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La complessa vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi si arricchisce di nuovi elementi grazie a un’informativa depositata dalla Guardia di Finanza di Brescia, che mette in discussione alcune versioni finora sostenute e apre nuovi scenari nell’indagine per corruzione in atti giudiziari coinvolgendo figure di rilievo.
Il documento, ora al vaglio del pubblico ministero Claudia Moregola, evidenzia come le modalità dei pagamenti effettuati da Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio, siano più compatibili con un tentativo di corruzione occulta piuttosto che con semplici spese legali. In particolare, le analisi delle finanze e dei documenti trovati nella casa della famiglia Sempio suggeriscono che i versamenti in contanti, per un totale di almeno 15mila euro, potrebbero celare accordi illeciti finalizzati a influenzare le decisioni giudiziarie.

Il punto focale dell’indagine è un appunto manoscritto rinvenuto in un quaderno, con la frase “Gip Venditti archivia per 20-30”, che secondo gli inquirenti potrebbe rappresentare un tentativo di condizionare l’archiviazione di un procedimento. Giuseppe Sempio ha sempre sostenuto che si trattasse di una semplice stima dei costi legali, ma le indagini puntano a verificare se dietro quella nota si celasse un accordo illecito tra soggetti coinvolti.
L’indagine si estende anche all’analisi dei dispositivi elettronici di Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia, già sequestrati e successivamente restituiti. La Procura ha disposto nuovi accertamenti sui computer, tablet e cellulari dell’ex magistrato, con l’obiettivo di recuperare eventuali dati cancellati o nascosti che possano confermare o smentire le ipotesi di corruzione.
Durante l’interrogatorio, Giuseppe Sempio ha ribadito la sua versione, sostenendo che il “pizzino” fosse solo un promemoria delle spese legali e che non vi fosse alcun intento illecito. La difesa, rappresentata dall’avvocato Liborio Cataliotti, ha invitato alla prudenza, sottolineando come l’unico elemento a supporto dell’accusa sia un semplice foglio, considerato poco più di nulla.
L’inchiesta, che si inserisce in un quadro investigativo sempre più ampio, potrebbe riaprire vecchie ferite e portare a nuovi sviluppi nel caso di uno dei delitti più discussi degli ultimi anni. La procura ha affidato a un consulente tecnico torinese, Matteo Ghigo, il compito di effettuare copie forensi dei dispositivi sequestrati, alla ricerca di tracce digitali che possano fare luce su eventuali retroscena ancora nascosti.
A distanza di 17 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a riservare colpi di scena, alimentando un interesse pubblico ancora vivo e una speranza di fare piena luce su una vicenda che ha segnato profondamente l’opinione pubblica italiana.
L’articolo Delitto di Garlasco, nuovi documenti: “Versamenti occulti dal padre di Sempio, ma non ai legali” proviene da Notizie 24 ore.
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