Don Alberto Ravagnani, il comunicato della Chiesa sul prete influencer: “È la sua decisione”

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Negli ultimi anni ha rappresentato una delle figure italiane più riconoscibili e discusse del sui social, capace di parlare ai giovani con un linguaggio diretto e contemporaneo. Ora, però, arriva una svolta inattesa: il più noto tra i preti influencer ha deciso di fermarsi. Una scelta che apre interrogativi sul futuro del suo percorso umano, spirituale e comunicativo.

Il protagonista è don Alberto Ravagnani, 33 anni, ordinato sacerdote nel 2018. Due anni dopo l’ordinazione è approdato sui social network, dove i suoi contenuti sono rapidamente diventati virali. È stato ospite anche nel podcast di Fedez e oggi conta 284.000 follower su Instagram, 165.000 su YouTube e 135.000 su TikTok, con centinaia di video dedicati al dialogo tra fede e nuove generazioni.

Don Alberto Ravagnani, il comunicato della Chiesa sul prete influencer

Attraverso i social, Ravagnani ha provato a raccontare la religione cattolica in modo semplice, cercando di svecchiare l’immagine della Chiesa e costruire un ponte tra un’istituzione antica e un mondo giovanile sempre più distante. Fino a pochi giorni fa appariva regolarmente su Instagram in abiti sacerdotali, rendendo la notizia arrivata nelle ultime ore ancora più sorprendente.

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A comunicarla è stato il vicario generale dell’Arcidiocesi di Milano, con una nota diffusa anche da Famiglia Cristiana. “Ci ha comunicato la decisione di sospendere il ministero presbiterale”, si legge nel comunicato. “Con oggi non svolge più il compito di Vicario Parrocchiale e di Collaboratore della Pastorale Giovanile diocesana”.

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Nel testo si aggiunge: “La sofferenza che una simile decisione provoca in tante persone può diventare anzitutto occasione di preghiera e di affidamento al Signore”. L’Arcidiocesi invita inoltre a continuare ad accompagnare i giovani coinvolti nelle attività pastorali, specificando che la Parrocchia di San Gottardo continuerà a proporre l’adorazione eucaristica del giovedì sera, definita “un appuntamento prezioso e ricercato di preghiera, di riconciliazione e di fraternità”.

La decisione di sospendere il ministero potrebbe trovare spiegazione anche nel nuovo libro di Ravagnani, La Scelta, in uscita il 10 febbraio. “Finora ho raccontato le storie degli altri, dei ragazzi attorno a me. Ma stavolta ho scelto di raccontare la mia storia, la storia di un prete, e di quello che sta dietro al mio colletto… Racconto di me: la mia vocazione, il seminario, la vita da prete… E anche le mie domande, i miei dubbi, le mie crisi… È un libro che non ti aspetti“.

 

Ad anticipare possibili rivelazioni è stato lo stesso autore, che su Instagram ha pubblicato immagini di persone scioccate accompagnate dalla scritta: “Le reazioni quando uscirà il libro”. Al momento Ravagnani continua a postare contenuti sui social, ma esclusivamente legati alla promozione del volume, senza commentare direttamente la comunicazione diffusa da Famiglia Cristiana.

 

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Non è la prima volta che il sacerdote finisce al centro delle polemiche. Lo scorso ottobre aveva pubblicato un video sponsorizzato per un marchio di integratori: “Santo sì, ma anche sano. Pregare non basta ciccini. E allora? Gli integratori mi aiutano a rimanere forte per affrontare la missione“. Il filmato ha fatto il giro del web ed è stato discusso anche in trasmissioni come La Vita in Diretta.

Interpellato dai giornalisti, Ravagnani si era detto sereno: “Sono serenissimo. Sto proponendo una figura di prete che va oltre i cliché sacrali per “uscire” dove la Chiesa non arriva più…”. Secondo La Repubblica, la Curia di Milano avrebbe poi imposto uno stop alle sponsorizzazioni, notizia smentita dal sacerdote sotto un post di RTL 102.5: “No, no aspetta aspetta… in che senso scusate? Non mi risulta“. La radio ha quindi chiarito la posizione della Curia: “C’è stata una chiacchierata molto tranquilla… Nessuna sanzione disciplinare… la missione in un mondo digitale non viene bloccata”.

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