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Dal mese di agosto 2026 nei ristoranti europei cambierà qualcosa di molto concreto sulle tavole dei clienti. Ci sono delle cose che non potranno più essere servite nelle classiche bustine monouso, una pratica ormai diffusissima soprattutto nella ristorazione veloce. A stabilirlo è il nuovo regolamento europeo Ppwr, Packaging and packaging waste regulation, entrato ufficialmente in vigore nel gennaio 2025 e destinato a incidere in modo profondo sulle abitudini di consumo e sull’organizzazione di bar, ristoranti e hotel.
Il divieto non riguarda soltanto le salse, ma si estende anche a prodotti come zucchero, marmellate e burro, fino ad arrivare agli articoli per l’igiene personale. Shampoo, detergenti e altri prodotti monodose utilizzati nelle strutture alberghiere dovranno essere progressivamente eliminati, aprendo la strada a soluzioni alternative come i dispenser ricaricabili. Un cambiamento che coinvolge l’intero comparto della ristorazione e dell’ospitalità, chiamato a ripensare forniture e modalità di servizio.
Da agosto divieto nei ristoranti europei: cosa non si potrà più ordinare
Alla base del nuovo regolamento c’è un obiettivo ambientale preciso. L’Unione Europea punta a ridurre i rifiuti da imballaggio del 15% pro capite entro il 2040 rispetto ai livelli registrati nel 2018. Il Ppwr si inserisce in una strategia più ampia che mira a limitare gli imballaggi superflui e ad aumentare in modo significativo il ricorso a materiali riciclati, con particolare attenzione alla plastica, considerata una delle principali fonti di inquinamento. Dunque, non saranno servite bustine monouso di ketchup, maionese e altre salse.
Le scadenze fissate dal regolamento sono progressive ma stringenti. Entro il 2030, almeno il 35% degli imballaggi in plastica dovrà essere realizzato con materiale riciclato. Oltre alle bustine di salse e condimenti, rientrano nel perimetro della norma anche gli articoli monouso utilizzati negli hotel, che dovranno essere sostituiti da soluzioni ritenute più sostenibili dal punto di vista ambientale.

È nella seconda parte del dibattito che emergono però le maggiori criticità. Secondo i detrattori della norma, il cambiamento potrebbe comportare costi aggiuntivi per i gestori delle strutture, costretti a investire in nuovi sistemi di erogazione e in una gestione più complessa dei prodotti. A questo si aggiungono le preoccupazioni legate all’igiene, soprattutto alla luce di quanto avvenuto durante l’emergenza Covid, quando l’uso del monouso era stato incentivato proprio per garantire una maggiore sicurezza sanitaria.
Nonostante le perplessità sollevate dagli operatori del settore, l’Unione Europea continua a difendere con decisione il regolamento. Bruxelles sottolinea come i danni ambientali causati dalla plastica non riciclata, in particolare quella che finisce nei mari e nella catena alimentare, rendano necessario un cambio di rotta. Una scelta che, secondo i promotori, potrà risultare impegnativa nel breve periodo, ma indispensabile per ridurre l’impatto ambientale nel lungo termine.
L’articolo In ristoranti, bar, pizzerie e locali non si potranno chiedere e servire: nuove regole Ue, quando scattano proviene da Notizie 24 ore.
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