Milano Moda Uomo all’insegna della semplificazione

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È appena terminata la Milano Fashion Week dedicata all’uomo, una settimana frenetica ricca di sfilate e di presentazioni delle Maison più prestigiose. Abbiamo scoperto come sarà vestito l’uomo della prossima stagione invernale e per definire meglio l’evoluzione maschile, citiamo un affermazione di Beppe Angiolini ex Presidente della Camera Buyer e titolare di uno dei negozi multiLifestyle

È appena terminata la Milano Fashion Week dedicata all’uomo, una settimana frenetica ricca di sfilate e di presentazioni delle Maison più prestigiose. Abbiamo scoperto come sarà vestito l’uomo della prossima stagione invernale e per definire meglio l’evoluzione maschile, citiamo un affermazione di Beppe Angiolini ex Presidente della Camera Buyer e titolare di uno dei negozi multi brand più esclusivi e importanti d’Italia ,“Sugar” di Arezzo, che dichiara sul suo profilo Instagram: “la parola chiave delle sfilate è semplificazione”, partendo dal concetto “non facciamolo strano” unico obiettivo è vendere.

Ad aprire la kermesse milanese è stata la maison Gucci che dopo l’uscita del suo direttore creativo Alessandro Michele si presenta con un team di creativi interni, ognuno con la propria visione ed il proprio stile. Tema della sfilata è stato “improvvisazione”: abbandonato il gender style e lo stile Bohemien, tipico della visione del precedente direttore creativo, i giovani designer hanno dato vita ad una collezione maschile che seppur di transizione, rispecchia in pieno il mood della maison, tanto denim, silhouette sartoriali rintracciate negli archivi Gucci, borse con tracolle in pelle, ispirazioni vintage, pantaloni drappeggiati e scultorei. Una collezione ricca di sincere ed ispirate visioni giovanili dallo spirito disarmante e dall’incanto auree che riescono a proiettare sui capi presenti in sfilata, trasportando l’uomo contemporaneo da un passato prossimo a un futuro indefinibile, dove l’uomo ritorna il vero e unico protagonista, dimostrazione che l’improvvisazione è un atto sano, puro e collaborativo.

Il brand Dsquared2 vede il proprio uomo super giovane, un adolescente metropolitano privo di pregiudizi: jeans di tutte le proporzioni ,dallo skinny a quello over, maglie pesanti che contrastano le canottiere stampate, stivali stile camperos anni 80, capi maschili ispirati al guardaroba femminile, per giovani uomini che non hanno alcun problema a rivendicare la propria libertà di essere ciò che sentono, esattamente come il duo stilistico Dean e Dan Caten alias i Dsquared2. Dolce&Gabbana intitola la propria collezione “Essence” , puntando tutto sull’uomo dallo spirito individualista ed elegante, un uomo quello del duo Domenico Dolce e Stefano Gabbana che rigetta le troppe contaminazione del mondo esterno. Una visone creata contro le mediocrità, un taglio al superfluo ma nulla a che vedere con il minimalismo:  tanto bianco e moltissimo nero con accenni di grigio, ti proiettano in una dimensione individualista ma pura nella sua singolare essenza dell’eleganza, molti capi sartoriali, giacche aderenti e cappotti doppio petto, pantaloni fluidi vengono accostati a cappe e guaine, per un uomo sicuro delle propria personalità.

Etro presenta la prima collezione uomo del suo direttore creativo Marco di Vincenzo che, come ispirazione, parte da una coperta che magicamente si trasforma in un cappotto. Una collezione questa che racconta la storia della maison e del suo legame con i tessuti ,che sono stati sempre il suo punto di forza. Cappotti in gobelin, pantaloni, camicie e maglioni ispirati al tessuto e alle sue stampe : ricordiamo la maglia con la frutta in tridimensione realizzata ad uncinetto, oppure i cappotti con stampe tratte dalle coperte iconiche della maison. Il tutto con lo stile elegante e innovativo del suo stilista che, con grande estro, riporta il calore tipico della casa, all’esterno, vestendo un uomo proiettato al futuro e sottolineando “l’Attitude” della tradizione di questa maison.

Prada e il suo direttore creativo Raf Simons, rimettono al centro i vestiti che non devono più essere raccontati, ma che, magicamente, tornano protagonisti e si raccontano da soli e sottolineano la loro essenza e il momento storico. Una collezione che si adegua al momento, come ha dichiarato Miuccia Prada durante la conferenza stampa : “osserviamo il mondo che ci circonda e ne rispettiamo gli eventi”. Raccontando la realtà ricca purtroppo di difficoltà e problemi, la collezione prevede cappotti over con il collo tipico degli anni 70, cardigan in shetland, pantaloni alle caviglie, gilet da indossare sulla pelle. I capi passano da proporzioni e volumi skinny a quelli più contemporanei over, molte giacche con ispirazioni militari ed immancabile il bomber. Pochi sono gli eccessi di colore a parte i pull coloratissimi, per una sfilata nel segno del bel vestire e della vera sartorialità tipica del nostro paese.

Tra una sfilata e l’altra ha chiuso la settimana della moda maschile Giorgio Armani, che ha elogiato la città di Milano, l’eleganza maschile e la coppia tradizionale, facendo uscire in chiusura della sua sfilata sulle note di Ludovico Einaudi, 5 coppie bellissime, innamorate e super eleganti. Lo stilista ha voluto evidenziare l’amore uomo/donna, sottolineando quanto queste coppie siano “carine”, pur ammettendo anche l’esistenza della trasgressione: non si sono fatte attendere le numerose critiche da parte di molte associazioni del mondo LGBT e non solo, che non hanno gradito queste affermazioni. Una collezione quella di Re Giorgio, priva di trasgressioni ed eccessi, una rivisitazione del classico con visioni contemporanee, un uomo quello ridisegnato dallo stilista che deve risultare bello ed elegante, gentile e raffinato secondo le nuove regole del formale : completi in velluto, pantaloni cargo, con giacche in velluto rosso rubino risultato ispiratore dalla collezione donna di Armani. Tessuti preziosi come il cachemire o il velluto sono l’essenza di un eleganza che non ha tempo, immancabili durante lo show i completi destrutturati classici del repertorio dello stilista, perché Giorgio Armani non è un conservatore, ma un uomo capace di conservare e rivedere il meglio della tradizione umana e sartoriale, riproponendola in chiave contemporanea.

Una settimana davvero intensa quella della moda maschile di Milano, come non si vedeva da anni: buyer internazionali e giornalisti da tutto il mondo hanno fatto da cornice all’evento maschile milanese, giovani celebrity nostrane ed internazionali insieme a blogger e influencer hanno occupato i parterre delle sfilate più prestigiose a sottolineare l’inesorabile cambiamento dei tempi. La prossima stagione invernale dell’uomo sarà all’insegna della semplificazione, senza eccessi ma con note stravaganti di assoluta eleganza, non ci resta che aspettare e memorizzare in attesa del prossimo inverno.

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