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La strage di Crans-Montana continua a sollevare interrogativi inquietanti e a delineare un quadro sempre più cupo di responsabilità, omissioni e presunte violazioni delle norme di sicurezza. A distanza di tempo da quella notte di Capodanno trasformata in un inferno, con 40 vittime intrappolate dalle fiamme, l’inchiesta sta scavando a fondo nel passato del locale e nelle scelte compiute dai suoi proprietari. Decisioni che, oggi, assumono un peso drammatico e potrebbero rivelarsi decisive per stabilire colpe penali gravissime.
Al centro dell’indagine ci sono lavori di ristrutturazione, materiali potenzialmente pericolosi e uscite di sicurezza contestate, elementi che potrebbero aver trasformato un luogo di festa in una trappola mortale. Nel 2015, quando i coniugi Jacques Moretti e Jessica Moretti acquistarono il locale Le Constellation, effettuarono dei lavori di ristrutturazione sui quali oggi gli inquirenti stanno indagando.
Crans-Montana, recuperate le foto cancellate dai coniugi Moretti
È probabile che quell’intervento possa aver abbassato il livello di sicurezza. Di certo, i due proprietari dell’impianto dove si è consumata la strage di Capodanno con 40 morti, quei lavori hanno cercato di insabbiarli per quanto possibile, cancellando le foto che erano state pubblicate su Facebook. Foto che il quotidiano svizzero Blick ha recuperato. Nelle istantanee si vede un sorridente Jacques Moretti sul cantiere. Il proprietario è poi inquadrato alla base della scala che sarebbe stata ristretta, favorendo una maggiore capienza in barba alle norme di sicurezza e ovviamente problemi nell’uscita delle persone che cercavano di salvarsi la vita la sera di Capodanno.

Infine, si vede Jessica Moretti durante le operazioni per installare i pannelli sul soffitto dai quali in pochi attimi si è propagato il devastante incendio. Proprio questi pannelli potrebbero costare ai due 20 anni di reclusione, nel caso in cui venisse accertato che i Moretti erano a conoscenza dell’alta infiammabilità del materiale di cui sono composti. Dalle analisi degli inquirenti sui lavori è emerso che “la velocità con cui si sono propagate le fiamme suggerisce che le norme di sicurezza antincendio non siano state rispettate”. Si dovrà chiarire tra l’accusa di omicidio colposo e quella di dolo eventuale (erano a conoscenza del rischio e lo hanno accettato). Tra le due, ballano diversi anni di galera e una responsabilità maggiore nella strage.
Infine, proprio per quei lavori Jacques Moretti era stato condannato per sfruttamento del lavoro in nero. L’imprenditore ha raccontato agli inquirenti di aver pagato una multa per aver fatto lavorare un operaio romeno senza contratto. Lo riporta ancora Blick.



C’è poi la questione dell’uscita di sicurezza mancante. Secondo quanto riportato da RTS, Jacques e Jessica Moretti stanno accusano un lavoratore stagionale di aver chiuso la porta d’uscita (quella che sarebbe costata la morte a Cyane Panine) poco dopo l’una di notte e di essere poi fuggito “in fretta” in Francia. Jessica Moretti ha appreso questa versione da un dipendente, che ha riferito di essersi confidata con l’autore del gesto. Pare che Jacques Moretti abbia poi inviato un messaggio all’uomo, esortandolo a non fuggire, ma a prendersi le proprie responsabilità.
Tuttavia, questa versione dei fatti contrasta direttamente con la dichiarazione rilasciata dal cameriere alla polizia. L’uomo, interrogato la mattina del primo gennaio, ha affermato che la porta era già chiusa a chiave quando è arrivato e che non sapeva chi l’avesse chiusa. Pertanto, le due versioni sono inconciliabili. Inoltre, il tempestivo interrogatorio della polizia smentisce qualsiasi tentativo di fuga.
In ogni caso, Jacques Moretti continua a negare che la porta fosse un’uscita di sicurezza, sostenendo che fosse semplicemente una “porta di servizio”. Tuttavia, il fascicolo smentisce questa versione. Non è chiaro se il proprietario fosse effettivamente a conoscenza delle uscite di sicurezza del suo bar o se non avesse la documentazione necessaria. Un nodo cruciale che potrebbe pesare in modo determinante sull’esito giudiziario di una delle più gravi tragedie avvenute sulle Alpi svizzere.
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