Il miracolo del lunedì senza traffico a Roma

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AGI – Il tachimetro segna i 50 sull’auto della polizia municipale. L’andatura sul Lungotevere è costante. Non ci crede neanche il fischietto blu appeso al collo dell’agente alla guida. Eppure. Un lunedì senza il traffico che paralizza (quasi) sempre nelle ore di punta (tra le 7.30 e le 9 di mattina) il centro di Roma è possibile.
Un miracolo (San Pietro non è lontana) trasforma la galleria-imbuto Principe Amedeo di Savoia-Aosta in un traforo urbano percorribile. Si circola anche su via Aurelia solitamente un tappo di auto.  “Una meraviglia si vede l’asfalto. Qui nove volte su dieci è un tappeto di macchine” sorride Alessandro, il vigile che tiene il timone della Jeep Renagade ibrida del Corpo. Molte vetture sono rimaste ai box. Lunedì 16 gennaio 2023  come il 21 aprile 753 avanti Cristo, data della fondazione di Roma oppure come il  476 dopo Cristo, la caduta dell’Impero romano d’Occidente. Insomma un giorno storico per l’Urbe.
Tornando al presente, forse per lo spauracchio dello sciopero (poi revocato)  dei mezzi pubblici che ha indotto i romani a prolungare il week-end. Oppure – come sostengono i due agenti del Gruppo pronto intervento traffico  – incide  il caro benzina che svuota (insieme all’inflazione) il salvadanaio già dalla seconda metà del mese e induce a centellinare ogni uscita di cassa.
Soprattutto dopo le feste, gennaio è un mese complicato fanno notare. Impressioni da esperti operatori di strada condivise dai sindacati:  chi può in questo periodo prolunga di qualche giorno lo smart working per risparmiare sui trasporti, racconta la Cgil Roma.
Certo, tutto è possibile ma non basta. Intanto, occorre un raro allineamento dei pianeti per superare la normalità del caos sulle strade romane. Poi è sufficiente un soffio per spezzare l’incantesimo.
Un piccolo tamponamento, una leggera pioggia, un cantiere, l’udienza del Papa, la partita, un concerto, una manifestazione  o persino la potatura degli alberi avrebbero riproposto il solito film. Ovvero, auto incolonnate dal centro alla periferia di una grande metropoli europea senza un adeguato trasporto.  Ma per una volta la nave ha cambiato rotta, almeno in questa parte della Capitale (centro e Roma sud). Il taccuino è sottosopra. E ridono anche i pizzetti degli agenti per una insolita ed eccezionale caccia al traffico seppur limitata (è bene specificarlo) tra Lungotevere, via Aurelia, la zona del Vaticano e viale Marconi, rimasta senza preda.
Ecco la cronologia della mattinata che l’AGI ha vissuto (tra le 7.30 e le 9) con Alessandro e Stefano uomini del Gruppo pronto intervento traffico:  17 anni di servizio in strada il primo e 32 il secondo.
La partenza
Radio di servizio, pistola e spray al peperoncino ma soprattutto biro, matite, e blocchi di carta per le multe: Alessandro (alla guida) e Stefano sono pronti per combattere il (previsto) muro di auto. Si parte dalla sede del Gruppo intervento traffico di  Circonvallazione Ostiense 191.
Il reparto si occupa soprattutto di polizia stradale: traffico, controlli trasporto merci, autovelox ma è impegnato anche nel supporto dell’ordine pubblico per le manifestazioni, i grandi eventi (funerali di Papa Ratzinger), i concerti o le partite allo stadio.  
In tutta Roma sono complessivamente 5.800 i vigili in servizio: un organico sottodimensionato rispetto alla flotta di 1,5 milione di mezzi che ogni giorno naviga sulle strade della Capitale. 
Una caccia senza bottino
Sul Lungotevere  all’altezza di Ponte Vittorio Emanuele II, il traffico è rallentato ma non c’è traccia della paralisi quotidiana. Normalmente è una delle strade più congestionate anche perché la carreggiata spesso si stringe a causa della ‘sosta selvaggia’. I tanti semafori lungo il percorso creano file interminabili.
Niente blocchi (evento storico) neanche lungo la galleria Principe Amedeo di Savoia-Aosta che scorre sotto il Gianicolo  fuori dal Vaticano, tra porta Cavalleggeri e porta Santo Spirito.  Un vero imbuto creato anche da due piste ciclabili che hanno ristretto la carreggiata verso il centro (passata da una a due corsie).
Ora il taccuino è (quasi ribaltato). Il miracolo si completa in via Aurelia. Tra le auto si intravedono metri di asfalto lungo la via consolare consumata dai pendolari e solitamente un tappeto di mezzi a quattro ruote. “In questa strada – spiegano i due vigili  – il traffico si incolonna e non ha sbocchi dal raccordo al centro”.
“Una boccata di ossigeno dopo le 12 ore passate ieri sulla moto per gestire la circolazione prima e dopo la partita all’Olimpico”, sospira Stefano.
La conferma di un lunedì che entra di diritto nei libri di storia arriva dall’ingresso in viale Marconi, a Roma Sud, zona Ostiense. Questa strada  convoglia i pendolari che arrivano dal litorale. Traffico rallentato ma non c’è la paralisi.
“Il caro benzina” e “lo smart working”
Al netto dei (tanti) fattori imprevisti (pioggia, incidenti, manifestazioni, cantieri) “il traffico nella seconda metà del mese è meno intenso del solito – spiegano gli agenti di polizia – perché soprattutto a gennaio con le feste natalizie alle spalle le famiglie hanno speso tutti i soldi e risparmiano anche sul carburante”.  Il caro benzina e l’inflazione, questa la tesi dei due agenti,  come fattori deterrenti all’utilizzo dei mezzi privati.
Una impressione condivisa anche dal segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola. “Le famiglie  – racconta all’AGI – combattono il caro vita in tutti i modi possibili. C’è chi si organizza condividendo l’auto con i colleghi di lavoro oppure chi può prende qualche giorno di smart working in più a fine mese per risparmiare sui trasporti”
“Tutto calcolato”
Una signora sulla sessantina cammina  timidamente sulle strisce pedonali in Piazza Venezia. Il suo foulard svolazza mentre un furgone bianco le passa a fianco. “Era tutto calcolato” sostiene il conducente, un ‘Obelix’  sorpreso dall’alt della polizia municipale. La sanzione non è leggera (meno otto punti sulla patente e almeno 167 euro di multa) per aver violato l’articolo 191 del codice della strada.
Così tra una protesta e l’altra a capo chino scappa un doppio  “Vaffa…” rivolto ai vigili. E un improbabile dietrofront. “Non era per voi”.  La multa (forse) arriverà ma in ritardo.
Dal 4 gennaio scorso infatti la polizia locale di Roma non riesce ad accedere alla banca dati della motorizzazione civile necessaria per associare la targa al proprietario della vettura sanzionata. Così il clic sul tablet deve essere necessariamente sostituito da una più lunga procedura in ufficio attraverso il Pubblico registro automobilistico (Pra).
“Siamo tra l’incudine e il martello”
Sullo stretto marciapiede del Lungotevere un ragazzo fa jogging ed evidentemente non vuole rallentare la marcia neanche alla vista dei due agenti. “Spostatevi non siete invisibili”.  “Siamo il prima anello di congiunzione tra l’amministrazione e i cittadini. Tra l’incudine e il martello, la prima valvola di sfogo per i romani”, raccontano i due poliziotti.
In zona Ostiense va meglio. “Scusi hanno rubato il bancomat a mia figlia. Dov’è il commissariato di polizia più vicino?”. “Una volta  – raccontano i due agenti – una signora ci ha chiesto insistentemente dove aveva parcheggiato la macchina. Si ricordava solo che era in un viale alberato, peccato che eravamo vicino a un parco”. In altre occasioni capita di “accompagnare in ospedale donne incinte che devono raggiungere nel più breve tempo possibile la sala parto”.
“Dennis e Riccardo vivono per sempre”
Il caffè ingurgitato in un bar della Garbatella  prima di salire sull’auto della polizia rimane sullo stomaco. Forse per i molti fiori, presenti sotto il basamento dei semafori, che ricordano giovani morti sulle strade. “Dennis e Riccardo vivono per sempre”: è scritto per ricordare i due 18enni morti in scooter nel dicembre scorso lungo la Circonvallazione Ostiense. A fianco tante corone di fiori.  
Alessandro è stato uno dei primi a soccorrere i due giovani. Il suo viso tradisce una smorfia nel ricordare quell’alba maledetta; e qui la penna si ferma.
L’asfalto killer è una ferita aperta per Roma: incroci pericolosi ed eccesso di velocità.
Il lunedì dei miracoli ha la vita breve. Pioggia, cantieri, incidenti, manifestazioni: il traffico torna a colpire la Capitale. Nessuna pietà. Eppure non è stato un sogno ma una bolla di pace in mezzo al caos. Suona la sveglia. Si torna nella giungla tra clacson, frenate e code senza fine. 

AGI – Il tachimetro segna i 50 sull’auto della polizia municipale. L’andatura sul Lungotevere è costante. Non ci crede neanche il fischietto blu appeso al collo dell’agente alla guida. Eppure. Un lunedì senza il traffico che paralizza (quasi) sempre nelle ore di punta (tra le 7.30 e le 9 di mattina) il centro di Roma è possibile.

Un miracolo (San Pietro non è lontana) trasforma la galleria-imbuto Principe Amedeo di Savoia-Aosta in un traforo urbano percorribile. Si circola anche su via Aurelia solitamente un tappo di auto.  “Una meraviglia si vede l’asfalto. Qui nove volte su dieci è un tappeto di macchine” sorride Alessandro, il vigile che tiene il timone della Jeep Renagade ibrida del Corpo. Molte vetture sono rimaste ai box. Lunedì 16 gennaio 2023  come il 21 aprile 753 avanti Cristo, data della fondazione di Roma oppure come il  476 dopo Cristo, la caduta dell’Impero romano d’Occidente. Insomma un giorno storico per l’Urbe.

Tornando al presente, forse per lo spauracchio dello sciopero (poi revocato)  dei mezzi pubblici che ha indotto i romani a prolungare il week-end. Oppure – come sostengono i due agenti del Gruppo pronto intervento traffico  – incide  il caro benzina che svuota (insieme all’inflazione) il salvadanaio già dalla seconda metà del mese e induce a centellinare ogni uscita di cassa.

Soprattutto dopo le feste, gennaio è un mese complicato fanno notare. Impressioni da esperti operatori di strada condivise dai sindacati:  chi può in questo periodo prolunga di qualche giorno lo smart working per risparmiare sui trasporti, racconta la Cgil Roma.

Certo, tutto è possibile ma non basta. Intanto, occorre un raro allineamento dei pianeti per superare la normalità del caos sulle strade romane. Poi è sufficiente un soffio per spezzare l’incantesimo.

Un piccolo tamponamento, una leggera pioggia, un cantiere, l’udienza del Papa, la partita, un concerto, una manifestazione  o persino la potatura degli alberi avrebbero riproposto il solito film. Ovvero, auto incolonnate dal centro alla periferia di una grande metropoli europea senza un adeguato trasporto.  Ma per una volta la nave ha cambiato rotta, almeno in questa parte della Capitale (centro e Roma sud). Il taccuino è sottosopra. E ridono anche i pizzetti degli agenti per una insolita ed eccezionale caccia al traffico seppur limitata (è bene specificarlo) tra Lungotevere, via Aurelia, la zona del Vaticano e viale Marconi, rimasta senza preda.

Ecco la cronologia della mattinata che l’AGI ha vissuto (tra le 7.30 e le 9) con Alessandro e Stefano uomini del Gruppo pronto intervento traffico:  17 anni di servizio in strada il primo e 32 il secondo.

La partenza

Radio di servizio, pistola e spray al peperoncino ma soprattutto biro, matite, e blocchi di carta per le multe: Alessandro (alla guida) e Stefano sono pronti per combattere il (previsto) muro di auto. Si parte dalla sede del Gruppo intervento traffico di  Circonvallazione Ostiense 191.

Il reparto si occupa soprattutto di polizia stradale: traffico, controlli trasporto merci, autovelox ma è impegnato anche nel supporto dell’ordine pubblico per le manifestazioni, i grandi eventi (funerali di Papa Ratzinger), i concerti o le partite allo stadio.  

In tutta Roma sono complessivamente 5.800 i vigili in servizio: un organico sottodimensionato rispetto alla flotta di 1,5 milione di mezzi che ogni giorno naviga sulle strade della Capitale. 

Una caccia senza bottino

Sul Lungotevere  all’altezza di Ponte Vittorio Emanuele II, il traffico è rallentato ma non c’è traccia della paralisi quotidiana. Normalmente è una delle strade più congestionate anche perché la carreggiata spesso si stringe a causa della ‘sosta selvaggia’. I tanti semafori lungo il percorso creano file interminabili.

Niente blocchi (evento storico) neanche lungo la galleria Principe Amedeo di Savoia-Aosta che scorre sotto il Gianicolo  fuori dal Vaticano, tra porta Cavalleggeri e porta Santo Spirito.  Un vero imbuto creato anche da due piste ciclabili che hanno ristretto la carreggiata verso il centro (passata da una a due corsie).

Ora il taccuino è (quasi ribaltato). Il miracolo si completa in via Aurelia. Tra le auto si intravedono metri di asfalto lungo la via consolare consumata dai pendolari e solitamente un tappeto di mezzi a quattro ruote. “In questa strada – spiegano i due vigili  – il traffico si incolonna e non ha sbocchi dal raccordo al centro”.

“Una boccata di ossigeno dopo le 12 ore passate ieri sulla moto per gestire la circolazione prima e dopo la partita all’Olimpico”, sospira Stefano.

La conferma di un lunedì che entra di diritto nei libri di storia arriva dall’ingresso in viale Marconi, a Roma Sud, zona Ostiense. Questa strada  convoglia i pendolari che arrivano dal litorale. Traffico rallentato ma non c’è la paralisi.

“Il caro benzina” e “lo smart working”

Al netto dei (tanti) fattori imprevisti (pioggia, incidenti, manifestazioni, cantieri) “il traffico nella seconda metà del mese è meno intenso del solito – spiegano gli agenti di polizia – perché soprattutto a gennaio con le feste natalizie alle spalle le famiglie hanno speso tutti i soldi e risparmiano anche sul carburante”.  Il caro benzina e l’inflazione, questa la tesi dei due agenti,  come fattori deterrenti all’utilizzo dei mezzi privati.

Una impressione condivisa anche dal segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola. “Le famiglie  – racconta all’AGI – combattono il caro vita in tutti i modi possibili. C’è chi si organizza condividendo l’auto con i colleghi di lavoro oppure chi può prende qualche giorno di smart working in più a fine mese per risparmiare sui trasporti”

“Tutto calcolato”

Una signora sulla sessantina cammina  timidamente sulle strisce pedonali in Piazza Venezia. Il suo foulard svolazza mentre un furgone bianco le passa a fianco. “Era tutto calcolato” sostiene il conducente, un ‘Obelix’  sorpreso dall’alt della polizia municipale. La sanzione non è leggera (meno otto punti sulla patente e almeno 167 euro di multa) per aver violato l’articolo 191 del codice della strada.

Così tra una protesta e l’altra a capo chino scappa un doppio  “Vaffa…” rivolto ai vigili. E un improbabile dietrofront. “Non era per voi”.  La multa (forse) arriverà ma in ritardo.

Dal 4 gennaio scorso infatti la polizia locale di Roma non riesce ad accedere alla banca dati della motorizzazione civile necessaria per associare la targa al proprietario della vettura sanzionata. Così il clic sul tablet deve essere necessariamente sostituito da una più lunga procedura in ufficio attraverso il Pubblico registro automobilistico (Pra).

“Siamo tra l’incudine e il martello”

Sullo stretto marciapiede del Lungotevere un ragazzo fa jogging ed evidentemente non vuole rallentare la marcia neanche alla vista dei due agenti. “Spostatevi non siete invisibili”.  “Siamo il prima anello di congiunzione tra l’amministrazione e i cittadini. Tra l’incudine e il martello, la prima valvola di sfogo per i romani”, raccontano i due poliziotti.

In zona Ostiense va meglio. “Scusi hanno rubato il bancomat a mia figlia. Dov’è il commissariato di polizia più vicino?”. “Una volta  – raccontano i due agenti – una signora ci ha chiesto insistentemente dove aveva parcheggiato la macchina. Si ricordava solo che era in un viale alberato, peccato che eravamo vicino a un parco”. In altre occasioni capita di “accompagnare in ospedale donne incinte che devono raggiungere nel più breve tempo possibile la sala parto”.

“Dennis e Riccardo vivono per sempre”

Il caffè ingurgitato in un bar della Garbatella  prima di salire sull’auto della polizia rimane sullo stomaco. Forse per i molti fiori, presenti sotto il basamento dei semafori, che ricordano giovani morti sulle strade. “Dennis e Riccardo vivono per sempre”: è scritto per ricordare i due 18enni morti in scooter nel dicembre scorso lungo la Circonvallazione Ostiense. A fianco tante corone di fiori.  

Alessandro è stato uno dei primi a soccorrere i due giovani. Il suo viso tradisce una smorfia nel ricordare quell’alba maledetta; e qui la penna si ferma.

L’asfalto killer è una ferita aperta per Roma: incroci pericolosi ed eccesso di velocità.

Il lunedì dei miracoli ha la vita breve. Pioggia, cantieri, incidenti, manifestazioni: il traffico torna a colpire la Capitale. Nessuna pietà. Eppure non è stato un sogno ma una bolla di pace in mezzo al caos. Suona la sveglia. Si torna nella giungla tra clacson, frenate e code senza fine. 

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