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Il decesso di un figlio prima di quello di un genitore è considerato, da sempre, come contro natura, contro ogni logica. Di botto, per un padre e una madre, è arrivato il calvario peggiore, quello seguito al decesso del loro splendido e adorato figlio Alberto, deceduto a soli otto anni.
La sua è una storia forte, di quelle che fanno venire la pelle d’oca, poiché in tanti abbiamo imparato a conoscerla attraverso la stampa. Alberto non ce l’ha fatta. Nonostante la diagnosi che gli era stata data due anni prima, non aveva mai smesso di affrontare serenamente la patologia ma il destino, alla fine, lo ha chiamato a se.
Per il padre, Federico, e la madre, Elisa, stare accanto a lui significava imparare a non avere paura. Era Alberto stesso a stabilire la rotta, a offrire conforto e a mostrare una fede cristallina, quasi inspiegabile… fede che lo ha accompagnato sino a quando ha esalato l’ultimo respiro.

“Papà, questa è la mia strada, non la tua. Stai sereno, io parlo con Gesù”, diceva sempre Alberto che è finito in coma ma si è risvegliato, raccontando di aver visitato un “posto bellissimo”, dove le persone ballavano e cantavano, e di aver incontrato Gesù che gli aveva detto che non era ancora il suo momento.Quell’episodio non ha cancellato, purtroppo, il suo destino.
Alberto è deceduto, ma la scelta dei genitori del bambino che parlava con Gesù è davvero commovente.

Federico ed Elisa sono rimasti orfani del loro splendido bambino di soli 8 anni ma hanno avuto modo di apprendere, da lui, insegnamenti preziosi, di cui hanno fatto tesoro e che hanno scelto di condividere con tutti noi, di quelli che ci toccano nel profondo.
La risposta alla perdita è stata un atto di amore e solidarietà tangibile. Il piccolo Alberto se n’è andato a Torino nel settembre 2024, a otto anni. Ma la sua assenza ha generato un progetto unico.In sua memoria, infatti, è nato il «Pulmino dei sogni». L’iniziativa, gestita dall’impresa sociale La Casa di Alberto, ha lo scopo di trasformare il giorno di altri bambini malati e delle loro famiglie.
Si tratta di un servizio completamente gratuito. L’obiettivo è semplice ma vitale: accompagnare i piccoli pazienti e i loro cari fuori dall’ospedale per vivere momenti di svago e di ritrovata normalità.L’arcobaleno del Pulmino dei sogni è un’immagine quotidiana in Piazza Polonia, l’area che si trova proprio davanti all’ospedale Regina Margherita.

L’idea ha preso vita grazie alla donazione dell’ingegner Fabio Acume e all’allestimento offerto gratuitamente dalla Futur Car di Vigone.Il meccanismo è semplice: basta una telefonata al numero lasciato negli ospedali e i volontari si attiveranno subito per esaudire il desiderio di attività ludiche e leggere.
È la concretizzazione del motto che il piccolo ripeteva: “Quando tutti ti diranno che è impossibile, allora sarà possibile”.Oggi, mentre l’iniziativa regala sorrisi ai piccoli pazienti di Torino, si pensa anche alla causa di beatificazione per Alberto, sepolto a Pinerolo. Il Vescovo Olivero, che ha conosciuto il bambino, lo ha definito “un esempio di fede e speranza per tutti noi”.
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