Lo Spid diventa a pagamento: cambia tutto in Italia, come continuare a usarlo gratuitamente

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Foto-1200x670-86-1024x576 Lo Spid diventa a pagamento: cambia tutto in Italia, come continuare a usarlo gratuitamente

Negli ultimi anni, il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) ha rappresentato un pilastro fondamentale per l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione e del mondo privato, offrendo agli utenti un modo semplice e sicuro per autenticarsi online. Tuttavia, il panorama sta rapidamente cambiando: dopo anni di gratuità, diversi gestori dell’identità digitale stanno annunciando l’introduzione di canoni annuali per il rinnovo o il mantenimento del servizio, segnando una svolta significativa per milioni di cittadini abituati a usufruire di un servizio gratuito.

Il cambiamento nel modello di finanziamento

Lo SPID nacque nel 2016 come servizio gratuito, grazie a convenzioni statali che garantivano ai provider privati i fondi necessari per gestire le piattaforme. Con il tempo, però, i finanziamenti pubblici si sono progressivamente ridotti, rendendo insostenibile il modello originario. La situazione si è complicata ulteriormente con la strategia del governo Meloni, che ha deciso di puntare con maggiore forza sulla Carta d’Identità Elettronica (CIE) e sull’IT Wallet, il nuovo portafoglio digitale nazionale. Questa scelta ha spostato risorse e attenzione verso altri strumenti di identità digitale, indebolendo il sostegno economico ai provider di SPID.

Le nuove tariffe e i provider che passano al pagamento

A partire dal 2025, l’accordo tra l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e i provider ha confermato la gratuità della versione base dello SPID, lasciando però ai singoli gestori la libertà di introdurre servizi premium o tariffe annuali per il mantenimento del servizio. Numerosi operatori hanno già annunciato il passaggio a modelli a pagamento: tra questi, InfoCert introdurrà un canone di 5,98 euro IVA inclusa a partire da luglio 2025, mentre Aruba applicherà un costo di 4,90 euro all’anno dal secondo anno di abbonamento. Anche Register.it ha fissato un prezzo di 9,90 euro, con possibilità di arrivare fino a 80 euro in base al metodo di riconoscimento scelto.

Altri provider, come Namirial, hanno adottato un modello “freemium”: offrono una versione base gratuita, limitata ai servizi privati, e una versione completa a 9,90 euro per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione. È prevedibile che, nei prossimi mesi, anche altri gestori rivedano le proprie tariffe per adeguarsi alle nuove dinamiche di mercato.

Le eccezioni: PosteID e altri operatori ancora gratuiti

Non tutti i provider hanno deciso di abbandonare la gratuità. Tra i principali che continueranno a offrire lo SPID senza costi figurano PosteID, Lepida ID, Sielte ID, Etna ID, ID InfoCamere, Intesi Group ID, TeamSystem ID e Spid Italia ID. Tuttavia, in alcuni casi, i metodi di riconoscimento tramite webcam o operatore remoto potrebbero prevedere un piccolo costo una tantum.

Cosa devono fare gli utenti

Per gli utenti, la raccomandazione è di monitorare regolarmente le comunicazioni del proprio provider e di consultare l’area personale per eventuali aggiornamenti sulle tariffe. Chi desidera continuare a utilizzare lo SPID senza sostenere costi può considerare di migrare verso un gestore che garantisce ancora la gratuità, come PosteID, che ha confermato la sua offerta gratuita fino al 2030.

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