Panzeri tratta la sua pena: un anno di carcere e 80 mila euro di multa

0
18

AGI – “La reputazione” di Antonio Panzeri “è stata macchiata per sempre. L’esposizione data a questo caso è di per sé una sanzione”. Lo ha detto all’AGI l’avvocato Laurent Kennes, legale di Panzeri, commentando la notizia dell’accordo firmato dall’ex eurodeputato accusato nell’ambito del Qatargate, da oggi considerato un pentito ai sensi della legge belga. Il documento firmato con la Procura federale, come rivelato dallo stesso avvocato, contiene “una condanna a cinque anni, ma con sospensione condizionale della pena per la parte eccedente un anno”, ma anche una multa da 80 mila euro e il sequestro di un milione di euro all’ex esponente del Partito democratico e di Articolo Uno.
“In base al documento firmato oggi, la sanzione incorsa da Panzeri” per le accuse a suo carico sul Qatargate “sarà effettiva ma limitata”. È la stessa procura belga a spiegare i termini dell’accordo. Per Panzeri è prevista la reclusione, la multa e la confisca di tutti i benefici patrimoniali acquisiti, attualmente valutati in un milione di euro. L’ex eurodeputato si è impegnato a collaborare con le autorità belghe alle quali fornirà tutte le informazioni a sua disposizione sul caso di presunta corruzione al Parlamento europeo e di riciclaggio del denaro di provenienza illecita. “È la seconda volta nella storia giudiziaria belga, dall’entrata in vigore della cosiddetta legge “pentiti” (con riferimento alla legge italiana che consente le indagini sulle mafie) che questa procedura si è conclusa con la firma di un memorandum”, si legge nella nota della Procura. 
In particolare, Antonio Panzeri, “si impegna ad informare gli inquirenti e la giustizia su: il modus operandi, gli accordi finanziari con terzi, le strutture finanziarie poste in essere, i beneficiari delle strutture poste in essere e i vantaggi offerti, il coinvolgimento di persone conosciute o non ancora conosciute nel caso, compresa l’identità delle persone che ammette di aver corrotto”.
Panzeri è imputato dal 10 dicembre 2022 per atti di partecipazione ad un’organizzazione criminale in qualità di capo di tale organizzazione, ma anche di riciclaggio e corruzione pubblica attiva e passiva.
La legge belga sui pentiti, applicata per l’accordo tra l’ex eurodeputato Antonio Panzeri e la procura federale di Bruxelles, è regolata dall’articolo 216 (commi dall’1 all’8) del Codice di procedura penale. Prevede che “se le necessità dell’indagine lo richiedono e se gli altri mezzi di indagine non sembrano sufficienti a rivelare la verità, il pubblico ministero può fare promessa nell’ambito dell’esercizio dell’azione pubblica, dell’esecuzione della pena o della detenzione a chiunque rende dichiarazioni sostanziali, rivelatrici, veritiere e complete circa la partecipazione di terzi e, ove applicabile, la propria partecipazione, in relazione ai reati commessi o fatti oggetto di un tentativo”.
La promessa della procura, che viene precisata in un memorandum firmato con l’imputato, può essere revocata se il pentito non rispetta le condizioni accettate; se viene condannato con sentenza o sentenza passata in giudicato per reati commessi dopo la data di conclusione del verbale; se non rende le dichiarazioni previste nella nota; se non risarcisce il danno; se consapevolmente rende dichiarazioni incomplete, non sincere o non rivelatrici sui fatti richiamati; se, al fine di ostacolare il procedimento sui fatti indicati, tenta di occultare prove o di accordarsi con terzi.

AGI – “La reputazione” di Antonio Panzeri “è stata macchiata per sempre. L’esposizione data a questo caso è di per sé una sanzione”. Lo ha detto all’AGI l’avvocato Laurent Kennes, legale di Panzeri, commentando la notizia dell’accordo firmato dall’ex eurodeputato accusato nell’ambito del Qatargate, da oggi considerato un pentito ai sensi della legge belga. Il documento firmato con la Procura federale, come rivelato dallo stesso avvocato, contiene “una condanna a cinque anni, ma con sospensione condizionale della pena per la parte eccedente un anno”, ma anche una multa da 80 mila euro e il sequestro di un milione di euro all’ex esponente del Partito democratico e di Articolo Uno.

“In base al documento firmato oggi, la sanzione incorsa da Panzeri” per le accuse a suo carico sul Qatargate “sarà effettiva ma limitata”. È la stessa procura belga a spiegare i termini dell’accordo. Per Panzeri è prevista la reclusione, la multa e la confisca di tutti i benefici patrimoniali acquisiti, attualmente valutati in un milione di euro. L’ex eurodeputato si è impegnato a collaborare con le autorità belghe alle quali fornirà tutte le informazioni a sua disposizione sul caso di presunta corruzione al Parlamento europeo e di riciclaggio del denaro di provenienza illecita. “È la seconda volta nella storia giudiziaria belga, dall’entrata in vigore della cosiddetta legge “pentiti” (con riferimento alla legge italiana che consente le indagini sulle mafie) che questa procedura si è conclusa con la firma di un memorandum”, si legge nella nota della Procura. 

In particolare, Antonio Panzeri, “si impegna ad informare gli inquirenti e la giustizia su: il modus operandi, gli accordi finanziari con terzi, le strutture finanziarie poste in essere, i beneficiari delle strutture poste in essere e i vantaggi offerti, il coinvolgimento di persone conosciute o non ancora conosciute nel caso, compresa l’identità delle persone che ammette di aver corrotto”.

Panzeri è imputato dal 10 dicembre 2022 per atti di partecipazione ad un’organizzazione criminale in qualità di capo di tale organizzazione, ma anche di riciclaggio e corruzione pubblica attiva e passiva.

La legge belga sui pentiti, applicata per l’accordo tra l’ex eurodeputato Antonio Panzeri e la procura federale di Bruxelles, è regolata dall’articolo 216 (commi dall’1 all’8) del Codice di procedura penale. Prevede che “se le necessità dell’indagine lo richiedono e se gli altri mezzi di indagine non sembrano sufficienti a rivelare la verità, il pubblico ministero può fare promessa nell’ambito dell’esercizio dell’azione pubblica, dell’esecuzione della pena o della detenzione a chiunque rende dichiarazioni sostanziali, rivelatrici, veritiere e complete circa la partecipazione di terzi e, ove applicabile, la propria partecipazione, in relazione ai reati commessi o fatti oggetto di un tentativo”.

La promessa della procura, che viene precisata in un memorandum firmato con l’imputato, può essere revocata se il pentito non rispetta le condizioni accettate; se viene condannato con sentenza o sentenza passata in giudicato per reati commessi dopo la data di conclusione del verbale; se non rende le dichiarazioni previste nella nota; se non risarcisce il danno; se consapevolmente rende dichiarazioni incomplete, non sincere o non rivelatrici sui fatti richiamati; se, al fine di ostacolare il procedimento sui fatti indicati, tenta di occultare prove o di accordarsi con terzi.

Read MoreAgi

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.