Sanità, nuovo contratto per 135mila medici: le cifre

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Pronti 650 milioni di euro per gli aumenti stipendio tra i 130 e i 190 euro al mese.Lavoro

Prende forma il nuovo contratto per 135mila medici e dirigenti sanitari. Il Ministero dell’Economia avrebbe dato l’ok all’Atto d’indirizzo per il rinnovo del contratto 2019-2021 che le Regioni avevano già approvato ad ottobre.

Sul tavolo ci sarebbero risorse per circa 650 milioni da destinare ad aumenti medi netti al mese in busta paga tra i 130 e i 190 euro a seconda dell’anzianità e dell’incarico professionale. Oltre 580 milioni come stanziamento base, 34 milioni per le voci accessorie. Inoltre circa 100 euro di indennità in più verrebbe assicurata per i camici bianchi che lavorano nei pronto soccorso grazie anche ai 27 milioni a disposizione solo per questa voce previsti dalla manovra del 2021.

La posizione dei sindacati

La negoziazione inizierà a febbraio ma i sindacati dei medici hanno già espresso le loro perplessità sulle ipotesi per il nuovo contratto. “I soldi non bastano – hanno commentato -, ma usiamo il contratto per migliorare le condizioni di lavoro”.

L’Aran ha convocato i sindacati dei medici per il 2 febbraio per provare a chiudere il contratto nel giro di 2-3 mesi e comunque entro primavera. Il nuovo contratto dei camici bianchi – in realtà già scaduto – coincide inoltre con la fine della fase più acuta della pandemia, ma anche con la partenza degli investimenti del PNRR che prevedono in tutto 20 miliardi per la Sanità e punta – così si legge nell’atto di indirizzo – sia a “incentivare l’ingresso nel Ssn dei giovani” che a “trattenere/fidelizzare i professionisti che già vi operano, prevedendo sviluppi di carriera, ma anche modalità di lavoro che consentano una migliore armonizzazione con la vita privata e familiare”.

Tamponare l’esodo

Da anni il Servizio sanitario nazionale è stato protagonista di una vera e propria emorragia di medici, un fenomeno che si è accentuato con la pandemia. Questo è dovuto sia alla minore attrattività economica che alle condizioni di lavoro sempre più proibitive, tra turni massacranti, ferie e riposi saltati e progressioni di carriera bloccate. <Per non parlare poi dei pensinamenti anticipati arrivati nel tirennio precedente con Quota 100.

Migliorare le condizioni di lavoro

I sindacati quindi sperano che la negoziazione del nuovo contratto sia l’occasione per poter discutere su come migliorare le condizioni di lavoro. In particolare chiedono che diritti come ferie e riposi possano essere davvero esigibili oltre ad assicurare ai medici più flessibilità piuttosto che circondarli di obblighi e incompatibilità. Tra i punti portati avanti dai rappresentanti dei lavoratori del settore sanitario pubblico c’è l’incentivazione nei confronti dei giovani, consentendo loro scatti e carriera da subito per evitare che preferiscano lavorare a gettone piuttosto che farsi assumere a tempo indeterminato.

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