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Nel cuore verde e silenzioso dell’Abruzzo, in provincia di Chieti, la luce del giorno fatica a filtrare tra la fitta vegetazione. Il bosco rappresentava il confine, il muro protettivo che i coniugi Trevallion-Birmingham hanno eretto attorno alla loro esistenza, scegliendo un casolare isolato come rifugio.
Per molto tempo, il loro quotidiano è rimasto sospeso tra l’autonomia e l’ombra. Poi, l’attenzione delle istituzioni si è fatta sempre più forte .Per i tre bambini, nati e cresciuti in quell’ambiente fuori dalle regole, si è messo in moto un complesso meccanismo di assistenza legale e sociale.
Le offerte di aiuto erano chiare e concrete: dalla possibilità di un alloggio temporaneo, magari in hotel, fino a un progetto dettagliato per la ristrutturazione della casa. Ma è proprio su quel ponte gettato tra l’isolamento e la società che è arrivata la notizia più inattesa che, in un batter di ciglia, ha fatto molto rumore.

A parlarne, in questi minuti, sono i siti d’informazione di tutto il mondo, in quanto il caso della famiglia nel bosco, così come è stato ribattezzato dalla cronaca nazionale, è uno dei più divisivi, sul fronte della pubblica opinione, tra chi , a spada tratta, si è schierato apertamente con i due coniugi, e chi, al contrario, da’ pienamente ragione al Tribunale dei minori.
Ora, però, la decisione è stata presa , in merito alla famiglia nel bosco, e si parla di rinuncia ma cosa sta succedendo?

Pare proprio che l’ultimo anello della catena, quello che avrebbe potuto trovare un compromesso, abbia ceduto e la notizia, battuta in questi minuti, ha scosso milioni di utenti che stanno seguendo il caso della famiglia nel bosco.
Nathan e Catherine hanno detto un no assoluto e la loro opposizione ha creato un vuoto incolmabile, lasciando a terra ogni ipotesi di mediazione. L’ultimo anello della catena di protezione ha ceduto. Questo ha portato il loro legale, che per primo aveva cercato di rappresentarli, a prendere la decisione di farsi da parte, rimettendo il suo incarico.
La formalizzazione è arrivata con la forza di una sentenza non scritta. L’avvocato Angelucci, legale che per primo aveva assistito la famiglia del bosco di Chieti, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico. Dietro il passo indietro c’è l’evidenza di un rifiuto categorico. I coniugi Trevallion-Birmingham hanno respinto l’intero progetto di assistenza. Nello specifico, come ha chiarito il professionista, i genitori non hanno accettato nessuna delle due ipotesi di supporto proposte.

Hanno detto no sia all’offerta di una sistemazione provvisoria in una struttura alberghiera, sia al piano per la ristrutturazione del casolare.Al di là delle decisioni dei genitori, l’attenzione principale delle autorità resta focalizzata sui tre bambini. Da quanto emerge dalle verifiche, i minori si trovano in buone condizioni di salute. I minori sono visitati e seguiti quotidianamente da un’équipe medica direttamente all’interno dell’abitazione.
Nonostante il monitoraggio sul posto, la conclusione del percorso legale, che procede in modo autonomo rispetto alla volontà dei coniugi, porterà a una risoluzione definitiva. Dopo l’iter in corso, i bambini dovrebbero essere trasferiti in una struttura protetta. Ora in tanti si chiedono: chi prenderà il posto dell’avvocato Angelucci?
L’articolo “Ha rinunciato”. Bimbi nel bosco, la decisione è stata presa proviene da Notizie 24 ore.
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Notizie 24 ore
DALL’ITALIA
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