Crans-Montana, morte le sorelle Alicia e Diana: sono le vittime italiane più giovani

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Screenshot-2026-01-06-alle-11.05.41-1-1024x576 Crans-Montana, morte le sorelle Alicia e Diana: sono le vittime italiane più giovani

Una notte di festa si è trasformata in un dramma atroce che ha sconvolto l’intera Europa. Nella località turistica di Crans-Montana, alle prime ore del Capodanno, un incendio devastante ha portato alla morte di 40 persone, tra cui 6 italiani e 34 cittadini provenienti da diversi Paesi europei. Il bilancio, già pesante, si è ulteriormente aggravato con la tragica perdita di due ragazze italiane, Alicia e Diana Gunst, di 15 e 14 anni, che avevano la doppia nazionalità italo-svizzera.

Le due adolescenti, appartenenti alla comunità ebraica di Losanna, avevano deciso di trascorrere la brindisi di fine anno con amici in uno dei locali più frequentati della zona, il locale Le Constellation. Secondo le prime ricostruzioni, le scintillanti fontanelle accessibili ai giovani sarebbero state alla base dell’incendio, che si è rapidamente propagato rendendo impossibile la fuga. I soccorsi, intervenuti tempestivamente, hanno trovato i corpi delle vittime in condizioni drammatiche, tanto da rendere necessarie analisi genetiche per l’identificazione.

Le sorelline Gunst, le più giovani tra le vittime, sono state identificate solo dopo un estenuante lavoro di analisi del profilo genetico, reso indispensabile dall’estrema gravità delle condizioni in cui sono stati rinvenuti i corpi. La conferma della loro morte è arrivata dopo aver ricevuto comunicazioni dal governo svizzero e dalla comunità ebraica di Losanna, che nelle ore successive alla tragedia si è stretta attorno alla famiglia con messaggi di cordoglio e preghiere.

La comunità ebraica di Losanna ha espresso il proprio dolore con diversesposte pubbliche, sottolineando il proprio sincero cordoglio: «È con grande tristezza che annunciamo la perdita di Alicia e Diana, due giovani vite spezzate in una serata di festa». Le immagini delle ragazze, ritratte in abiti eleganti mentre celebravano il Capodanno, hanno fatto il giro dei social network, simbolo di un momento di gioia finito in tragedia.

Un bilancio ancora provvisorio ma sconvolgente, che vede 40 persone (tra cui 6 italiani) perdere la vita e altri 116 feriti, 14 dei quali italiani, alcuni in condizioni critiche. La tragedia ha scosso non solo la Svizzera ma l’intera Europa, suscitando un’ondata di solidarietà e di dolore condiviso, mentre crescono i dubbi sulle cause dell’incendio e sulle misure di sicurezza adottate.

Le autorità locali stanno indagando sulle cause dell’incendio, ma il primo elemento sembra indicare l’uso imprudente della fontanella scintillante come possibile innesco. La consapevolezza della fragilità delle situazioni di emergenza e dell’importanza delle norme di sicurezza in eventi pubblici si intreccia con il dolore popolare di fronte a questa perdita irreparabile di giovani vite.

Crans-Montana, una località conosciuta per il suo fascino invernale, si ritrova in lutto, mentre famiglie e comunità si interrogano su come si possa prevenire simili tragedie in futuro. Un evento che resterà nel ricordo di molti come uno dei più dolorosi degli ultimi anni, un dramma che testimonia quanto siano fragile i momenti di gioia e quanto possano essere improvvisi e devastanti i colpi del destino.

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