Marilyn Monroe e gli altri miti intramontabili

AGI – Sessant’anni fa, nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, a soli 36 anni, moriva Marilyn Monroe, attrice e sex-symbol intramontabile. Nel ‘pantheon’ delle icone sopravvissute a distanza di decenni dalla loro scomparsa, il mito biondo di Hollywood è in ottima compagnia, accanto a politici, attivisti, attori, cantanti e sportivi.
Figure molto diverse tra loro ma che hanno in comune il fatto di essere conosciute, amate, ammirate e commemorate in tutto il mondo, oggetto di studi, film e opere postume. Queste alcune delle personalità che non moriranno mai:
Elvis Presley
È stato uno dei più celebri cantanti della storia della musica mondiale, noto come King Elvis, il Re del rock and roll, fonte di ispirazione per molti musicisti e interpreti del genere. Attore e ballerino, la sua presenza scenica e le movenze con cui accompagnava le sue esibizioni hanno esercitato notevole influenza sulla cultura statunitense e internazionale. Per questo motivo è stato soprannominato anche Elvis the Pelvis, in riferimento a un particolare movimento del bacino, appellativo che non apprezzava, da lui definito un’espressione infantile. Elvis Presley è deceduto il 6 agosto 1977, a 42 anni, trovato morto nel bagno di casa dalla fidanzata, deceduto a causa di un infarto che lo aveva colpito pochi istanti prima. La figlia, Lisa Marie Presley, è stata sposata dal 1994 al 1996 con un’altra icona della musica, Michael Jackson.  
Bob Marley
Al secolo Robert Nesta Marley, Bob Marley  – con i suoi rasta – è l’icona mondiale della musica reggae ma anche un simbolo di pace e di lotta per i diritti della sua terra, la Giamaica. Il cantautore, chitarrista e attivista giamaicano nacque il 6 febbraio 1945 a Nine Mile e morì a Miami l’11 maggio 1981 per un tumore, all’età di 36 anni, proprio come Marilyn Monroe. C’è grande attesa per il suo biopic, prodotto da Paramount, che tratterà del famoso album Exodus, registrato a Londra dalla band dopo che Marley sopravvisse ad un tentato omicidio e fuggì in Giamaica.
Freddie Mercury
Freddie Mercury, il leggendario cantante dei Queen – all’anagrafe Farrokh Bulsara – nasce il 5 settembre 1946 nell’esotica isola di Zanzibar. Figlio di un politico inglese sempre in viaggio per lavoro, Freddie si ritrova a svolgere gli studi elementari a Bombay, in India, per poi completarli in Inghilterra, terra di origine della famiglia. Laureatosi in arte e design all’Istituto d’Arte Ealing, presto Freddie sfoggia le sue straordinarie doti da pianista e grande vocalist in vari gruppi fino all’incontro determinante con Brian May e Roger Taylor. Insieme formano la mitica band dei Queen e lui cambia cognome in “Mercury”, omaggio al mitologico messaggero degli dei. Sul palco come nella vita si dimostra uno straordinario interprete pieno di drammatiche gestualità, un vero animale da palcoscenico. Con coraggio vive la sua identità, dichiarando più volte senza imbarazzi la sua omosessualità. Ammalatosi di Aids, scompare prematuramente a 45 anni, il 24 novembre 1991, per polmonite. 
Lady Diana
La tragica storia di Diana Spencer, la principessa del Galles, meglio nota come Lady Diana, si intreccia con quella della famiglia reale britannica. Una storia che comincia il 1 luglio del 1961, a Sandringham, quando viene alla luce dall’aristocratica famiglia degli Spencer. Quarta di cinque figli, Diana si legherà alla famiglia reale britannica grazie alla sua curiosità, intraprendenza e un pizzico di tempismo. La sua unione con Carlo, celebrata nella cattedrale di St. Paul il 29 Luglio 1981, sembra uscita da una favola, ma nel cuore del principe la regina è Camilla Parker Bowles. Presto, grazie al suo charme e alla sua empatia con la gente emerge la figura di una principessa emancipata, vicina alle tematiche sociali e in prima linea in opere di beneficenza e solidarietà, che oscura l’immagine del marito. La vita di Lady D. – madre dei principi William e Harry, divorziata da Carlo il 28 agosto 1996, nota anche come ‘la principessa triste’- finisce prematuramente in un incidente stradale dai contorni misteriosi, il 31 luglio 1997 sotto il ponte dell’Alma a Parigi, insieme al fidanzato Dodi al-Fayed. Come Marilyn Monroe e Bob Marley, Diana è morta a 36 anni.  
Che Guevara
Ernesto Guevara, più noto come el Che, Che Guevara o semplicemente Che, è l’icona per eccellenza del guerrigliero rivoluzionario, in lotta per ideali e diritti, il cui volto è spesso ritratto su t-shirt e altri gadget. Nato il 14 giugno 1928 a Rosario, in Argentina, è medico di professione: la svolta nella sua vita arrivata dall’incontro con Fidel Castro, suo amico e altra icona, accanto al quale  partecipa alla rivoluzione cubana contro il dittatore Batista. Dal pensiero del rivoluzionario e politico argentino naturalizzato cubano è nata una dottrina politica – il guevarismo – che ha influenzato attivisti di molti Paesi, non solo nella regione. Il Che è stato ucciso il 9 ottobre 1967 a La Higuera, in Bolivia, il giorno dopo la sua cattura per mano di un sergente dell’esercito che agiva agli ordini del presidente boliviano. 
Nelson Mandela
Nelson Rolihlahla Mandela è il simbolo della lotta all’apartheid in Sudafrica e un’icona di lotta per i diritti dei neri su tutto il continente africano e nel mondo, alla stregua di Martin Luther King negli Usa. Da attivista per i diritti civili e avvocato impegnato contro il segregazionismo razziale dei Boeri, Mandela ha scontato 27 anni di carcere per la sua lotta, anche violenta, nei ranghi dell’African National Congress (ANC), di cui era il leader. Nel 1994 è diventato il primo presidente non bianco del Sudafrica, una carica ricoperta fino al 1999. Uomo simbolo dell’uguaglianza e dell’antirazzismo, nel 1991 è stato insignito del premio Nobel per la Pace, successivamente anche del Premio Lenin per la pace e del Premio Sakharov per la libertà di pensiero. Il suo nomignolo, Madiba, era il suo nome all’interno della tribù di appartenenza, dell’etnia Xhosa. Mandela è deceduto il 5 dicembre 2013.
Thons Sankara
Thomas Isidore Noël Sankara è stato un militare, politico, rivoluzionario e patriota originario del Burkina Faso. Noto anche come Tom Sank, è stato un leader carismatico per tutta l’Africa occidentale sub-sahariana: per questo motivo è stato soprannominato il Che Guevara africano. Il suo rifiuto di pagare il debito estero di epoca coloniale, insieme al tentativo di rendere il Burkina autosufficiente e libero da importazioni forzate, gli attirò le antipatie di Stati Uniti d’America, Francia e Regno Unito. Il 15 ottobre 1987, all’età di 37 anni, il giovane capitano Sankara fu assassinato dal proprio vice, Blaise Compaoré, organizzatore di un colpo di Stato con complicità straniere. A distanza di 35 anni è tutt’ora in corso il processo per fare piena luce sulla sua uccisione.  
Mahatma Gandhi
Nato a Porbandar nel 1869 e morto a NEW Delhi nel 1948, Mohandas Karamchand Gandhi, detto anche il Mahatma – ossia la Grande Anima – è stato un politico indiano e leader del movimento per la libertà e l’indipendenza dell’India, nonché il fondatore della non-violenza, un metodo di lotta politica che rifiuta ogni atto di violenza. Simbolo di pace e di non-violenza, Gandhi ha portato avanti le sue battaglie basandosi sul principio morale ahimsa, che in sanscrito significa “non nuocere”, e sul principio etico-politico satyagraha, ovvero “forza della verità”.  Quando gli fu chiesto qual era il suo messaggio per il mondo, Gandhi rispose con la frase oggi famosa “La mia vita è il mio messaggio”, riflettendo la sua lotta di una vita intera contro la violenza. 
Madre Teresa di Calcutta
Spesso nota come Madre Teresa, è una delle persone più famose al mondo per il suo lavoro instancabile tra i diseredati di Calcutta, un impegno che gli è valso numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Nobel per la Pace nel 1979. All’anagrafe Anjeze Gonxhe Bojaxhiu, la religiosa albanese naturalizzata indiana di fede cattolica è nata a Skopje il 26 agosto 1910 e ha fondato la congregazione religiosa delle Missionarie della carità. Deceduta a Calcutta il 5 settembre 1997, è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 e santa da papa Francesco il 4 settembre 2016. 
Muhammad Alì
All’anagrafe Cassius Marcellus Clay Jr, di nazionalità statunitense, è considerato uno dei migliori pugili di tutti i tempi. Nato a Louisville il 17 gennaio 1942, sin dagli inizi di carriera, Ali si contraddistingue come una figura carismatica, controversa e polarizzante sia dentro sia fuori dal ring di pugilato. Il suo impatto mediatico e soprattutto sociale non ha avuto precedenti nel mondo agonistico. È tra gli sportivi più conosciuti di sempre, essendo stato nominato “sportivo del secolo” da periodici quali Sports Illustrated e “personalità sportiva del secolo” dalla BBC. Inoltre è stato autore di diversi best seller come “The Greatest: My Own Story” e “The Soul of a Butterfly”. Ali è deceduto il 3 giugno 2016.

AGI – Sessant’anni fa, nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, a soli 36 anni, moriva Marilyn Monroe, attrice e sex-symbol intramontabile. Nel ‘pantheon’ delle icone sopravvissute a distanza di decenni dalla loro scomparsa, il mito biondo di Hollywood è in ottima compagnia, accanto a politici, attivisti, attori, cantanti e sportivi.

Figure molto diverse tra loro ma che hanno in comune il fatto di essere conosciute, amate, ammirate e commemorate in tutto il mondo, oggetto di studi, film e opere postume. Queste alcune delle personalità che non moriranno mai:

Elvis Presley

È stato uno dei più celebri cantanti della storia della musica mondiale, noto come King Elvis, il Re del rock and roll, fonte di ispirazione per molti musicisti e interpreti del genere. Attore e ballerino, la sua presenza scenica e le movenze con cui accompagnava le sue esibizioni hanno esercitato notevole influenza sulla cultura statunitense e internazionale. Per questo motivo è stato soprannominato anche Elvis the Pelvis, in riferimento a un particolare movimento del bacino, appellativo che non apprezzava, da lui definito un’espressione infantile. Elvis Presley è deceduto il 6 agosto 1977, a 42 anni, trovato morto nel bagno di casa dalla fidanzata, deceduto a causa di un infarto che lo aveva colpito pochi istanti prima. La figlia, Lisa Marie Presley, è stata sposata dal 1994 al 1996 con un’altra icona della musica, Michael Jackson.  

Bob Marley

Al secolo Robert Nesta Marley, Bob Marley  – con i suoi rasta – è l’icona mondiale della musica reggae ma anche un simbolo di pace e di lotta per i diritti della sua terra, la Giamaica. Il cantautore, chitarrista e attivista giamaicano nacque il 6 febbraio 1945 a Nine Mile e morì a Miami l’11 maggio 1981 per un tumore, all’età di 36 anni, proprio come Marilyn Monroe. C’è grande attesa per il suo biopic, prodotto da Paramount, che tratterà del famoso album Exodus, registrato a Londra dalla band dopo che Marley sopravvisse ad un tentato omicidio e fuggì in Giamaica.

Freddie Mercury

Freddie Mercury, il leggendario cantante dei Queen – all’anagrafe Farrokh Bulsara – nasce il 5 settembre 1946 nell’esotica isola di Zanzibar. Figlio di un politico inglese sempre in viaggio per lavoro, Freddie si ritrova a svolgere gli studi elementari a Bombay, in India, per poi completarli in Inghilterra, terra di origine della famiglia. Laureatosi in arte e design all’Istituto d’Arte Ealing, presto Freddie sfoggia le sue straordinarie doti da pianista e grande vocalist in vari gruppi fino all’incontro determinante con Brian May e Roger Taylor. Insieme formano la mitica band dei Queen e lui cambia cognome in “Mercury”, omaggio al mitologico messaggero degli dei. Sul palco come nella vita si dimostra uno straordinario interprete pieno di drammatiche gestualità, un vero animale da palcoscenico. Con coraggio vive la sua identità, dichiarando più volte senza imbarazzi la sua omosessualità. Ammalatosi di Aids, scompare prematuramente a 45 anni, il 24 novembre 1991, per polmonite. 

Lady Diana

La tragica storia di Diana Spencer, la principessa del Galles, meglio nota come Lady Diana, si intreccia con quella della famiglia reale britannica. Una storia che comincia il 1 luglio del 1961, a Sandringham, quando viene alla luce dall’aristocratica famiglia degli Spencer. Quarta di cinque figli, Diana si legherà alla famiglia reale britannica grazie alla sua curiosità, intraprendenza e un pizzico di tempismo. La sua unione con Carlo, celebrata nella cattedrale di St. Paul il 29 Luglio 1981, sembra uscita da una favola, ma nel cuore del principe la regina è Camilla Parker Bowles. Presto, grazie al suo charme e alla sua empatia con la gente emerge la figura di una principessa emancipata, vicina alle tematiche sociali e in prima linea in opere di beneficenza e solidarietà, che oscura l’immagine del marito. La vita di Lady D. – madre dei principi William e Harry, divorziata da Carlo il 28 agosto 1996, nota anche come ‘la principessa triste’- finisce prematuramente in un incidente stradale dai contorni misteriosi, il 31 luglio 1997 sotto il ponte dell’Alma a Parigi, insieme al fidanzato Dodi al-Fayed. Come Marilyn Monroe e Bob Marley, Diana è morta a 36 anni.  

Che Guevara

Ernesto Guevara, più noto come el Che, Che Guevara o semplicemente Che, è l’icona per eccellenza del guerrigliero rivoluzionario, in lotta per ideali e diritti, il cui volto è spesso ritratto su t-shirt e altri gadget. Nato il 14 giugno 1928 a Rosario, in Argentina, è medico di professione: la svolta nella sua vita arrivata dall’incontro con Fidel Castro, suo amico e altra icona, accanto al quale  partecipa alla rivoluzione cubana contro il dittatore Batista. Dal pensiero del rivoluzionario e politico argentino naturalizzato cubano è nata una dottrina politica – il guevarismo – che ha influenzato attivisti di molti Paesi, non solo nella regione. Il Che è stato ucciso il 9 ottobre 1967 a La Higuera, in Bolivia, il giorno dopo la sua cattura per mano di un sergente dell’esercito che agiva agli ordini del presidente boliviano. 

Nelson Mandela

Nelson Rolihlahla Mandela è il simbolo della lotta all’apartheid in Sudafrica e un’icona di lotta per i diritti dei neri su tutto il continente africano e nel mondo, alla stregua di Martin Luther King negli Usa. Da attivista per i diritti civili e avvocato impegnato contro il segregazionismo razziale dei Boeri, Mandela ha scontato 27 anni di carcere per la sua lotta, anche violenta, nei ranghi dell’African National Congress (ANC), di cui era il leader. Nel 1994 è diventato il primo presidente non bianco del Sudafrica, una carica ricoperta fino al 1999. Uomo simbolo dell’uguaglianza e dell’antirazzismo, nel 1991 è stato insignito del premio Nobel per la Pace, successivamente anche del Premio Lenin per la pace e del Premio Sakharov per la libertà di pensiero. Il suo nomignolo, Madiba, era il suo nome all’interno della tribù di appartenenza, dell’etnia Xhosa. Mandela è deceduto il 5 dicembre 2013.

Thons Sankara

Thomas Isidore Noël Sankara è stato un militare, politico, rivoluzionario e patriota originario del Burkina Faso. Noto anche come Tom Sank, è stato un leader carismatico per tutta l’Africa occidentale sub-sahariana: per questo motivo è stato soprannominato il Che Guevara africano. Il suo rifiuto di pagare il debito estero di epoca coloniale, insieme al tentativo di rendere il Burkina autosufficiente e libero da importazioni forzate, gli attirò le antipatie di Stati Uniti d’America, Francia e Regno Unito. Il 15 ottobre 1987, all’età di 37 anni, il giovane capitano Sankara fu assassinato dal proprio vice, Blaise Compaoré, organizzatore di un colpo di Stato con complicità straniere. A distanza di 35 anni è tutt’ora in corso il processo per fare piena luce sulla sua uccisione.  

Mahatma Gandhi

Nato a Porbandar nel 1869 e morto a NEW Delhi nel 1948, Mohandas Karamchand Gandhi, detto anche il Mahatma – ossia la Grande Anima – è stato un politico indiano e leader del movimento per la libertà e l’indipendenza dell’India, nonché il fondatore della non-violenza, un metodo di lotta politica che rifiuta ogni atto di violenza. Simbolo di pace e di non-violenza, Gandhi ha portato avanti le sue battaglie basandosi sul principio morale ahimsa, che in sanscrito significa “non nuocere”, e sul principio etico-politico satyagraha, ovvero “forza della verità”.  Quando gli fu chiesto qual era il suo messaggio per il mondo, Gandhi rispose con la frase oggi famosa “La mia vita è il mio messaggio”, riflettendo la sua lotta di una vita intera contro la violenza. 

Madre Teresa di Calcutta

Spesso nota come Madre Teresa, è una delle persone più famose al mondo per il suo lavoro instancabile tra i diseredati di Calcutta, un impegno che gli è valso numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Nobel per la Pace nel 1979. All’anagrafe Anjeze Gonxhe Bojaxhiu, la religiosa albanese naturalizzata indiana di fede cattolica è nata a Skopje il 26 agosto 1910 e ha fondato la congregazione religiosa delle Missionarie della carità. Deceduta a Calcutta il 5 settembre 1997, è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 e santa da papa Francesco il 4 settembre 2016. 

Muhammad Alì

All’anagrafe Cassius Marcellus Clay Jr, di nazionalità statunitense, è considerato uno dei migliori pugili di tutti i tempi. Nato a Louisville il 17 gennaio 1942, sin dagli inizi di carriera, Ali si contraddistingue come una figura carismatica, controversa e polarizzante sia dentro sia fuori dal ring di pugilato. Il suo impatto mediatico e soprattutto sociale non ha avuto precedenti nel mondo agonistico. È tra gli sportivi più conosciuti di sempre, essendo stato nominato “sportivo del secolo” da periodici quali Sports Illustrated e “personalità sportiva del secolo” dalla BBC. Inoltre è stato autore di diversi best seller come “The Greatest: My Own Story” e “The Soul of a Butterfly”. Ali è deceduto il 3 giugno 2016.

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