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Da diversi mesi il nome di Vittorio Sgarbi era sparito dalla scena pubblica, alimentando una crescente preoccupazione sulle sue condizioni di salute. Le voci circolate in questo periodo hanno dipinto un quadro allarmante: secondo indiscrezioni, il critico d’arte sarebbe stato colpito da una forte depressione, tanto da apparire estremamente provato e dimagrito, fino a richiedere addirittura un ricovero ospedaliero.
A confermare le difficoltà vissute in questi mesi sono stati i suoi familiari, che non hanno nascosto la loro apprensione. Per chi è abituato a immaginare Sgarbi sempre carico di energia, polemico e sopra le righe, l’idea di vederlo inerme a letto e privo di stimoli è apparsa quasi inconcepibile. La sua assenza dai riflettori ha dunque suscitato grande allarmismo tra i fan.
Nelle ultime ore, però, è arrivato un segnale positivo che ha ridato speranza ai tanti che lo seguono. Sui social è infatti comparso uno scatto inedito che mostra Sgarbi nuovamente in pubblico. La foto è stata realizzata in occasione della sua presenza al seggio di San Severino, il comune in cui risiede, in concomitanza con le recenti consultazioni elettorali.

Nonostante appaia ancora visibilmente smagrito e lontano dalla sua forma migliore, la sua riapparizione ha rassicurato molti. È chiaro che i mesi appena trascorsi lo abbiano messo a dura prova, ma il ritorno in scena lascia intravedere un percorso di recupero.
Intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera, Vittorio Sgarbi ha voluto rassicurare sulle sue condizioni, confessando il calvario patito in questi ultimi mesi. A suscitare grande scalpore è soprattutto una rivelazione inedita sul suo patrimonio. Svelato per la prima volta a quanto ammonta e a chi andrà. “Non sono più miei…”.
Vittorio Sgarbi è tornato a parlare di sé dopo mesi difficili, ammettendo al Corriere della Sera di aver vissuto una fase di profonda depressione. La sua riapparizione pubblica al seggio elettorale di San Severino, dove ha la residenza, ha colpito l’opinione pubblica: magro, segnato e privo dei suoi celebri occhiali.
Nell’intervista, Sgarbi ha spiegato che la causa del suo crollo non è stata la sconfitta elettorale alle Europee, come molti hanno ipotizzato, ma la fine della sua esperienza di governo. Dopo le dimissioni da sottosegretario alla Cultura, ha detto di essersi sentito vittima di una “ingiustizia assoluta”, riconosciuta soltanto da pochi, perfino all’interno del suo stesso partito.
Da lì sarebbe iniziata una spirale negativa: la perdita di entusiasmo, l’assenza di desideri e persino il rifiuto del cibo. La situazione familiare non lo ha aiutato. Dei suoi tre figli, Evelina ha addirittura richiesto la sua interdizione, scelta che Sgarbi definisce incomprensibile. Di contro, la figlia Alba ha preso le sue difese, mostrando grande vicinanza, mentre Carlo ha preferito non schierarsi.

Nella stessa intervista, il critico ha fatto una rivelazione sorprendente sul suo patrimonio artistico. La sua collezione personale, composta da circa cinquecento opere, non sarà trasmessa ai figli. Sgarbi ha infatti deciso di destinare tutti i quadri alla Fondazione Cavallini-Sgarbi, privandosene formalmente. “Non sono più miei – ha spiegato – appartengono all’Italia, non possono uscire dal Paese né essere venduti singolarmente”.
Una scelta che lega indissolubilmente il suo nome alla tutela del patrimonio culturale nazionale. Infine, Sgarbi ha voluto ringraziare il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova, per averlo aiutato a riscoprire i valori fondamentali della vita.
L’articolo Sgarbi, la confessione choc sul patrimonio: a quanto ammonta e a chi andrà proviene da Notizie 24 ore.
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