Berlusconi rilancia il presidenzialismo: “Non accetteremo veti”

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AGI –  L’auspicio è che ci sia “un percorso condiviso con l’opposizione” ma la premessa è che “non ammetteremo diritti di veto”.
Silvio Berlusconi all’AGI rilancia la riforma del presidenzialismo. Con parole nette: “Sono stato io il primo a indicare la strada di una grande riforma costituzionale per la Repubblica Presidenziale”. “Fin dal 1995 – ricorda -, con un vasto discorso in Parlamento”.
E spiega: “Significa dare piena attuazione al principio costituzionale della sovranità popolare, dando agli elettori il potere di scegliere direttamente chi guiderà l’esecutivo. Non ha nulla a che fare con l’autoritarismo, anzi è la massima esaltazione della democrazia e del resto molte delle maggiori repubbliche democratiche, gli Stati Uniti per primi, funzionano esattamente così”.
Il caro-energia
L’ex presidente del Consiglio si sofferma soprattutto sulla priorità di come fronteggiare il caro-energia. Nei giorni scorsi ha parlato di “whatever it takes”, usando la celebre espressione di Draghi, ovvero “fare tutto il necessario”.
“Poiché questa è una crisi che nasce al di fuori del ciclo economico, che nasce da ragioni politico-militari, occorre – osserva – reagire come in tempo di guerra, con misure straordinarie e naturalmente temporanee, per proteggere il nostro sistema economico da un aumento di costi dell’energia e delle materie prime straordinario e assolutamente insostenibile”. L’obiettivo è “evitare una spirale di recessione, inflazione e disoccupazione, con la chiusura di molte aziende e la rovina di molte famiglie, costrette a scegliere se pagare le bollette o fare la spesa”.
Sull’Ucraina stessa posizione del governo Draghi
L’ex presidente del Consiglio si sofferma a lungo sul tema della guerra in Ucraina. La posizione dell’Italia – sostiene – “dovrà essere esattamente quella del governo Draghi, che noi abbiamo sempre sostenuto in Parlamento anche su questi temi. Quella dell’Europa, dell’Occidente, dell’Alleanza Atlantica. Io – naturalmente come ogni persona ragionevole e dotata di coscienza inorridisco davanti alla tragedia della guerra, e vorrei che la diplomazia riprendesse immediatamente ad agire al posto delle armi”, premette dicendosi preoccupato dal fatto che la Russia è “sempre più nella sfera di influenza cinese”.
“Però – osserva – la solidarietà e la compattezza dell’Europa e dell’Occidente oggi sono dirimenti, vengono prima di ogni altra considerazione. E’ giusto porsi degli elementi di riflessione, ma nessuna fuga in avanti è pensabile, al di fuori di quanto concordato con i nostri alleati europei e occidentali”.
Taglio alla pressione fiscale
Berlusconi illustra poi le proposte di politica economica: “Fra tutte” quella di “un forte taglio della pressione fiscale, introducendo la flat tax al 23%, per tutti, famiglie e imprese, e con l’esenzione per i primi 13.000 euro di reddito, in modo da favorire i redditi bassi e quelli medi; poi l’abbattimento delle barriere burocratiche cancellando il regime delle autorizzazioni preventive”. Inoltre – sottolinea – l’attenzione ai più deboli, agli anziani e alle persone con disabilità, portando tutte le pensioni a 1000 euro al mese per tredici mensilità, comprese quelle alle mamme e alle nonne, e parallelamente le iniziative per dare un lavoro stabile e dignitoso ai giovani, con stipendi adeguati e la cancellazione di ogni tassa e contributo sui contratti di primo impiego a tempo indeterminato”.
La riforma della giustizia
Nell’agenda del Cavaliere c’è sempre la riforma della giustizia, “una condizione essenziale per attirare gli investimenti e incoraggiare chi vuole fare impresa”. “Una giustizia giusta – puntualizza l’ex presidente del Consiglio – vuol dire ragionevole durata dei processi, che oggi in Italia raggiungono il triplo dei tempi europei; vuol dire effettiva parità fra chi accusa e chi difende, da realizzare attraverso la separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri, cosicché il Pm sia davvero l'”avvocato dell’accusa” e non un collega e un amico di chi giudica; vuol dire che un cittadino giudicato innocente da un tribunale non può essere perseguito all’infinito, e quindi le sentenze di assoluzione non devono più essere appellabili”.
Non votare è tradire sé stessi
Berlusconi si rivolge agli indecisi, a chi non vorrebbe andare a votare. “Se non lo faranno, tradiranno sé stessi, la propria famiglia, il proprio futuro. Non andare a votare significa lasciare che le cose vadano come sono andate finora, significa gettare via l’unica arma per provare a cambiarle. Per paradosso, dovrebbe – sottolinea – rimanere a casa chi è soddisfatto di come vanno le cose, delle tasse che paga, dello stipendio o della pensione che prende, delle opportunità di lavoro, della sicurezza, della burocrazia. Insomma, chi non sente il bisogno di un cambiamento”.
Chi vuole il cambiamento dovrebbe “decidere guardando i programmi ma anche la credibilità delle persone. Scegliendo chi – dice Berlusconi – nella vita ha dimostrato di saper realizzare davvero i traguardi che si è posto. E in questo senso – fa notare -, la mia biografia credo non tema confronti fra i leader politici italiani”.
“Noi – continua l’ex premier – siamo i liberali, i cattolici, i garantisti, gli europeisti, gli atlantisti. Saremo i garanti di tutti questi principi nel futuro governo”.
Infine, un affondo contro il Terzo Polo, senza citarlo: “Scegliere piccoli movimenti che si dicono di centro ma che guardano a sinistra, e che rimarranno con pochi parlamentari nell’opposizione guidata dal Pd e dai Cinque Stelle, significa solo sprecare il proprio voto”.
Per Berlusconi “un elettore moderato, di centro, liberale, può dare un solo voto utile, un solo voto razionale, quello a Forza Italia”.

AGI –  L’auspicio è che ci sia “un percorso condiviso con l’opposizione” ma la premessa è che “non ammetteremo diritti di veto”.

Silvio Berlusconi all’AGI rilancia la riforma del presidenzialismo. Con parole nette: “Sono stato io il primo a indicare la strada di una grande riforma costituzionale per la Repubblica Presidenziale”. “Fin dal 1995 – ricorda -, con un vasto discorso in Parlamento”.

E spiega: “Significa dare piena attuazione al principio costituzionale della sovranità popolare, dando agli elettori il potere di scegliere direttamente chi guiderà l’esecutivo. Non ha nulla a che fare con l’autoritarismo, anzi è la massima esaltazione della democrazia e del resto molte delle maggiori repubbliche democratiche, gli Stati Uniti per primi, funzionano esattamente così”.

Il caro-energia

L’ex presidente del Consiglio si sofferma soprattutto sulla priorità di come fronteggiare il caro-energia. Nei giorni scorsi ha parlato di “whatever it takes”, usando la celebre espressione di Draghi, ovvero “fare tutto il necessario”.

“Poiché questa è una crisi che nasce al di fuori del ciclo economico, che nasce da ragioni politico-militari, occorre – osserva – reagire come in tempo di guerra, con misure straordinarie e naturalmente temporanee, per proteggere il nostro sistema economico da un aumento di costi dell’energia e delle materie prime straordinario e assolutamente insostenibile”. L’obiettivo è “evitare una spirale di recessione, inflazione e disoccupazione, con la chiusura di molte aziende e la rovina di molte famiglie, costrette a scegliere se pagare le bollette o fare la spesa”.

Sull’Ucraina stessa posizione del governo Draghi

L’ex presidente del Consiglio si sofferma a lungo sul tema della guerra in Ucraina. La posizione dell’Italia – sostiene – “dovrà essere esattamente quella del governo Draghi, che noi abbiamo sempre sostenuto in Parlamento anche su questi temi. Quella dell’Europa, dell’Occidente, dell’Alleanza Atlantica. Io – naturalmente come ogni persona ragionevole e dotata di coscienza inorridisco davanti alla tragedia della guerra, e vorrei che la diplomazia riprendesse immediatamente ad agire al posto delle armi”, premette dicendosi preoccupato dal fatto che la Russia è “sempre più nella sfera di influenza cinese”.

“Però – osserva – la solidarietà e la compattezza dell’Europa e dell’Occidente oggi sono dirimenti, vengono prima di ogni altra considerazione. E’ giusto porsi degli elementi di riflessione, ma nessuna fuga in avanti è pensabile, al di fuori di quanto concordato con i nostri alleati europei e occidentali”.

Taglio alla pressione fiscale

Berlusconi illustra poi le proposte di politica economica: “Fra tutte” quella di “un forte taglio della pressione fiscale, introducendo la flat tax al 23%, per tutti, famiglie e imprese, e con l’esenzione per i primi 13.000 euro di reddito, in modo da favorire i redditi bassi e quelli medi; poi l’abbattimento delle barriere burocratiche cancellando il regime delle autorizzazioni preventive”. Inoltre – sottolinea – l’attenzione ai più deboli, agli anziani e alle persone con disabilità, portando tutte le pensioni a 1000 euro al mese per tredici mensilità, comprese quelle alle mamme e alle nonne, e parallelamente le iniziative per dare un lavoro stabile e dignitoso ai giovani, con stipendi adeguati e la cancellazione di ogni tassa e contributo sui contratti di primo impiego a tempo indeterminato”.

La riforma della giustizia

Nell’agenda del Cavaliere c’è sempre la riforma della giustizia, “una condizione essenziale per attirare gli investimenti e incoraggiare chi vuole fare impresa”. “Una giustizia giusta – puntualizza l’ex presidente del Consiglio – vuol dire ragionevole durata dei processi, che oggi in Italia raggiungono il triplo dei tempi europei; vuol dire effettiva parità fra chi accusa e chi difende, da realizzare attraverso la separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri, cosicché il Pm sia davvero l'”avvocato dell’accusa” e non un collega e un amico di chi giudica; vuol dire che un cittadino giudicato innocente da un tribunale non può essere perseguito all’infinito, e quindi le sentenze di assoluzione non devono più essere appellabili”.

Non votare è tradire sé stessi

Berlusconi si rivolge agli indecisi, a chi non vorrebbe andare a votare. “Se non lo faranno, tradiranno sé stessi, la propria famiglia, il proprio futuro. Non andare a votare significa lasciare che le cose vadano come sono andate finora, significa gettare via l’unica arma per provare a cambiarle. Per paradosso, dovrebbe – sottolinea – rimanere a casa chi è soddisfatto di come vanno le cose, delle tasse che paga, dello stipendio o della pensione che prende, delle opportunità di lavoro, della sicurezza, della burocrazia. Insomma, chi non sente il bisogno di un cambiamento”.

Chi vuole il cambiamento dovrebbe “decidere guardando i programmi ma anche la credibilità delle persone. Scegliendo chi – dice Berlusconi – nella vita ha dimostrato di saper realizzare davvero i traguardi che si è posto. E in questo senso – fa notare -, la mia biografia credo non tema confronti fra i leader politici italiani”.

“Noi – continua l’ex premier – siamo i liberali, i cattolici, i garantisti, gli europeisti, gli atlantisti. Saremo i garanti di tutti questi principi nel futuro governo”.

Infine, un affondo contro il Terzo Polo, senza citarlo: “Scegliere piccoli movimenti che si dicono di centro ma che guardano a sinistra, e che rimarranno con pochi parlamentari nell’opposizione guidata dal Pd e dai Cinque Stelle, significa solo sprecare il proprio voto”.

Per Berlusconi “un elettore moderato, di centro, liberale, può dare un solo voto utile, un solo voto razionale, quello a Forza Italia”.

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