Piantedosi: “In Italia non si entra illegalmente. Centomila nei centri di accoglienza”

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AGI – “Affermiamo il principio che in Italia non si entra illegalmente e che la selezione non la fanno i trafficanti. Vogliamo governare le migrazioni e non subirle”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella sua informativa al Senato.
Il ministro, che replicherà il suo intervento alla Camera, ha riferito che “A fronte di un impegno di 13 Stati europei ad accogliere 8 mila migranti, ad oggi ne sono stati ricollocati solo 117, di cui 74 in Germania, 38 in Francia e 5 in Lussemburgo”. “Gli arrivi quest’anno sono stati oltre 90mila, il 60% in più rispetto allo stesso periodo del 2021. Un dato che incide pesantemente sul sistema di accoglienza già provato dagli arrivi di profughi in fuga dalla guerra dall’Ucraina, circa 172mila”. E con “circa 100 mila migranti nel sistema di accoglienza le prefetture segnalano una saturazione dei posti disponibili e diverse criticità”. “Bisogna riconoscere senza ipocrisia che l’accoglienza ha un limite, un limite invalicabile nella capacità dello Stato che accoglie di garantire una integrazione concreta ed efficace coniugando sicurezza, legalità e coesione sociale”. Il governo – ha sottolineato Piantedosi – conosce bene questo valore, e il dovere di assicurare condizioni di vita adeguate a tutti, a chi accoglie e a chi è accolto. La dignità della persona non si ferma sulla soglia dei centri di accoglienza, è prioritario valutare come e dove trovino alloggio i richiedenti asilo, e se siano praticabili i processi di integrazione nele comunità che li ospitano”. “Gli indirizzi di politica migratoria del governo sono ben chiari. E gli atti e le scelte che ne derivano rispettano la priorità assoluta della tutela della dignità della persona, la lente attraverso la quale vanno messe a fuoco tutte le decisioni dell’esecutivo”, ha detto il ministro.  
“La presenza di navi delle Organizzazioni non governative continua a rappresentare un fattore di attrazione, un ‘pull factor'” per i flussi migratori e ad approfittarne sono pure “le organizzazioni criminali che basano il loro modus operandi sulla presenza di assetti Ong nell’area”.

AGI – “Affermiamo il principio che in Italia non si entra illegalmente e che la selezione non la fanno i trafficanti. Vogliamo governare le migrazioni e non subirle”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella sua informativa al Senato.

Il ministro, che replicherà il suo intervento alla Camera, ha riferito che “A fronte di un impegno di 13 Stati europei ad accogliere 8 mila migranti, ad oggi ne sono stati ricollocati solo 117, di cui 74 in Germania, 38 in Francia e 5 in Lussemburgo”.

“Gli arrivi quest’anno sono stati oltre 90mila, il 60% in più rispetto allo stesso periodo del 2021. Un dato che incide pesantemente sul sistema di accoglienza già provato dagli arrivi di profughi in fuga dalla guerra dall’Ucraina, circa 172mila”. E con “circa 100 mila migranti nel sistema
di accoglienza le prefetture segnalano una saturazione dei posti disponibili e diverse criticità”.

“Bisogna riconoscere senza ipocrisia che l’accoglienza ha un limite, un limite invalicabile nella capacità dello Stato che accoglie di garantire una integrazione concreta ed efficace coniugando sicurezza, legalità e coesione sociale”. Il governo – ha sottolineato Piantedosi – conosce bene questo valore, e il dovere di assicurare condizioni di vita adeguate a tutti, a chi accoglie e a chi è accolto. La dignità della persona non si ferma sulla soglia dei centri di accoglienza, è prioritario valutare come e dove trovino alloggio i richiedenti asilo, e se siano praticabili i processi di integrazione nele comunità che li ospitano”.

“Gli indirizzi di politica migratoria del governo sono ben chiari. E gli atti e le scelte che ne derivano rispettano la priorità assoluta della tutela della dignità della persona, la lente attraverso la quale vanno messe a fuoco tutte le decisioni dell’esecutivo”, ha detto il ministro.
 

“La presenza di navi delle Organizzazioni non governative continua a rappresentare un fattore di attrazione, un ‘pull factor'” per i flussi migratori e ad approfittarne sono pure “le organizzazioni criminali che basano il loro modus operandi sulla presenza di assetti Ong nell’area”.

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