleranno durante l’estate, stima un picco dell’inflazione intorno al 9% a settembre.

Nonostante i timori di recessione anche i prezzi del petrolio hanno ripreso a salire per le nuove sanzioni del G7 alla Russia.

“Il price cup proposto dal G7 al petrolio russo rischia di ridurre ulteriormente gli approvvigionamenti – commentano in una nota gli analisti della Commonwealth Bank of Australia – e i disordini politici potrebbero ridurre l’offerta di un paio di produttori di secondo livello, come Ecuador e Libia”. In Asia i listini sono deboli.

L’indice Msci dei titoli dell’Asia-Pacifico fuori del Giappone è giù del 3,8% questo mese. Oggi la Borsa di Tokyo guadagna leggermente, Shanghai è piatta e Hong Kong arretra di circa mezzo punto percentuale. Sui mercati asiatici i future sul Wti sono tornati sopra 110 dollari e quelli sul Brent sopra 116 dollari. I future a Wall Street sono deboli dopo che ieri la Borsa di New York ha aperto la settimana in negativo.

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