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Via libera in serata dal Consiglio dei ministri al nuovo decreto sicurezza, che introduce un pacchetto di norme più stringenti in materia di ordine pubblico, prevenzione della violenza e tutela delle forze dell’ordine. Le misure, contenute nella scheda di sintesi del provvedimento, mirano in particolare a contrastare episodi di violenza durante manifestazioni e assembramenti pubblici.
Divieto di manifestare dopo condanne per reati gravi
Tra le principali novità figura la possibilità, per l’autorità giudiziaria, di disporre il divieto di partecipazione a riunioni e manifestazioni pubbliche nei confronti di persone condannate per una serie di reati considerati di particolare gravità. Il provvedimento potrà essere applicato, tra gli altri casi, per attentati con finalità terroristiche, devastazione e saccheggio, nonché per lesioni commesse ai danni di appartenenti alle forze dell’ordine, personale sanitario e arbitri.
Nei confronti dei soggetti colpiti dal divieto, il questore potrà inoltre imporre l’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia negli orari in cui si svolgono le manifestazioni vietate. La violazione delle prescrizioni comporterà una pena da quattro mesi a un anno di reclusione.
Introdotto il fermo di prevenzione
Il decreto introduce anche il cosiddetto fermo di prevenzione, uno strumento che potrà essere utilizzato durante i servizi di ordine pubblico. Le forze di polizia avranno la facoltà di accompagnare e trattenere fino a dodici ore persone ritenute potenzialmente pericolose per il pacifico svolgimento delle manifestazioni.
Il fermo potrà essere disposto sulla base di elementi concreti, come il possesso di armi o oggetti atti a offendere, l’utilizzo di strumenti per il travisamento o la presenza di precedenti specifici legati a episodi di violenza.
Tutele procedurali per forze dell’ordine e cittadini
Sul fronte delle garanzie, il testo prevede una procedura preliminare del pubblico ministero nei casi in cui emerga in modo evidente una causa di giustificazione, come la legittima difesa o l’adempimento del dovere. La misura è pensata per disciplinare l’attività investigativa, assicurando al contempo le tutele difensive delle persone coinvolte, in particolare degli operatori delle forze dell’ordine.
Stop alla vendita di coltelli e armi improprie ai minori
Il decreto introduce inoltre il divieto di vendita ai minori di armi improprie, in particolare strumenti da punta e taglio. Il divieto si estende anche alle vendite online e tramite piattaforme elettroniche.
Per gli esercenti sono previste sanzioni amministrative fino a 12mila euro in caso di violazioni reiterate, oltre alla possibile revoca della licenza. È previsto anche l’obbligo di tenere un registro elettronico delle vendite, pena ulteriori sanzioni.
Immigrazione e nuovi reati ostativi
Il provvedimento interviene infine sul Testo unico sull’immigrazione, introducendo nuovi reati ostativi all’ingresso in Italia, tra cui l’alterazione di armi e la fabbricazione di esplosivi non riconosciuti. L’obiettivo è rafforzare il sistema di prevenzione e controllo in materia di sicurezza nazionale.
Le nuove norme entreranno in vigore sessanta giorni dopo la pubblicazione del decreto legge.
L’articolo Sicurezza, il decreto approvato: fermo di prevenzione, stop ai coltelli per i minori e nuove misure contro i disordini proviene da Notizie 24 ore.
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DALL’ITALIA, POLITICA
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