Vaiolo delle scimmie, in Italia arriva il vaccino: ecco dove e chi dovrà farlo

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Il Governo ha individuato la platea dell’immunizzazione e stilato il piano di distribuzione delle dosi. Si parte da 4 Regioni. Ecco quali sono le categorie più a rischioSalute, Coronavirus, Economia internazionale, Enti locali, Sanità, Unione europea, Vaccini

Nonostante il basso rischio per la salute certificato dagli epidemiologi (“virus meno pericoloso di una varicella”), il cosiddetto “monkeypox” o vaiolo delle scimmie continua a tenere comunque alto il livello di attenzione da parte delle autorità sanitarie. Per far fronte alla diffusione della malattia, il Ministero della Salute ha dato il via libera alla vaccinazione anche in Italia, con l’uso esteso del rimedio già esistente, indicando in una circolare le modalità e la platea dell’immunizzazione. Per ora il piano di distribuzione delle dosi riguarda solo alcune Regioni.

Quando e dove ci si potrà vaccinare

Le dosi del vaccino anti-vaiolo sono state acquistate dall’Unione Europea, come per il Covid. Al nostro Paese ne spettano in tutto 16mila: 5.200 sono già arrivate, le altre sono attese per fine agosto. Con un ulteriore pacchetto che sarà inviato probabilmente per fine 2022. Da lunedì 8 agosto presso l’Istituto Spallanzani di Roma partono le somministrazioni per le categorie indicate dalla Circolare del Ministero della Salute. Inizialmente le dosi disponibili saranno assegnate a quattro Regioni (quelle che hanno registrato il maggior numero di casi): Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Veneto. L’intento del Governo, al momento, è dunque quello di non procedere a una campagna vaccinale di massa.

Imvanex, il nome commerciale del vaccino utilizzato in Europa e in precedenza indicato solo per il vaiolo “classico”, è stato di recente autorizzato dall’Ema (Agenzia europea per i medicinali) anche per la variante cosiddetta “delle scimmie” (il vaccino è un successo: i numeri sorridono alle Biotech).

La distribuzione delle dosi

Con la medesima Circolare, il dicastero dispone anche il via libera al piano di distribuzione del vaccino anti-vaiolo e l’assegnazione delle prime dosi inviate dalla Commissione Ue. Sentite le Regioni e le Province autonome, “si è stabilito di suddividere le dosi di vaccino attualmente disponibili tra le Regioni con il più altro numero di casi segnalati ad oggi e ripartite come segue: Lombardia 2.000; Lazio 1.200; Emilia-Romagna 600; Veneto 400”.

Nel testo si legge inoltre che “in attesa della successiva tranche di donazione (attualmente prevista per la seconda metà di agosto) sarà messa da subito a disposizione, per le regioni e PA che ne facciano richiesta, una quota di dosi (multipli di 20 fino a 60 dosi)”. Una quota di vaccino, infine, resterà stoccata presso il Ministero della Salute, per eventuali emergenze.

Le categorie interessate: per chi è consigliato il vaccino

Come riporta la Circolare del Ministero della Salute, la vaccinazione anti-vaiolo è consigliata al personale di laboratorio con possibile esposizione diretta e a persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e che rientrano in alcune specifiche categorie di rischio:

storia recente (ultimi 3 mesi) con più partner sessuali;
partecipazione a eventi di sesso di gruppo;
partecipazione a incontri sessuali in locali/club/cruising/saune;
recente infezione sessualmente trasmessa (almeno un episodio nell’ultimo anno);
abitudine alla pratica di associare gli atti sessuali al consumo di droghe chimiche (Chemsex).

Più in generale, il vaccino è indicato nei soggetti a partire dai 18 anni di età, ad alto rischio di infezione. Il vaccino è disponibile in fiale monodose da 0,5 millilitri. Per i soggetti non vaccinati in precedenza sono somministrate due dosi da 0,5 millilitri, a distanza di almeno quattro settimane (28 giorni) l’una dall’altra.

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