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Novak Djokovic riscrive ancora una volta la storia degli Australian Open, il torneo che più di ogni altro ha segnato la sua carriera. A Melbourne il campione serbo conquista l’accesso all’ennesima finale Slam, superando Jannik Sinner al termine di una maratona di oltre quattro ore chiusa 6-4 al quinto set, quasi all’una e mezza di notte.
Un successo che vale doppio: Djokovic non batteva l’azzurro da più di due anni e arrivava da cinque sconfitte consecutive contro di lui, spesso nette. Stavolta, invece, è stato il serbo a salire di livello nei momenti decisivi, ritrovando intensità, precisione e solidità mentale nei frangenti più delicati del match.
Quella andata in scena sulla Rod Laver Arena è stata una partita da record, per qualità e tensione. Djokovic l’ha paragonata alla storica finale del 2012 vinta contro Nadal dopo quasi sei ore di gioco. «Mi sembra tutto surreale», ha detto a caldo, visibilmente emozionato, durante l’intervista in campo con Jim Courier. «Sapevo che solo giocando con questa intensità e questa quantità di tennis potevo vincere».
Il serbo è apparso stremato, quasi in lacrime, ma anche consapevole di aver firmato una delle imprese più significative della sua carriera recente, soprattutto contro un avversario che negli ultimi tempi gli aveva creato enormi difficoltà.
Le parole per Sinner
Nonostante la tensione e la fatica, Djokovic ha voluto dedicare parole di grande rispetto a Sinner, protagonista di una prova di altissimo livello. «Aveva vinto le ultime cinque partite contro di me, ho dovuto cambiare numero di telefono, sapeva tutto di me», ha scherzato il serbo. «Quando ci siamo stretti la mano gli ho detto: “Grazie per avermi permesso di vincere almeno una volta”. Ho grande rispetto per lui, è un gran giocatore, ti porta sempre al limite».
Un riconoscimento importante per l’azzurro, che esce sconfitto ma conferma di appartenere stabilmente all’élite del circuito mondiale.
Verso una finale di fascino
Djokovic ha poi ringraziato il pubblico rimasto sugli spalti fino a notte fonda e ha accennato anche a Alcaraz, con cui aveva parlato nei giorni precedenti. «Mesi fa avevo detto che loro giocavano a un livello diverso e dovevo ritrovarlo anch’io. E l’ho ritrovato», ha spiegato.
La finale non sarà quella che molti tifosi italiani sognavano, ma mette di fronte ancora una volta il campione dei record e la nuova generazione. E a Melbourne, quando c’è Djokovic di mezzo, la storia non è mai finita.
L’articolo Djoko batte Sinner, poi rivela: “Ecco cosa gli ho sussurrato all’orecchio” proviene da Notizie 24 ore.
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