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Negli ultimi giorni e settimane il meteo in Italia è stato caratterizzato da una marcata instabilità atmosferica, con frequenti perturbazioni atlantiche che hanno interessato gran parte della Penisola e hanno fatto variare rapidamente condizioni climatiche e temperature. Questa tendenza dinamica è emersa chiaramente nelle previsioni e negli aggiornamenti meteorologici italiani recenti, con piogge continue, vento forte e improvvisi cambiamenti del tempo soprattutto al Nord e al Centro.
Un evento meteorologico significativo è stato il passaggio del ciclone “Harry”, che tra metà e fine gennaio 2026 ha portato venti forti, piogge torrenziali e mareggiate eccezionali soprattutto nel Sud Italia e in Sicilia. Le intense precipitazioni hanno determinato disagi, danni alle infrastrutture e un notevole stress per il sistema di protezione civile.
Inoltre, un’enorme frana a Niscemi, in Sicilia, è stata causata da queste piogge persistenti, costringendo all’evacuazione di oltre 1.000 persone e portando alla dichiarazione dello stato di emergenza nelle regioni meridionali. Al Nord e al Centro, invece, le ultime settimane sono state segnate da precipitazioni irregolari alternate a miglioramenti temporanei, con piogge localmente intense e temporali a tratti.

Le correnti atlantiche hanno favorito il passaggio di fronti perturbati che hanno portato piogge più frequenti rispetto alle medie stagionali, soprattutto in alcune aree del Nord Italia, dove si sono registrate anche oscillazioni termiche con cali di temperatura dopo il transito dei fronti.
L’Europa si trova nel mirino di un’imponente irruzione d’aria artica, destinata a innescare una fase invernale particolarmente intensa su gran parte del continente. La genesi di questo scenario è riconducibile al progressivo rafforzamento di un vasto anticiclone termico tra Scandinavia e Russia settentrionale. Questo potente “muro” di alta pressione, con valori che potrebbero superare i 1050 hPa, sta agendo come un blocco atmosferico.
La sua presenza devia il flusso delle correnti, aprendo un varco che canalizza masse d’aria gelida di origine continentale e artica verso l’Europa centro-orientale e i Balcani. Questa configurazione è favorita da un indebolimento del Vortice Polare, a sua volta legato a un evento di riscaldamento stratosferico. Le conseguenze previste dai principali centri meteorologici si annunciano estreme.
Il nucleo più freddo si abbatterà su Russia e Bielorussia, con temperature che potrebbero crollare fino a -35°C in pianura e minime attorno ai -28°C nella capitale Mosca. La Finlandia e la Scandinavia settentrionale, dove in Lapponia si sono già sfiorati i -40°C, rimarranno nel gelo profondo. L’interazione tra l’aria gelida e i mari relativamente più miti, come il Baltico e il Nero, fungerà da propulsore per intense precipitazioni nevose.

Bielorussia, Paesi Baltici, Polonia e Ucraina dovranno quindi affrontare non solo il freddo pungente, ma anche il rischio di bufere di neve e significativi accumuli, con potenziali disagi alle infrastrutture e alla viabilità. Per quanto riguarda l’Italia, la penisola rimarrà sostanzialmente ai margini dell’irruzione più violenta.
Tuttavia, tra la fine di gennaio e i primi di febbraio, potrebbero manifestarsi alcuni effetti indiretti. Sono attesi un sensibile calo delle temperature, venti di bora rinforzati sull’Adriatico e la possibilità di nevicate, anche a quote non elevate, sul Nord-Est e lungo alcuni settori dell’Appennino centrale. L’evoluzione richiederà un attento monitoraggio nelle prossime ore.
L’articolo Meteo Italia, in arriva una vera ondata di freddo: gelo estremo proviene da Notizie 24 ore.
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