Voltaggio: “Nell’area dell’ex Gazometro un polo al servizio del futuro”

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AGI – “Il progetto che stiamo portando avanti nell’area ex Gazometro a Ostiense mira a creare un grande distretto di innovazione tecnologica sulla transizione aperto a soggetti pubblici, corporate, PMI, università, startup. Siamo felici di ospitare per il terzo anno consecutivo Maker Faire Rome. La Camera di Commercio di Roma ha dimostrato veramente come l’istituzione pubblica possa giocare un ruolo strategico, di aggregatore dell’ecosistema”. Parola di Mattia Voltaggio, responsabile Joule, Scuola di Eni per l’impresa, intervenuto  alla presentazione della decima edizione della Maker Faire Rome, in programma dal 7 al 9 ottobre a Roma nell’area dell’ex Gazometro a Ostiense.
Iniziativa organizzata da Innova Camera, azienda speciale della Camera di Commercio di Roma. Nell’area dell’ex Gazometro, ha detto sempre Voltaggio, “stiamo portando avanti un importante progetto di riqualificazione urbana”. In questo quadrante di Roma “può nascere veramente un polo della creatività al servizio del futuro e in grado di generare un positivo impatto ambientale e sociale”.
Voltaggio ha ricordato inoltre come sono trascorsi dieci anni “dal decreto legge sulle startup”. Le aziende innovative oggi “sono diventate una realtà nel nostro tessuto economico, in Italia sono quasi 15 mila, il Fondo Nazionale Innovazione ha investito più di 2 miliardi”, ma, riconosce Voltaggio, “non dobbiamo applicare loro criteri di valutazione basati esclusivamente sul fatturato”.
Le startup sono “aziende particolari che nascono con l’obiettivo di cambiare il mondo” e per portare a termine il loro compito, hanno bisogno di una “valutazione degli effetti che portano in termini di impatto sulla società”. I prossimi unicorni? Come detto anche da Larry Fink nella lettera ai CEO di inizio anno – ricorda Voltaggio –  saranno quelli capaci di impattare su “clima e benessere sociale”. In questa direzione “Joule è la Scuola di Eni per l’impresa che vuole contribuire alla crescita e al consolidamento di startup in grado di supportare il comparto energetico”, in un percorso “sfidante” che è quello dell’azzeramento delle emissioni al 2050. “Un obiettivo che non si raggiunge da soli ma creando un ecosistema”.
Eni, ancora una volta main partner della Maker Faire Rome, sarà presente durante la kermesse con una propria installazione volta a raccontare ai visitatori la fusione a confinamento magnetico, una delle tecnologie più innovative del suo percorso di decarbonizzazione, e lo farà negli stessi spazi che avevano dato il via alla Roma industriale, e due ora nasceranno progetti di innovazione tecnologica che contribuiranno a fornire l’energia del futuro. L’installazione riprodurrà, in chiave concettuale, un prototipo di reattore, chiamato “Tokamak”, componente fondamentale del processo di fusione a confinamento magnetico, con il quale si punta a riprodurre, sulla Terra, la stessa forma di energia che alimenta le stelle. Attraverso i contenuti audio-visivi immersivi dell’installazione, realizzata su progetto di CRA – Carlo Ratti Associati e Italo Rota in uno dei gazometri dismessi e riqualificati dell’area, il visitatore potrà “prendere coscienza” di una nuova forma di energia più pulita, più sicura e virtualmente illimitata, una tappa fondamentale nel percorso di Eni verso la Just Transition, ossia una transizione energetica equa non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico e sociale, resa possibile grazie all’innovazione tecnologica.
L’innovazione tecnologia è la chiave di volta per fare fronte a una delle sfide più importanti della contemporaneità: garantire ad una popolazione mondiale in continua crescita un accesso all’energia equo, sostenibile e affidabile e contrastare il cambiamento climatico, abbattendo le emissioni di anidride carbonica. Ma perché l’innovazione possa accadere c’è bisogno di luoghi che possano catalizzarla e trasformarla in  concrete iniziative imprenditoriali, e l’area del Gazometro Ostiense si candida a svolgere questo ruolo. Qui è stato già inserito l’headquarter di Joule, la scuola di Eni per l’impresa, creata per promuovere la formazione imprenditoriale sostenibile e l’accelerazione di startup con iniziative di business ascrivibili agli ambiti della transizione energetica, della decarbonizzazione e dell’economia circolare. In questo luogo si è insediato di recente Zero, l’acceleratore cleantech della rete nazionale di Cassa Depositi e Prestiti che vede collaborare Eni con Cdp Venture, LVenture, ELIS, Acea, Maire Tecnimont, Microsoft e Vodafone.

AGI – “Il progetto che stiamo portando avanti nell’area ex Gazometro a Ostiense mira a creare un grande distretto di innovazione tecnologica sulla transizione aperto a soggetti pubblici, corporate, PMI, università, startup. Siamo felici di ospitare per il terzo anno consecutivo Maker Faire Rome. La Camera di Commercio di Roma ha dimostrato veramente come l’istituzione pubblica possa giocare un ruolo strategico, di aggregatore dell’ecosistema”. Parola di Mattia Voltaggio, responsabile Joule, Scuola di Eni per l’impresa, intervenuto  alla presentazione della decima edizione della Maker Faire Rome, in programma dal 7 al 9 ottobre a Roma nell’area dell’ex Gazometro a Ostiense.

Iniziativa organizzata da Innova Camera, azienda speciale della Camera di Commercio di Roma. Nell’area dell’ex Gazometro, ha detto sempre Voltaggio, “stiamo portando avanti un importante progetto di riqualificazione urbana”. In questo quadrante di Roma “può nascere veramente un polo della creatività al servizio del futuro e in grado di generare un positivo impatto ambientale e sociale”.

Voltaggio ha ricordato inoltre come sono trascorsi dieci anni “dal decreto legge sulle startup”. Le aziende innovative oggi “sono diventate una realtà nel nostro tessuto economico, in Italia sono quasi 15 mila, il Fondo Nazionale Innovazione ha investito più di 2 miliardi”, ma, riconosce Voltaggio, “non dobbiamo applicare loro criteri di valutazione basati esclusivamente sul fatturato”.

Le startup sono “aziende particolari che nascono con l’obiettivo di cambiare il mondo” e per portare a termine il loro compito, hanno bisogno di una “valutazione degli effetti che portano in termini di impatto sulla società”. I prossimi unicorni? Come detto anche da Larry Fink nella lettera ai CEO di inizio anno – ricorda Voltaggio –  saranno quelli capaci di impattare su “clima e benessere sociale”. In questa direzione “Joule è la Scuola di Eni per l’impresa che vuole contribuire alla crescita e al consolidamento di startup in grado di supportare il comparto energetico”, in un percorso “sfidante” che è quello dell’azzeramento delle emissioni al 2050. “Un obiettivo che non si raggiunge da soli ma creando un ecosistema”.

Eni, ancora una volta main partner della Maker Faire Rome, sarà presente durante la kermesse con una propria installazione volta a raccontare ai visitatori la fusione a confinamento magnetico, una delle tecnologie più innovative del suo percorso di decarbonizzazione, e lo farà negli stessi spazi che avevano dato il via alla Roma industriale, e due ora nasceranno progetti di innovazione tecnologica che contribuiranno a fornire l’energia del futuro.

L’installazione riprodurrà, in chiave concettuale, un prototipo di reattore, chiamato “Tokamak”, componente fondamentale del processo di fusione a confinamento magnetico, con il quale si punta a riprodurre, sulla Terra, la stessa forma di energia che alimenta le stelle.

Attraverso i contenuti audio-visivi immersivi dell’installazione, realizzata su progetto di CRA – Carlo Ratti Associati e Italo Rota in uno dei gazometri dismessi e riqualificati dell’area, il visitatore potrà “prendere coscienza” di una nuova forma di energia più pulita, più sicura e virtualmente illimitata, una tappa fondamentale nel percorso di Eni verso la Just Transition, ossia una transizione energetica equa non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico e sociale, resa possibile grazie all’innovazione tecnologica.

L’innovazione tecnologia è la chiave di volta per fare fronte a una delle sfide più importanti della contemporaneità: garantire ad una popolazione mondiale in continua crescita un accesso all’energia equo, sostenibile e affidabile e contrastare il cambiamento climatico, abbattendo le emissioni di anidride carbonica. Ma perché l’innovazione possa accadere c’è bisogno di luoghi che possano catalizzarla e trasformarla in  concrete iniziative imprenditoriali, e l’area del Gazometro Ostiense si candida a svolgere questo ruolo.

Qui è stato già inserito l’headquarter di Joule, la scuola di Eni per l’impresa, creata per promuovere la formazione imprenditoriale sostenibile e l’accelerazione di startup con iniziative di business ascrivibili agli ambiti della transizione energetica, della decarbonizzazione e dell’economia circolare. In questo luogo si è insediato di recente Zero, l’acceleratore cleantech della rete nazionale di Cassa Depositi e Prestiti che vede collaborare Eni con Cdp Venture, LVenture, ELIS, Acea, Maire Tecnimont, Microsoft e Vodafone.

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