Maltempo record in Trentino: è emergenza, evacuati case e hotel

Sono oltre 100 le persone costrette a lasciare la propria abitazione o la struttura nella quale si trovavano. Danni e strade chiuse in Alto Adige, disagi anche in Valle d’AostaAttualità, Trentino Alto Adige

La crisi climatica non provoca soltanto fenomeni di caldo e siccità da record (col 2022 già eletto anno peggiore di sempre), ma anche eventi estremi che giungono improvvisamente e si rivelano molto pericolosi. Ne è un esempio l’eccezionale ondata di maltempo che si è abbattuta in Val di Fassa, una valle dell’area delle Dolomiti situata nel Trentino nord-orientale, al confine con le province di Bolzano e Belluno. Per fortuna, al momento, non risultano coinvolte persone.

Eccezionale ondata di maltempo al Nord: cosa è successo

Nella serata di venerdì 5 agosto intere aree del Nord Italia sono passate da temperature che sfioravano 40 gradi a un’eccezionale ondata di piogge che ha causato frane, alluvioni e smottamenti. I bollettini meteo avevano previsto il fenomeno, ciononostante l’impatto è stato forte in particolare in alcuni Comuni del Trentino-Alto Adige. La Protezione Civile e i vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente, segnalando preoccupazione e rischi anche per l’ingrossamento di alcuni corsi d’acqua, che hanno causato l’erosione degli argini.

Anche la Valle d’Aosta è stata investita dall’ondata di maltempo. Due località dell’alta Valpelline resteranno isolate almeno fino a sabato, a causa di due frane cadute sulla strada regionale 28. Molto frequentate dai turisti in fuga dalle ondate di caldo, Oyace e Bionaz non sono al momento raggiungibili in auto. Con il passare delle ore aumenta la conta dei villeggianti (una quindicina) che non possono tornare a valle. Durante un temporale, nella tarda serata di giovedì la carreggiata è stata invasa da detriti provenienti da due diversi torrenti (ecco quanti soldi stiamo perdendo a causa del cambiamento climatico).

La situazione in Trentino-Alto Adige

Hanno vissuto attimi di paura gli abitanti della Val di Fleres, l’ultima valle d’Italia prima del confine del Brennero: il fortissimo temporale ha causato la formazione di una colata di fango alta due metri, arrivata fino al villaggio di Sant’Antonio. Sei case sono state danneggiate, di cui tre in modo grave e una è stata evacuata. La zona più colpita risulta però la Val Badia, soprattutto intorno a San Martino. Oltre 200 gli interventi effettuati da oltre mille vigili del fuoco volontari organizzati in decine di squadre.

I soccorritori sono anche dovuti correre in aiuto di due gruppi di scout in escursione in Val Frison. I ragazzi hanno passato la notte in una palazzetto dopo essere stati messi in sicurezza dal fiume Frison, che nel frattempo si era ingrossando trascinando fango e sassi. Una vicenda simile si è registrata anche nel territorio di Cortina, dove un gruppo di scout proveniente dalla Toscana è stato sorpreso da una frana e condotto in salvo.

Cos’è successo in Val di Fassa

Il fronte del maltempo si è poi spostato più a sud, in Val di Fassa. Qui circa 100 persone tra turisti e residenti sono state evacuate da alberghi e case (una decina di strutture in tutto). Soprattutto nella zona di Vigo di Fassa, dove si è abbattuta una bomba d’acqua che ha provocato subito frane e smottamenti e l’esondazione di torrenti e fiumi in località come a Fontanazzo e Campestrin, frazioni di Mazzin e San Jan. Una frana di fango ha invaso la strada.

Le persone evacuate hanno trascorso la notte nel Centro della Protezione Civile e nelle palestre del luogo. Tanti i problemi segnalati un po’ in tutta la valle, come esondazioni, massi pericolanti, cedimento di strade.

Strade chiuse

Sempre in Alto-Adige, in Val d’Anterselva, uno smottamento ha determinato la chiusura del Passo Stalle tra Italia e Austria attraverso la valle. In Val Pusteria, nella zona di Valdaora, diverse località sono rimaste isolate. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco anche nell’Alta Val d’Isarco. Chiusa inoltre la strada statale 244 della Val Badia tra San Martino in Badia e La Valle e la provinciale 43 tra San Vigilio di Marebbe e Valdaora.

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