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Il calendario segna gli ultimi giorni di novembre, ma la mente dei dipendenti pubblici e non solo è già immersa nel gelo di dicembre. Non si trattava della temperatura esterna: era l’ansia sottile, la grande aspettativa che precede ogni anno il rito dell’accredito di fine anno.
Sotto il velo di normalità della Pubblica Amministrazione, l’intero sistema NoiPA pulsava, pronto a rilasciare l’unica vera garanzia economica in vista delle feste. Per l’Italia era solo un pagamento; per migliaia di lavoratori era la boccata d’ossigeno vitale.
Per il personale dipendente l’attesa è sempre stata una partita giocata in anticipo, una verifica costante del cedolino. Quei soldi erano sono stati stanziati per le spese natalizie, per chiudere qualche debito o, semplicemente, per respirare. La vera tensione, però, non era legata al se, ma al quando l’accredito avrebbe avrà luogo: le date precise, infatti, variano leggermente da comparto a comparto.

Il meccanismo di calcolo resta un’incognita complessa e spesso fonte di frustrazione. Da sempre è necessario un allineamento perfetto tra i giorni lavorati e la fredda logica del sistema di gestione stipendi. L’ansia sale soprattutto per chi ha un contratto a tempo determinato, dove ogni mese non retribuito si traduce in una mancanza concreta sulla gratifica finale.
Ogni notifica, ogni click sulla piattaforma, poteva essere il segnale. Il segnale che la tredicesima, il bonus di dicembre 2025, è finalmente visibile. Eppure, il punto cruciale resta uno: chi, tra il personale, riceverà l’importo completo e chi, invece, vedrà la cifra decimata dalla formula dei dodicesimi?

Si avvicina l’accredito dell’agognata tredicesima, la mensilità aggiuntiva di fine anno deve essere versata entro dicembre ai dipendenti e ai pensionati, calcolata in base alla retribuzione solare. Pari ad un dodicesimo di quanto corrisposto negli ultimi 12 mesi (se lavorati interamente o con accredito continuativo della pensione), per il 2025 non riserva particolari sorprese ne bonus aggiuntivi e quindi si calcola in modo ordinario.
La tredicesima mensilità spetta a tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, part-time e full-time, domestici come colf e badanti e pensionati. Non spetta invece a collaboratori e parasubordinati. Si differenzia dallo stipendio netto per i seguenti elementi: l’importo è differente, dovendo sottrarre dal calcolo i contributi previdenziali e fiscali; sul rateo non spettano le detrazioni per lavoro dipendente.
L’importo della tredicesima dipende dall’ammontare dello stipendio e dal numero di mensilità lavorate nell’ultimo anno. Come base di calcolo si utilizzano le retribuzione lorde, dalle quali calcolare il netto spettante in base alla tassazione cui si è soggetti.

Si tratta di voci che sono riportate in busta paga. Per conoscere l’importo della tredicesima mensilità è necessario effettuare il seguente calcolo: retribuzione lorda mensile * numero di mesi lavorati)/12importo ottenuto – ritenute fiscali e previdenziali.
Solitamente la 13esima mensilità arriva attorno alla metà di dicembre quindi potrebbe già essere erogata a partire dal 15 del prossimo mese. Insomma un momento di respiro economico per moltissime famiglie che sono i ndifficotà in questo periodo e che hanno dovuto magari affrontare spese impreviste.
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