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In apparenza si è trattato di una celebrazione come tante: una chiesa gremita, una coppia di sposi, un sacerdote all’altare. Eppure, dietro i gesti codificati del rito, si è consumata una storia che intreccia famiglia, lutto e vocazione, trasformando un matrimonio in un evento dal valore simbolico raro, capace di raccontare un lungo percorso umano e spirituale.
A celebrare le nozze di Roberto e Sara è stato don Carlo Dei Lazzaretti, 72 anni, sacerdote e parroco italiano, ma soprattutto padre dello sposo. È stato lui a benedire l’unione del figlio, dopo averlo visto nascere, crescere e diventare adulto. Un doppio ruolo che ha dato alla cerimonia un significato particolare, fondendo la dimensione familiare con quella sacramentale.
Un parroco italiano celebra il matrimonio del figlio: la storia di don Carlo
La celebrazione si è svolta a Puebla, in Messico, nella parrocchia de “La Sagrada Familia de Nazaret”, dove don Carlo svolge il suo ministero. Qui, davanti a una comunità numerosa, il sacerdote ha pronunciato le parole del rito per il matrimonio del figlio, portando all’altare non solo la liturgia, ma anche una storia personale segnata da profonde trasformazioni.

Per gran parte della sua vita, infatti, Dei Lazzaretti è stato un apprezzato commercialista e tributarista a Lecce. Aveva costruito una famiglia solida, con tre figli e cinque nipoti, e conduceva un’esistenza scandita da lavoro, studio e responsabilità. La morte della moglie ha però spezzato quell’equilibrio, aprendo una crisi profonda che lo ha messo a lungo di fronte al silenzio e al dolore, fino a scuotere anche la sua fede.

La svolta matura nella parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli, a Lecce, grazie all’incontro con il Cammino neocatecumenale. Da quel percorso di ascolto e preghiera nasce una decisione inattesa: chiedere di diventare sacerdote. Una scelta possibile dal punto di vista canonico, poiché nella Chiesa cattolica un uomo rimasto vedovo può essere ordinato anche se padre di famiglia. La vocazione si consolida poi attraverso un’esperienza formativa che lo porterà all’ordinazione nel febbraio 2023.
Oggi don Carlo vive e opera in un quartiere popolare della grande area metropolitana di Puebla, accompagnando famiglie, giovani e anziani con uno sguardo segnato dall’esperienza di marito, padre e nonno. Una scelta inizialmente accolta con qualche perplessità dai figli, ma col tempo compresa e condivisa. Il matrimonio di Roberto ha reso visibile questo intreccio di ruoli: un padre che, dopo aver dato la vita al figlio, ne benedice l’unione, trasformando una storia di perdita in una testimonianza di servizio e continuità.
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