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Si chiude con un patteggiamento la vicenda del neonato morto nella culla termica della parrocchia di San Giovanni Battista a Bari, un caso che aveva profondamente scosso l’opinione pubblica e riacceso il dibattito sulla sicurezza di questi dispositivi pensati per salvare i bambini abbandonati.
Il parroco della chiesa, Don Antonio Ruccia, ha deciso di patteggiare una pena di un anno di reclusione per omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del piccolo. La decisione è arrivata davanti al giudice durante l’udienza preliminare.
La tragedia nella culla termica
Il dramma si è consumato nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2023 quando un neonato fu lasciato nella culla termica installata all’esterno della chiesa nel quartiere Poggiofranco di Bari.
La culla termica è un dispositivo progettato per consentire alle madri in difficoltà di lasciare un neonato in modo anonimo ma sicuro, attivando automaticamente un allarme che avvisa i responsabili della struttura e i soccorsi.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini, però, il sistema di allarme non avrebbe funzionato correttamente, impedendo un intervento tempestivo.
Quando qualcuno si accorse della presenza del piccolo, purtroppo era ormai troppo tardi.
Le indagini della Procura
Dopo la tragedia la Procura di Bari ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità.
Gli investigatori si sono concentrati sul funzionamento della culla termica e del sistema di segnalazione, verificando se il dispositivo fosse stato installato e mantenuto correttamente.
Le perizie tecniche hanno evidenziato alcune criticità nel sistema di allarme, elemento che ha portato all’accusa di omicidio colposo nei confronti del parroco responsabile della struttura.
Il patteggiamento
Nel corso del procedimento giudiziario don Ruccia ha scelto la strada del patteggiamento, concordando con la Procura una pena di un anno di reclusione, evitando così il processo.
Il patteggiamento consente una riduzione della pena rispetto a quella che potrebbe essere inflitta al termine di un dibattimento.
Il dibattito sulle culle termiche
La vicenda ha riacceso il dibattito sull’utilizzo delle culle termiche, presenti in diverse città italiane e pensate per offrire una soluzione sicura alle madri che non possono occuparsi del proprio bambino.
Molti esperti sottolineano che questi strumenti hanno salvato numerose vite negli ultimi anni, ma richiedono controlli costanti e sistemi di sicurezza perfettamente funzionanti.
Il caso del neonato morto nella culla termica di Bari resta una tragedia che ha segnato profondamente la comunità e ha spinto a chiedere controlli più severi su tutte le strutture simili presenti nel Paese.
L’articolo Neonato morto nella culla termica della chiesa a Bari: il parroco patteggia un anno proviene da Notizie 24 ore.
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