Archie è morto, l’ospedale ha staccato le macchine

0
12

AGI – Dopo una lunga battaglia legale, il dodicenne Archie Battersbee è morto due ore dopo l’interruzione della ventilazione artificiale. Lo ha riferito la madre, Hollie Dance. “Un bambino così bello. Ha combattuto fino alla fine”, ha detto la donna ai cronisti fuori dall’ospedale. 
Il dodicenne, che era entrato in coma lo quattro mesi fa, e’ spirato circondato dalla madre e da altri membri della famiglia. “Ho fatto tutto cio’ che avevo promesso a mio figlio che avrei fatto per lui”, ha dichiarato Dance a Sku News.
Lo scorso 7 aprile il ragazzo era stato trovato privo di sensi, con una corda stretta al collo, in cima a una rampa di scale nella sua casa di Southend, nell’Essex.
L’incidente, la cui dinamica non è chiara e che alcuni attribuiscono a una pericolosa sfida lanciata su internet, causò danni cerebrali irreversibili al dodicenne, ricoverato prima nell’ospedale locale e poi trasferito al London Royal Hospital, dove oggi i medici lo hanno staccato dalle macchine che gli consentivano di respirare.

AGI – Dopo una lunga battaglia legale, il dodicenne Archie Battersbee è morto due ore dopo l’interruzione della ventilazione artificiale. Lo ha riferito la madre, Hollie Dance. “Un bambino così bello. Ha combattuto fino alla fine”, ha detto la donna ai cronisti fuori dall’ospedale. 

Il dodicenne, che era entrato in coma lo quattro mesi fa, e’ spirato circondato dalla madre e da altri membri della famiglia. “Ho fatto tutto cio’ che avevo promesso a mio figlio che avrei fatto per lui”, ha dichiarato Dance a Sku News.

Lo scorso 7 aprile il ragazzo era stato trovato privo di sensi, con una corda stretta al collo, in cima a una rampa di scale nella sua casa di Southend, nell’Essex.

L’incidente, la cui dinamica non è chiara e che alcuni attribuiscono a una pericolosa sfida lanciata su internet, causò danni cerebrali irreversibili al dodicenne, ricoverato prima nell’ospedale locale e poi trasferito al London Royal Hospital, dove oggi i medici lo hanno staccato dalle macchine che gli consentivano di respirare.

Read MoreAgi

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.