Guerra, Iran chiude tutti i canali di comunicazione con gli Stati Uniti: non ci sarà nessun negoziato. Trump: “Stanotte morirà un’intera civiltà”

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La situazione tra Stati Uniti e Iran si avvicina a una fase decisiva e altamente instabile, con sviluppi che coinvolgono anche altre potenze internazionali e minacciano la stabilità della regione e del sistema energetico mondiale. Mentre il countdown per l’ultimatum imposto da Donald Trump sta per scadere, le parole del presidente americano sono state drammatiche: “Un’intera civiltà morirà stanotte”, un’allusione alle conseguenze di un possibile escalation militare. Tuttavia, da Teheran arrivano segnali di chiusura totale al dialogo: tutte le comunicazioni diplomatiche sono state sospese e nessun negoziato è in corso, secondo fonti ufficiali iraniane.

Le tensioni si sono intensificate nelle ultime ore con una serie di attacchi e scontri: dall’isola di Kharg, importante punto di esportazione petrolifera iraniana, a nuove esplosioni a Teheran, che hanno danneggiato anche una sinagoga, simbolo di un clima di crescente ostilità. La regione del Golfo Persico è sotto una pressione militare estrema, con sette missili iraniani lanciati verso l’Arabia Saudita, intercettati ma con frammenti caduti nelle vicinanze di infrastrutture strategiche.

In un quadro di guerra di logoramento, anche gli attacchi con droni e bombardamenti mirati sono all’ordine del giorno. Israele, alleato chiave degli Stati Uniti, ha intensificato i raid contro obiettivi iraniani, mentre le autorità israeliane hanno avvertito i cittadini iraniani di non utilizzare i treni nelle prossime ore, in un tentativo di prevenire possibili attacchi o incidenti. La tensione si riflette anche nella regione turca, dove si sono verificati scontri davanti al consolato israeliano di Istanbul, con tre morti.

Sul fronte diplomatico, le speranze di un accordo si fanno sempre più flebili: le negoziazioni tra Washington e Teheran sono considerate pessimistiche, con un divario ormai incolmabile sulle questioni centrali, tra cui la riapertura dello Stretto di Hormuz. La minaccia di escalation militare cresce di ora in ora, alimentata anche da operazioni segrete e attacchi mirati contro infrastrutture iraniane, come l’isola di Kharg e il complesso sotterraneo dei Pasdaran colpito dai bombardieri statunitensi.

A complicare ulteriormente il quadro, emergono notizie inquietanti sulla salute della Guida Suprema iraniana, Khamenei, che secondo intelligence israeliana e americana sarebbe in stato di incoscienza e sotto cure mediche a Qom. Questa eventualità potrebbe avere ripercussioni significative sulla stabilità del regime e sulle decisioni politiche in Iran.

Nel frattempo, le autorità iraniane hanno adottato misure di difesa civili, invitando i giovani a formare catene umane intorno alle centrali elettriche per proteggerle, e hanno rafforzato le proprie forze militari con lanci di missili e operazioni di difesa aerea. La Cina, invece, ha riservato vaste porzioni di spazio aereo offshore senza spiegazioni ufficiali, alimentando sospetti di preparativi militari.

Sul fronte internazionale, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si appresta a votare una risoluzione sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz, ma il testo è stato indebolito per evitare veto di Russia e Cina, lasciando aperta la possibilità di un’azione coordinata ma limitata. Intanto, l’Europa e altre potenze cercano di mediare, mentre le navi commerciali continuano a rischiare in un mare di incertezza.

Il quadro si completa con un episodio di violenza a Istanbul, dove un attacco armato vicino al consolato israeliano ha provocato tre morti, e con l’attacco con droni in Kuwait, che ha ferito 15 militari statunitensi. Le operazioni militari statunitensi si sono estese con bombardieri B-2 che hanno colpito un complesso dei Pasdaran in Iran, segnando un ulteriore passo verso un possibile conflitto aperto.

In questo momento di crisi senza precedenti, il mondo si trova davanti a un bivio: continuare il confronto e rischiare una guerra di vasta scala o cercare una via diplomatica che sembri ormai molto lontana. La tensione è alle stelle, e il futuro resta avvolto dall’incertezza, con le sorti di intere civiltà in bilico.

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