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È morta questa mattina Valeria Fedeli, figura di spicco del sindacalismo, della politica e della società civile italiana. La scomparsa dell’ex ministra dell’Istruzione, avvenuta all’età di 76 anni, ha suscitato immediatamente cordoglio e commozione tra i leader politici, i sindacalisti e il mondo della sinistra, che la ricordano come una donna di grande impegno, coerenza e passione.
Nata a Treviglio, in provincia di Bergamo, nel 1949, Valeria Fedeli ha costruito la sua lunga carriera tra il mondo sindacale e quello politico. Dirigente di primo piano della Cgil, ha ricoperto ruoli di rilievo nella Federazione lavoratori del tessile, abbigliamento, cuoio e calzature, assumendo anche la guida della federazione stessa come segretaria generale. La sua attività sindacale si è distinta per aver affrontato le trasformazioni dell’industria italiana e sostenuto battaglie fondamentali per la tutela dei lavoratori e delle condizioni di lavoro.

Nel 2012, Fedeli ha ampliato il suo impegno sociale assumendo il ruolo di vicepresidente di Federconsumatori, dedicandosi alla difesa dei diritti dei cittadini e dei consumatori. Quell’anno, decide di lasciare l’attività sindacale per dedicarsi interamente alla vita politica, entrando nel Partito Democratico e venendo eletta senatrice nel 2013. Nel suo percorso parlamentare, è stata vicepresidente del Senato, anche temporaneamente presidente dell’Aula, nel 2015, successivamente entrata nel governo di Paolo Gentiloni come ministra dell’Istruzione, incarico che ha ricoperto fino al 2018.

Il suo mandato da ministra è stato caratterizzato da sfide e complessità nel rapporto con il mondo della scuola e dell’università, ma anche da un forte impegno per l’inclusione e i diritti civili. Successivamente, è stata eletta nuovamente senatrice nel 2018, lasciando le istituzioni nel 2022, ma mantenendo vivo il suo ruolo di voce critica sui temi sociali e civili.
Valeria Fedeli è stata anche una figura di riferimento nel femminismo italiano: tra le fondatrici del comitato “Se non ora, quando?”, nato per promuovere la parità di genere e contrastare le rappresentazioni sessiste nella politica e nei media. La sua vita privata la vedeva sposata con il senatore Achille Passoni, anch’egli sindacalista Cgil, e residente a Roma.
Il primo a commentare la notizia della sua scomparsa è stato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che su X, ex Twitter, ha espresso: “La notizia della morte di Valeria Fedeli colpisce e addolora. Ha sempre vissuto con convinzione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo. Alla sua famiglia e a chi le ha voluto bene – conclude Meloni – vanno le mie più sincere condoglianze in questo momento di dolore”.

Anche il mondo della sinistra italiana ha espresso il suo cordoglio. L’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, attraverso un post su X, ha ricordato Fedeli come “una donna coraggiosa, battagliera e capace di dialogo”, aggiungendo: “Riposi in pace”. Matteo Renzi, invece, ha ricordato la sua sensibilità e lucidità, sottolineando: “Era facile volerle bene ed era bello farlo”. A tutti i loro cari, alle sue molte battaglie e al suo impegno di una vita, vanno l’affetto e le condoglianze più sincere di tutta Italia Viva.
Con la scomparsa di Valeria Fedeli, il mondo politico e sindacale italiano perde una protagonista di primo piano, esempio di rigore, impegno e coerenza. La sua figura rimarrà un punto di riferimento per le future generazioni impegnate sui temi sociali, civili e del lavoro.
L’articolo È morta Valeria Fedeli, sindacalista e ministra dell’Istruzione durante il governo Gentiloni proviene da Notizie 24 ore.
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