Red Canzian e il suo Casanova. Il successo di un'”opera pop”

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AGI – La Venezia del 700 ricostruita attraverso giochi di luce e cambi di scena repentini, costumi bellissimi e curati nei minimi dettagli. Le musiche scritte e composte da un artista che all’italia ha dato tanto: Red Canzian è in tour con il suo “Casanova Opera Pop”, un musical dedicato ad uno dei personaggi più noti al mondo ovvero,  Giacomo Casanova, affascinante seduttore di dame della Serenissima che in realtà fu anche filosofo, cabalista, poeta, scrittore…
Una storia, quella dell’uomo amato e cercato da tante donne veneziane, in raltà poco conosciuta nella sua vera essenza e associata solo alla fama di uomo bello e intrigante. E infatti, Casanova non era solo un brillante amante ma  fu anche autore di  trattati e testi saggistici d’argomento vario e  autore di opere letterarie in prosa e in versi.
Eppure, nel sentire comune viene considerato ancora principalmente un avventuriero, per la sua vita amorosa al punto che il suo cognome è divenuto con il tempo un modo di essere, tipico dell’uomo che fa della seduzione il suo punto di forza. Ma Giacomo Casanova visse nel periodo veneziano più difficile e nell’opera a lui dedicata, appare come un eroe che salva la città lagunare dal pericolo di annessione all’Austria.
Tratto dal best-seller di Matteo Strukul “Giacomo Casanova – la sonata dei cuori infranti”, romanzo di ambientazione storica tradotto in oltre 10 lingue,”Casanova opera pop” è il primo spettacolo inedito di teatro musicale andato in scena dopo la riapertura dei teatri a piena capienza. Una nuova opera che Red Canzian ha creato nei due lunghissimi anni trascorsi lontano dal palco.
Nelle due ore di spettacolo in due atti, vanno in scena 21 straordinari performer, 11 cantanti- attori e 10 ballerini acrobati che nelle coreografie dallo stile guerriero di Martina Nadalini e Roberto Carrozzino, nei vari momenti interpretano le Ombre, i Veneziani al Carnevale, i nobili in festa e i momenti corali della storia. Fra gli oltre 30 cambi di scena, gli spettatori vengono trasportati dentro i luoghi di una Venezia settecentesca fra  bacari, calli,  Palazzi della nobiltà, Cattedrali, Piazza San Marco, la laguna, la prigione dei Piombi.
Ad interpretare il ruolo del protagonista troviamo Gian Marco Schiaretti, che al vero Casanova non ha nulla da invidiare. Accanto a lui, nella parte dell’incantevole e volitiva Francesca Erizzo, di cui il grande seduttore si innamorerà perdutamente, c’è Angelica Cinquantini, volto familiare della fiction televisiva.
Il ruolo dei malvagi, pronti ad approfittare di un momento di fragilità della Serenissima e del Doge che la governa, è affidato a Gipeto, che interpreta il potente e corrotto Inquisitore Pietro Garzoni, pronto a far di tutto per ottenere il potere del porporato, e a Manuela Zanier, perfida Contessa Von Steinberg, nobile austriaca anche lei non insensibile al fascino di Casanova, pronta a tessere trame mortali per proprio interesse.
“Porto in tour  Venezia e il vero Casanova”, ha detto Canzian in una intevista all’Agi in occasione della messa in scena al teatro Brancaccio di Roma.
Il suo  è un kolossal musical-teatrale concepito, composto e prodotto. Un Casanova a cui il musicista vuole rendere giustizia.
“Si, perché il vero Giacomo Casanova non è solo donne e amanti. È un personaggio con una sua storia. Non era solo libertino impenitente, ma anche poeta, alchimista, diplomatico e spia per la Repubblica di Venezia contro gli austriaci. Era figura chiave ai tempi della Serenissima”.
Canzian ci tiene quindi a sottolineare che il suo è “un Casanova diverso”.
“Il mio  è interpretato da Gian Marco Schiaretti che è ormai diventato uno degli artisti da musical fra i più ricercati. Il mio Casanova è un uomo profondo, un cabalista che scriveva in francese, ha inventato il gioco del lotto. Quel lotto che Madame de Pompadour si è portato via. E invece, nel sentire comune si dice andasse avesse in testa solo le donne. In ogni caso, non c’è a memoria una donna che abbia protestato perché non si è comportato da gentiluomo”.
Come è nata l’idea di questo musical?
“Venezia è la città più bella del mondo, è una anziana fragile che va rispettata e amata, coccolata. Ha tanto fascino e meraviglia. E non aveva un musical a lei dedicato come le grandi e importanti città del mondo. Ho pensato di dedicarne uno a un suo personaggio chiave. E così fra Tiepolo, Goldoni, Vivaldi, Marco Polo, ho scelto Casanova. Anche per rendergli giustizia”.
In Italia Casanova ha in effetti un’immagine un po’ frivola.
“Lui veniva da un ambiente umile, era figlio di una attricetta e un attore, voleva far parte della grande aristocrazia, le studiava tutte. Nel musical cambio anche il finale della sua vita, ne faccio quasi un eroe”
Perché “opera pop”?
“Perché non ho voluto accontare la Venezia leziosa, del 700 dei clavicembali e di Vivaldi. Ma quella della strada”.
Lo spettacolo è stato inserito nelle celebrazioni per “Venezia 1600” e il suo autore è stato anche premiato per questo.
“Si, sono stato premiato con il Leone d’Oro. E sono molto felice di questo. Ci ho messo due anni a realizzare quest’opera, facendo le foto per le scene in una Venezia spettrale, durante la pandemia. Poi un altro mese al Photoshop, per togliere gli elementi della Venezia moderna, come i campanelli elettronici alle porte delle case, e poi prove fra Milano e Londra. Poi, è arrivato il coinvolgimento degli esperti inglesi, Nick Grace, produttori o consulenti di tutti i più grandi successi internazionali. E lo spettacolo, con il loro contributo, fila via ancora meglio, più morbido ed elegante nelle scene. La cosa che più di tutte mi ha fatto piacere è che non hanno toccato le mie musiche, hanno detto che andava bene cosi. E detto da chi viene dal Paese dei Beatles…. Non c’è uno stile Pooh in queste mie composizioni e io sono il meno Pooh, dei Pooh. Poi, certo, con loro sono cresciuto tantissimo, non lo posso negare. Ma il mio scopo è quello di portare il musical oltre l’Italia, in Giappone, Corea… Ci sono milioni di persone che venogno a vedere Venenzia da tutto il mondo: ecco provo a portagliela io”.
A proposito dei Pooh, nostalgia o basta la soddisfazione per quello che è stato?
“Niente nostalgia, è stato talmente bello e soddisfacente tutto quello che abbiamo fatto che va bene così. Io non vivo per la nostalgia. E poi, sono ottimista. Ho la presunzione che un domani potrò scrivere ancora la canzone migliore, la più bella della mia vita. L’ottimismo te lo devi costruire, lo devi attirare. Ecco, stamattina mi sono svegliato a Roma, ho visto la pioggia e ho pensato a quanto fosse romantica questa città, anche così!”. 
Un musical anche su un personaggio di Roma?
“Magari, chissà…”,
Un Casanova di oggi non solo amante ma anche filosofo o poeta?
“Non lo so… l’altro giorno ha visto il film di Placido: molto bello, dedicato a Caravaggio. Mi è piaciuta molto l’interpretazione di Riccardo Scamarcio, solo che Casanova era più alto di lui ma comunque in quel film ha dimostrato di essere veramente bravo…”.
Lo abbiamo trovato quindi?
“Mah… intanto mi tengo stretto il mio, Gian Marco Schiaretti, bravissimo”.
In questo musical c’è la collaborazione di tutta la famiglia Canzian.
“Sì, mio figlio, che ha arrangiato le musiche per orchestra, mia figlia Chiara è assistant director e mia moglie Beatrix Niederwieser che c’è per la produzione. Non è da tutti avere una famiglia che ti segue”.
“Casanova Opera Pop” dal Brancaccio di Roma dove è in scena, poi proseguirà il tour.
“Venite a stare bene per due ore . Gli applausi che arrivano alla fine dello spettacolo quando anche io sono chiamato sul palco, e sono diversi da quelli che ti arrivano perche’ hai cantato bene, esprimono la riconoscenza per aver permesso alle persone di staccare la spina da pandemia, bollete rincarate, guerra e sfortune varie. È bello vedere gli spettatori uscire sorridenti dal teatro. È uno spettacolo fatto con un grande sforzo ed è ideato da uno che è anche un bravo ragazzo….”. 

AGI – La Venezia del 700 ricostruita attraverso giochi di luce e cambi di scena repentini, costumi bellissimi e curati nei minimi dettagli. Le musiche scritte e composte da un artista che all’italia ha dato tanto: Red Canzian è in tour con il suo “Casanova Opera Pop”, un musical dedicato ad uno dei personaggi più noti al mondo ovvero,  Giacomo Casanova, affascinante seduttore di dame della Serenissima che in realtà fu anche filosofo, cabalista, poeta, scrittore…

Una storia, quella dell’uomo amato e cercato da tante donne veneziane, in raltà poco conosciuta nella sua vera essenza e associata solo alla fama di uomo bello e intrigante. E infatti, Casanova non era solo un brillante amante ma  fu anche autore di  trattati e testi saggistici d’argomento vario e  autore di opere letterarie in prosa e in versi.

Eppure, nel sentire comune viene considerato ancora principalmente un avventuriero, per la sua vita amorosa al punto che il suo cognome è divenuto con il tempo un modo di essere, tipico dell’uomo che fa della seduzione il suo punto di forza. Ma Giacomo Casanova visse nel periodo veneziano più difficile e nell’opera a lui dedicata, appare come un eroe che salva la città lagunare dal pericolo di annessione all’Austria.

Tratto dal best-seller di Matteo Strukul “Giacomo Casanova – la sonata dei cuori infranti”, romanzo di ambientazione storica tradotto in oltre 10 lingue,”Casanova opera pop” è il primo spettacolo inedito di teatro musicale andato in scena dopo la riapertura dei teatri a piena capienza. Una nuova opera che Red Canzian ha creato nei due lunghissimi anni trascorsi lontano dal palco.

Nelle due ore di spettacolo in due atti, vanno in scena 21 straordinari performer, 11 cantanti- attori e 10 ballerini acrobati che nelle coreografie dallo stile guerriero di Martina Nadalini e Roberto Carrozzino, nei vari momenti interpretano le Ombre, i Veneziani al Carnevale, i nobili in festa e i momenti corali della storia. Fra gli oltre 30 cambi di scena, gli spettatori vengono trasportati dentro i luoghi di una Venezia settecentesca fra  bacari, calli,  Palazzi della nobiltà, Cattedrali, Piazza San Marco, la laguna, la prigione dei Piombi.

Ad interpretare il ruolo del protagonista troviamo Gian Marco Schiaretti, che al vero Casanova non ha nulla da invidiare. Accanto a lui, nella parte dell’incantevole e volitiva Francesca Erizzo, di cui il grande seduttore si innamorerà perdutamente, c’è Angelica Cinquantini, volto familiare della fiction televisiva.

Il ruolo dei malvagi, pronti ad approfittare di un momento di fragilità della Serenissima e del Doge che la governa, è affidato a Gipeto, che interpreta il potente e corrotto Inquisitore Pietro Garzoni, pronto a far di tutto per ottenere il potere del porporato, e a Manuela Zanier, perfida Contessa Von Steinberg, nobile austriaca anche lei non insensibile al fascino di Casanova, pronta a tessere trame mortali per proprio interesse.

“Porto in tour  Venezia e il vero Casanova”, ha detto Canzian in una intevista all’Agi in occasione della messa in scena al teatro Brancaccio di Roma.

Il suo  è un kolossal musical-teatrale concepito, composto e prodotto. Un Casanova a cui il musicista vuole rendere giustizia.

“Si, perché il vero Giacomo Casanova non è solo donne e amanti. È un personaggio con una sua storia. Non era solo libertino impenitente, ma anche poeta, alchimista, diplomatico e spia per la Repubblica di Venezia contro gli austriaci. Era figura chiave ai tempi della Serenissima”.

Canzian ci tiene quindi a sottolineare che il suo è “un Casanova diverso”.

“Il mio  è interpretato da Gian Marco Schiaretti che è ormai diventato uno degli artisti da musical fra i più ricercati. Il mio Casanova è un uomo profondo, un cabalista che scriveva in francese, ha inventato il gioco del lotto. Quel lotto che Madame de Pompadour si è portato via. E invece, nel sentire comune si dice andasse avesse in testa solo le donne. In ogni caso, non c’è a memoria una donna che abbia protestato perché non si è comportato da gentiluomo”.

Come è nata l’idea di questo musical?

“Venezia è la città più bella del mondo, è una anziana fragile che va rispettata e amata, coccolata. Ha tanto fascino e meraviglia. E non aveva un musical a lei dedicato come le grandi e importanti città del mondo. Ho pensato di dedicarne uno a un suo personaggio chiave. E così fra Tiepolo, Goldoni, Vivaldi, Marco Polo, ho scelto Casanova. Anche per rendergli giustizia”.

In Italia Casanova ha in effetti un’immagine un po’ frivola.

“Lui veniva da un ambiente umile, era figlio di una attricetta e un attore, voleva far parte della grande aristocrazia, le studiava tutte. Nel musical cambio anche il finale della sua vita, ne faccio quasi un eroe”

Perché “opera pop”?

“Perché non ho voluto accontare la Venezia leziosa, del 700 dei clavicembali e di Vivaldi. Ma quella della strada”.

Lo spettacolo è stato inserito nelle celebrazioni per “Venezia 1600” e il suo autore è stato anche premiato per questo.

“Si, sono stato premiato con il Leone d’Oro. E sono molto felice di questo. Ci ho messo due anni a realizzare quest’opera, facendo le foto per le scene in una Venezia spettrale, durante la pandemia. Poi un altro mese al Photoshop, per togliere gli elementi della Venezia moderna, come i campanelli elettronici alle porte delle case, e poi prove fra Milano e Londra. Poi, è arrivato il coinvolgimento degli esperti inglesi, Nick Grace, produttori o consulenti di tutti i più grandi successi internazionali. E lo spettacolo, con il loro contributo, fila via ancora meglio, più morbido ed elegante nelle scene. La cosa che più di tutte mi ha fatto piacere è che non hanno toccato le mie musiche, hanno detto che andava bene cosi. E detto da chi viene dal Paese dei Beatles…. Non c’è uno stile Pooh in queste mie composizioni e io sono il meno Pooh, dei Pooh. Poi, certo, con loro sono cresciuto tantissimo, non lo posso negare. Ma il mio scopo è quello di portare il musical oltre l’Italia, in Giappone, Corea… Ci sono milioni di persone che venogno a vedere Venenzia da tutto il mondo: ecco provo a portagliela io”.

A proposito dei Pooh, nostalgia o basta la soddisfazione per quello che è stato?

“Niente nostalgia, è stato talmente bello e soddisfacente tutto quello che abbiamo fatto che va bene così. Io non vivo per la nostalgia. E poi, sono ottimista. Ho la presunzione che un domani potrò scrivere ancora la canzone migliore, la più bella della mia vita. L’ottimismo te lo devi costruire, lo devi attirare. Ecco, stamattina mi sono svegliato a Roma, ho visto la pioggia e ho pensato a quanto fosse romantica questa città, anche così!”. 

Un musical anche su un personaggio di Roma?

“Magari, chissà…”,

Un Casanova di oggi non solo amante ma anche filosofo o poeta?

“Non lo so… l’altro giorno ha visto il film di Placido: molto bello, dedicato a Caravaggio. Mi è piaciuta molto l’interpretazione di Riccardo Scamarcio, solo che Casanova era più alto di lui ma comunque in quel film ha dimostrato di essere veramente bravo…”.

Lo abbiamo trovato quindi?

“Mah… intanto mi tengo stretto il mio, Gian Marco Schiaretti, bravissimo”.

In questo musical c’è la collaborazione di tutta la famiglia Canzian.

“Sì, mio figlio, che ha arrangiato le musiche per orchestra, mia figlia Chiara è assistant director e mia moglie Beatrix Niederwieser che c’è per la produzione. Non è da tutti avere una famiglia che ti segue”.

“Casanova Opera Pop” dal Brancaccio di Roma dove è in scena, poi proseguirà il tour.

“Venite a stare bene per due ore . Gli applausi che arrivano alla fine dello spettacolo quando anche io sono chiamato sul palco, e sono diversi da quelli che ti arrivano perche’ hai cantato bene, esprimono la riconoscenza per aver permesso alle persone di staccare la spina da pandemia, bollete rincarate, guerra e sfortune varie. È bello vedere gli spettatori uscire sorridenti dal teatro. È uno spettacolo fatto con un grande sforzo ed è ideato da uno che è anche un bravo ragazzo….”. 

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