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Una mattina di routine si è trasformata in una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità del Casentino. Nel cortile dell’asilo nido Ambarabà Ciccì Coccò di Soci, frazione di Bibbiena, il piccolo Leonardo Ricci, appena due anni, ha perso la vita in circostanze drammatiche mentre giocava con i suoi compagni. L’intera area è stata posta sotto sequestro mentre le autorità indagano sulle cause di questa tragica fatalità.

L’incidente si è verificato poco dopo l’inizio delle attività mattutine. Secondo le prime ricostruzioni, il laccio della felpa del bambino si sarebbe impigliato in un ramo di una siepe, stringendogli il collo e impedendogli di respirare. Un episodio fulmineo e assurdo che ha lasciato senza parole genitori, insegnanti e tutta la comunità. Immediatamente è scattato l’allarme: l’elisoccorso Pegaso è atterrato a pochi metri dall’asilo, mentre i soccorritori hanno tentato invano di rianimare Leonardo, che a tratti sembrava riprendere a respirare. Purtroppo, nonostante oltre un’ora di manovre di rianimazione, il piccolo non ha più ripreso vita.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri del reparto scientifico di Firenze, che hanno raccolto campioni e rilievi fotografici per ricostruire con precisione quanto accaduto. La scuola, frequentata da circa sessanta bambini e gestita da undici educatrici e cinque assistenti, è stata temporaneamente chiusa per verifiche sulla sicurezza e sulla sorveglianza. Le insegnanti presenti al momento dell’incidente sono state ascoltate come persone informate sui fatti, mentre le autorità cercano di capire se ci siano state negligenze o carenze nei controlli.

La comunità di Soci è profondamente sconvolta. Le strade sono silenziose, i fiori, i peluche e i messaggi di cordoglio si moltiplicano davanti ai cancelli dell’asilo, mentre il sindaco Filippo Vagnoli ha proclamato il lutto cittadino, invitando tutti al rispetto e al silenzio. La perdita di Leonardo, conosciuto e amato da tutti, ha lasciato un vuoto incolmabile: “Non si può morire così, a due anni, nel giardino di un nido”, ha commentato con voce rotta la prozia del bambino.
La famiglia Ricci, molto conosciuta in paese, si trova ora a dover affrontare un dolore indescrivibile. I genitori, Alessandro e Caterina, sono corsi dal lavoro appena ricevuta la terribile notizia, assistendo impotenti ai tentativi di salvataggio del loro piccolo. I nonni sono distrutti dal dolore, incapaci di trovare parole di conforto.

Le autorità hanno annunciato che l’autopsia e le analisi sul posto forniranno ulteriori chiarimenti sulle cause dell’incidente. La Procura di Arezzo, guidata dalla pm Julia Maggiore, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti, affidando le indagini ai carabinieri e ai tecnici del reparto scientifico. L’obiettivo è capire se si sia trattato di una tragica fatalità o se, invece, si possano individuare eventuali responsabilità o negligenze.
Il caso di Leonardo ha riacceso il dibattito sulla sicurezza negli ambienti educativi e sulla necessità di controlli più stringenti. La vicinanza delle istituzioni e della comunità si unisce al dolore di una famiglia distrutta e di un paese che si stringe attorno al ricordo di “Leonardo dagli occhi chiari”, simbolo di un dolore che nessuno potrà dimenticare.
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DALL’ITALIA
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