Gli scontri e le proteste nella fabbrica degli iPhone in Cina

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AGI – Proteste su larga scala allo stabilimento della Foxconn di Zhengzhou, nella Cina interna, dove i dipendenti hanno marciato al di fuori dei loro dormitori e hanno affrontato le forze dell’ordine e gli agenti anti-sommossa.
Video e immagini circolanti sui social mostrano gli scontri tra centinaia di persone e gli agenti, molti dei quali indossano la tuta protettiva bianca. I dipendenti del maxi-stabilimento che produce gli iPhone hanno protestato per le condizioni di vita nella fabbrica e per le promesse non mantenute dall’azienda di bonus quadruplicati per chi fosse rimasto a lavorare nello stabilimento, nonostante il lockdown imposto nelle scorse settimane all’area dove sorge l’impianto.
Il mese scorso, sui timori del contagio dal Covid-19, molti dipendenti erano fuggiti dalla Foxconn per tornare nei luoghi d’origine, anche a piedi, ed evitare di rimanere intrappolati nella fabbrica.
I lavoratori che protestano oggi chiedono di tornare a casa e accusano la Foxconn per il cibo, le condizioni igieniche dei locali e le promesse che l’azienda si è rimangiata: un dipendente che aveva accettato di lavorare nel maxi-impianto di Zhengzhou, interpellato dalla Bbc, ha dichiarato che l’azienda ha cambiato i termini del contratto.

A Foxconn worker shared live footage from the ongoing protest at the Zhengzhou factory. He said workers had marched out from their dorms this morning to demand compensation, now they are facing riot police. pic.twitter.com/6QypLaekA5 — Viola Zhou (@violazhouyi)
November 23, 2022

Inizialmente, secondo altre testimonianze apparse on line, era previsto un compenso di 6.000 yuan per due mesi di lavoro: l’azienda avrebbe, invece, cambiato le condizioni, imponendo ai dipendenti di rimanere nello stabilimento fino a marzo, e qualora avessero contratto il Covid non avrebbero avuto diritto al compenso.
I nuovi assunti, inoltre, temono di contrarre il Covid da chi è rimasto in fabbrica da più tempo e dove non ci sarebbe alcuna divisione tra contagiati e non contagiati alle linee di assemblaggio degli iPhone.
Dopo la fuga dei dipendenti, il mese scorso, l’azienda aveva cercato di convincere chi era rimasto a non lasciare la fabbrica. La Foxconn aveva avviato una gestione a “circuito chiuso” per ridurre il rischio di contagio e mantenere la produzione di iPhone, sui timori di una diminuzione delle consegne, per di più in un periodo di forte domanda per l’avvicinarsi delle festività.

After 3 years of failed -19 epidemic controls, starving CCP patriots in China’s Guangzhou finally took the lead to showcase to other provinces like Wuhan, Shanghai, Xinjiang, Zhengzhou & Beijing how to stand on their feet & rise up to introduce the revolution v2.0. pic.twitter.com/OXs5wcg3TH — Northrop Gundam ∀⚔️ (@GundamNorthrop)
November 14, 2022

La Foxconn è il maggiore fornitore della Apple, e l’impianto di Zhengzhou è quello che produce il maggiore numero di iPhone al mondo, al punto che la stessa Apple aveva previsto un calo delle consegne di iPhone 14 Pro e iPhone 14 Pro Max a inizio novembre per i problemi nella produzione all’impianto di Zhengzhou dovuti alle restrizioni previste dalla politica cinese di tolleranza zero verso il virus.

AGI – Proteste su larga scala allo stabilimento della Foxconn di Zhengzhou, nella Cina interna, dove i dipendenti hanno marciato al di fuori dei loro dormitori e hanno affrontato le forze dell’ordine e gli agenti anti-sommossa.

Video e immagini circolanti sui social mostrano gli scontri tra centinaia di persone e gli agenti, molti dei quali indossano la tuta protettiva bianca. I dipendenti del maxi-stabilimento che produce gli iPhone hanno protestato per le condizioni di vita nella fabbrica e per le promesse non mantenute dall’azienda di bonus quadruplicati per chi fosse rimasto a lavorare nello stabilimento, nonostante il lockdown imposto nelle scorse settimane all’area dove sorge l’impianto.

Il mese scorso, sui timori del contagio dal Covid-19, molti dipendenti erano fuggiti dalla Foxconn per tornare nei luoghi d’origine, anche a piedi, ed evitare di rimanere intrappolati nella fabbrica.

I lavoratori che protestano oggi chiedono di tornare a casa e accusano la Foxconn per il cibo, le condizioni igieniche dei locali e le promesse che l’azienda si è rimangiata: un dipendente che aveva accettato di lavorare nel maxi-impianto di Zhengzhou, interpellato dalla Bbc, ha dichiarato che l’azienda ha cambiato i termini del contratto.

A Foxconn worker shared live footage from the ongoing protest at the Zhengzhou factory. He said workers had marched out from their dorms this morning to demand compensation, now they are facing riot police. pic.twitter.com/6QypLaekA5

— Viola Zhou (@violazhouyi)
November 23, 2022

Inizialmente, secondo altre testimonianze apparse on line, era previsto un compenso di 6.000 yuan per due mesi di lavoro: l’azienda avrebbe, invece, cambiato le condizioni, imponendo ai dipendenti di rimanere nello stabilimento fino a marzo, e qualora avessero contratto il Covid non avrebbero avuto diritto al compenso.

I nuovi assunti, inoltre, temono di contrarre il Covid da chi è rimasto in fabbrica da più tempo e dove non ci sarebbe alcuna divisione tra contagiati e non contagiati alle linee di assemblaggio degli iPhone.

Dopo la fuga dei dipendenti, il mese scorso, l’azienda aveva cercato di convincere chi era rimasto a non lasciare la fabbrica. La Foxconn aveva avviato una gestione a “circuito chiuso” per ridurre il rischio di contagio e mantenere la produzione di iPhone, sui timori di una diminuzione delle consegne, per di più in un periodo di forte domanda per l’avvicinarsi delle festività.

After 3 years of failed -19 epidemic controls, starving CCP patriots in China’s Guangzhou finally took the lead to showcase to other provinces like Wuhan, Shanghai, Xinjiang, Zhengzhou & Beijing how to stand on their feet & rise up to introduce the revolution v2.0. pic.twitter.com/OXs5wcg3TH

— Northrop Gundam ∀⚔️ (@GundamNorthrop)
November 14, 2022

La Foxconn è il maggiore fornitore della Apple, e l’impianto di Zhengzhou è quello che produce il maggiore numero di iPhone al mondo, al punto che la stessa Apple aveva previsto un calo delle consegne di iPhone 14 Pro e iPhone 14 Pro Max a inizio novembre per i problemi nella produzione all’impianto di Zhengzhou dovuti alle restrizioni previste dalla politica cinese di tolleranza zero verso il virus.

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