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Il presidente dell’associazione Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, non potrà più entrare a Milano per i prossimi dodici mesi. Questa mattina, il questore del capoluogo lombardo ha notificato all’attivista un foglio di via obbligatorio, subito dopo il suo arrivo all’aeroporto di Linate proveniente da Roma. Hannoun si stava recando in città per partecipare a una manifestazione pro-Palestina programmata nel pomeriggio.
L’attivista ha dichiarato di essere stato identificato e accompagnato in ufficio dalla polizia subito dopo lo sbarco: “Mi hanno consegnato due notifiche: l’allontanamento dalla città per un anno e una denuncia per istigazione alla violenza”. Dopo l’accertamento, Hannoun è rientrato a Genova, dove risiede, accompagnato dal figlio. “Mi dispiace questo atto di aggressione nei miei confronti – ha commentato – mentre il nostro governo è complice diretto del genocidio a Gaza, fornendo armi per sterminare i gazawi”.
Le motivazioni del provvedimento
Secondo quanto si legge nel provvedimento del questore, la misura è stata adottata in seguito alle dichiarazioni di Hannoun durante la manifestazione del 18 ottobre scorso a Milano. In quell’occasione, l’attivista avrebbe pronunciato frasi considerate dal questore come potenzialmente pericolose, tra cui l’istigazione alla violenza, l’invocazione della “legge del taglione” e l’incitamento alla morte di “collaborazionisti e presunti criminali”. Queste dichiarazioni, diffuse in diretta su Facebook, sarebbero potute scatenare reazioni di massa incontrollabili, mettendo a rischio la sicurezza pubblica.
Il documento evidenzia anche precedenti episodi che coinvolgono Hannoun, già segnalato per istigazione a delinquere, violazioni delle norme di soggiorno e falsità ideologica in atti pubblici. Non è la prima volta che l’attivista riceve un provvedimento simile: nel novembre 2024, gli era stato imposto un foglio di via con divieto di ritorno a Milano per sei mesi, a seguito di un intervento durante una manifestazione pro-Palestina in cui aveva approvato e promosso condotte violente contro tifosi israeliani durante una partita di calcio.
Recidiva e gravità delle dichiarazioni
La recidiva e la natura delle frasi pronunciate hanno portato le autorità a disporre un nuovo allontanamento, questa volta di dodici mesi. La vicenda solleva ancora una volta il tema della libertà di espressione e dei limiti imposti in nome della sicurezza pubblica, in un contesto di tensioni internazionali e di forte polarizzazione sulla questione palestinese.
Reazioni e commenti
Mentre da più parti si evidenzia la necessità di garantire l’ordine pubblico, altri criticano le misure come eccessive e come limitazioni alla libertà di opinione. La vicenda di Mohammad Hannoun si inserisce in un quadro più ampio di tensioni e di interventi delle autorità italiane in materia di sicurezza e di gestione delle manifestazioni di piazza.
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