“Così batterò la destra”, la strategia di Letta verso le urne

0
8

“L’Italia e l’Europa sono a un bivio storico. L’esito di queste elezioni politiche determinerà il futuro del nostro Paese e gli equilibri politici del nostro continente. Il 25 settembre 2022, le elettrici e gli elettori dovranno scegliere tra due visioni del mondo diametralmente opposte”.
Enrico Letta non usa mezzi termini con l’AGI e sottolinea la posta in gioco alle elezioni di domenica prossima. Rilancia il programma dem, la necessità delle riforme e l’impegno sui diritti civili. La contrapposizione con il centrodestra è il punto di partenza del segretario del Pd: “Da una parte, la volontà di continuare il percorso che abbiamo faticosamente costruito per l’Italia in questi anni, fondato su stabilità, investimenti e riforme ambiziose. Dall’altra l’egoismo di chi ha messo al primo posto gli interessi di partito e i calcoli elettorali facendo cadere il governo Draghi”.
E ancora: “Da una parte l’aspirazione a costruire un modello di sviluppo inclusivo, che investe sulle reti di prossimità e di solidarietà, di accoglienza e inclusione, per generare benessere e ridurre le disuguaglianze. Dall’altra, il cinismo di chi cavalca paure e solitudini, aprendo costantemente nuove ferite nella nostra società”.
“Da una parte o dall’altra, dunque. Un’alternativa secca che ci carica di responsabilità per l’oggi e, soprattutto, per il domani. È il momento di scegliere che Italia vogliamo”. L’ex premier garantisce che porterà avanti “la battaglia per difendere tutte le persone che oggi vedono messo in discussione il loro stesso diritto ad esistere, a essere considerate cittadine e cittadini a tutti gli effetti, a scegliere della propria vita”.
Ecco perché, assicura: “Per farlo approveremo il ddl Zan e il matrimonio egualitario. Approveremo una nuova legge sul fine vita. Riconosceremo – sottolinea Letta – la cittadinanza italiana alle bambine e ai bambini stranieri che frequentano le scuole italiane, con lo Ius Scholae. Perché un Paese civile non esclude, non emargina, non ghettizza”.
E attacca: “Per le destre non è mai il momento giusto. Invece l’Italia è già in ritardo”. Insiste: “Il nostro impegno sarà costruire un Paese dove tutti possano sentirsi veramente a casa, perché si vedono garantiti standard di vita dignitosi, perché hanno la certezza che i propri diritti sono difesi, perché sanno che non saranno lasciati soli nel momento del bisogno”.
Letta annuncia lo “stop al lavoro sottopagato e precario, introducendo il salario minimo e abolendo gli stage gratuiti ed extracurriculari”. E aggiunge: “Vogliamo bloccare il prezzo delle bollette energetiche, con interventi a livello europeo e nazionale. Vogliamo potenziare il Reddito di Cittadinanza, rivedendo le attuali distorsioni. E vogliamo garantire i diritti sociali fondamentali: il diritto alla casa, alla salute, a un’alimentazione sana”.
Gli occhi sono rivolti al Piano europeo: “Noi per il Paese proponiamo un’agenda di sviluppo coerente con la visione e gli investimenti del Pnrr. I capitoli sono chiari: sostegno alle imprese che creano sviluppo sostenibile e posti di lavoro di qualità, transizione ecologica e lotta al cambiamento climatico, digitalizzazione del Paese e sostegno all’innovazione, istruzione e formazione, potenziamento delle infrastrutture sociali, tutela della salute e della sanità pubblica”.
Ma avverte: “Le risorse per portare a termine questa agenda ci sono, ma occorre rispettare gli impegni e le scadenze del Pnrr. Una responsabilità che non si può certo assumere chi – come Conte e Salvini – ha fatto cadere il governo Draghi o chi – come Giorgia Meloni – vuole aprire nuovi negoziati con l’Unione europea. E’ una questione di serietà e credibilità”.
Letta si sofferma anche sul caro bollette. “E’ questa oggi l’emergenza da codice rosso, per i negozi, le imprese e le famiglie. La prima cosa da fare è bloccare il prezzo delle bollette: con interventi a livello europeo e nazionale è possibile dimezzarle immediatamente e permettere una rateizzazione dei pagamenti”. Non solo. “È necessario poi – rimarca il segretario del Pd – potenziare ulteriormente ed estendere il credito d’imposta, per compensare gli extra-costi energetici delle imprese. E serve sostenere le famiglie che non ce la fanno più a far quadrare i conti: vogliamo introdurre un nuovo contratto ‘bolletta luce sociale’ che può fornire alle famiglie a reddito medio e basso e alle microimprese metà dell’energia a costo zero, da fonti rinnovabili”.
“Ovviamente – aggiunge ancora Letta – il caro bollette si lega al caro vita generale. E qui bisogna agire in modo radicale sui salari. Con un taglio strutturale delle tasse sul lavoro, intervenendo sui contributi a carico del lavoratore, per dare una busta paga in più a fine anno. Introducendo il salario minimo. Contrastando il precariato, sul modello del Governo spagnolo di centrosinistra, a partire dall’abolizione degli stage non retribuiti e dei finti tirocini”.
Il segretario dem non dimentica l’Ucraina. “La posizione dell’Italia sulla guerra dovrà essere netta e senza ambiguità. Il posto dell’Italia è al fianco di tutti i Paesi che vogliono la pace e che difendono la forza del diritto dagli abusi della forza”. Quindi “il sostegno all’Ucraina deve quindi continuare, insieme all’iniziativa politico-diplomatica congiunta di Germania, Francia e Italia per porre fine all’aggressione e permettere l’avvio di veri negoziati di pace. Abbandonare l’Ucraina significherebbe tradire al tempo stesso i nostri interessi strategici e i nostri valori”.

“L’Italia e l’Europa sono a un bivio storico. L’esito di queste elezioni politiche determinerà il futuro del nostro Paese e gli equilibri politici del nostro continente. Il 25 settembre 2022, le elettrici e gli elettori dovranno scegliere tra due visioni del mondo diametralmente opposte”.

Enrico Letta non usa mezzi termini con l’AGI e sottolinea la posta in gioco alle elezioni di domenica prossima. Rilancia il programma dem, la necessità delle riforme e l’impegno sui diritti civili. La contrapposizione con il centrodestra è il punto di partenza del segretario del Pd: “Da una parte, la volontà di continuare il percorso che abbiamo faticosamente costruito per l’Italia in questi anni, fondato su stabilità, investimenti e riforme ambiziose. Dall’altra l’egoismo di chi ha messo al primo posto gli interessi di partito e i calcoli elettorali facendo cadere il governo Draghi”.

E ancora: “Da una parte l’aspirazione a costruire un modello di sviluppo inclusivo, che investe sulle reti di prossimità e di solidarietà, di accoglienza e inclusione, per generare benessere e ridurre le disuguaglianze. Dall’altra, il cinismo di chi cavalca paure e solitudini, aprendo costantemente nuove ferite nella nostra società”.

Da una parte o dall’altra, dunque. Un’alternativa secca che ci carica di responsabilità per l’oggi e, soprattutto, per il domani. È il momento di scegliere che Italia vogliamo”. L’ex premier garantisce che porterà avanti “la battaglia per difendere tutte le persone che oggi vedono messo in discussione il loro stesso diritto ad esistere, a essere considerate cittadine e cittadini a tutti gli effetti, a scegliere della propria vita”.

Ecco perché, assicura: “Per farlo approveremo il ddl Zan e il matrimonio egualitario. Approveremo una nuova legge sul fine vita. Riconosceremo – sottolinea Letta – la cittadinanza italiana alle bambine e ai bambini stranieri che frequentano le scuole italiane, con lo Ius Scholae. Perché un Paese civile non esclude, non emargina, non ghettizza”.

E attacca: “Per le destre non è mai il momento giusto. Invece l’Italia è già in ritardo”. Insiste: “Il nostro impegno sarà costruire un Paese dove tutti possano sentirsi veramente a casa, perché si vedono garantiti standard di vita dignitosi, perché hanno la certezza che i propri diritti sono difesi, perché sanno che non saranno lasciati soli nel momento del bisogno”.

Letta annuncia lo “stop al lavoro sottopagato e precario, introducendo il salario minimo e abolendo gli stage gratuiti ed extracurriculari”. E aggiunge: “Vogliamo bloccare il prezzo delle bollette energetiche, con interventi a livello europeo e nazionale. Vogliamo potenziare il Reddito di Cittadinanza, rivedendo le attuali distorsioni. E vogliamo garantire i diritti sociali fondamentali: il diritto alla casa, alla salute, a un’alimentazione sana”.

Gli occhi sono rivolti al Piano europeo: “Noi per il Paese proponiamo un’agenda di sviluppo coerente con la visione e gli investimenti del Pnrr. I capitoli sono chiari: sostegno alle imprese che creano sviluppo sostenibile e posti di lavoro di qualità, transizione ecologica e lotta al cambiamento climatico, digitalizzazione del Paese e sostegno all’innovazione, istruzione e formazione, potenziamento delle infrastrutture sociali, tutela della salute e della sanità pubblica”.

Ma avverte: “Le risorse per portare a termine questa agenda ci sono, ma occorre rispettare gli impegni e le scadenze del Pnrr. Una responsabilità che non si può certo assumere chi – come Conte e Salvini – ha fatto cadere il governo Draghi o chi – come Giorgia Meloni – vuole aprire nuovi negoziati con l’Unione europea. E’ una questione di serietà e credibilità”.

Letta si sofferma anche sul caro bollette. “E’ questa oggi l’emergenza da codice rosso, per i negozi, le imprese e le famiglie. La prima cosa da fare è bloccare il prezzo delle bollette: con interventi a livello europeo e nazionale è possibile dimezzarle immediatamente e permettere una rateizzazione dei pagamenti”. Non solo. “È necessario poi – rimarca il segretario del Pd – potenziare ulteriormente ed estendere il credito d’imposta, per compensare gli extra-costi energetici delle imprese. E serve sostenere le famiglie che non ce la fanno più a far quadrare i conti: vogliamo introdurre un nuovo contratto ‘bolletta luce sociale’ che può fornire alle famiglie a reddito medio e basso e alle microimprese metà dell’energia a costo zero, da fonti rinnovabili”.

“Ovviamente – aggiunge ancora Letta – il caro bollette si lega al caro vita generale. E qui bisogna agire in modo radicale sui salari. Con un taglio strutturale delle tasse sul lavoro, intervenendo sui contributi a carico del lavoratore, per dare una busta paga in più a fine anno. Introducendo il salario minimo. Contrastando il precariato, sul modello del Governo spagnolo di centrosinistra, a partire dall’abolizione degli stage non retribuiti e dei finti tirocini”.

Il segretario dem non dimentica l’Ucraina. “La posizione dell’Italia sulla guerra dovrà essere netta e senza ambiguità. Il posto dell’Italia è al fianco di tutti i Paesi che vogliono la pace e che difendono la forza del diritto dagli abusi della forza”. Quindi “il sostegno all’Ucraina deve quindi continuare, insieme all’iniziativa politico-diplomatica congiunta di Germania, Francia e Italia per porre fine all’aggressione e permettere l’avvio di veri negoziati di pace. Abbandonare l’Ucraina significherebbe tradire al tempo stesso i nostri interessi strategici e i nostri valori”.

Read MoreAgi

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.