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Negli ultimi giorni, le aule di Washington sono state scosse da voci di una crisi diplomatica tra gli Stati Uniti e il Vaticano, scaturita da un incontro riservato tra i vertici della Difesa americana e il cardinale Christophe Pierre, allora nunzio apostolico. Le indiscrezioni, inizialmente pubblicate da Mattia Ferraresi su Free Press, avevano alimentato l’ipotesi di un duro scontro tra la Casa Bianca e il Papa, primo pontefice di origini americane, legato a una presunta rottura di dialogo e di valori tra le due entità.
Secondo quanto scritto, l’incontro di gennaio sarebbe stato caratterizzato da toni forti e da una convocazione orchestrata dal sottosegretario alla Difesa Elbridge Colby, con l’obiettivo di affrontare le recenti prese di posizione del Papa, che aveva invocato il rispetto del “diritto umanitario internazionale” e del “multilateralismo”, critiche rivolte soprattutto mentre gli Stati Uniti intervenivano militarmente in Venezuela. Ferraresi aveva anche citato un funzionario che avrebbe evocato il papato di Avignone del XIV secolo, dipingendo un’immagine di sottomissione dell’autorità papale ai poteri militari, alimentando un clima di tensione e sospetto.
Tuttavia, la reazione ufficiale dell’amministrazione americana si è fatta sentire con fermezza. Pete Hegseth, portavoce del Dipartimento della Difesa, ha definito “gravemente falsi e distorti” i resoconti di Ferraresi, sottolineando che l’incontro si sarebbe svolto in un clima di rispetto reciproco e professionalità. Secondo quanto riferito, si sarebbe trattato di un colloquio amichevole, nel quale si sono affrontati temi come la moralità nella politica estera e la Strategia di Sicurezza Nazionale, documento già criticato dalla Santa Sede e da alcuni cardinali statunitensi vicini alla Chiesa cattolica.
Anche l’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Brian Burch, ha voluto mettere fine alle voci, attraverso i social media. In un messaggio diretto, Burch ha assicurato di aver parlato con il cardinale Pierre, il quale avrebbe categoricamente liquidato le ricostruzioni giornalistiche come “fabbricazioni” e “inventate di sana pianta”. Alla domanda su eventuali richiami storici intimidatori, il nunzio ha risposto secco: “Minaccia di Avignone? Nessuna”.
Nonostante le divergenze di vedute, la diplomazia vaticana e americana sembrano voler mantenere i fili del dialogo aperti. Recentemente, il Papa ha ricevuto il nuovo nunzio, monsignor Gabriele Caccia, in un’udienza privata che ha assunto un significato politico e simbolico importante. Tra i presenti anche David Axelrod, storico consigliere di Barack Obama, in un incontro che sembra voler sottolineare la volontà di mantenere rapporti costruttivi, anche di fronte a eventuali divergenze di opinione.
In un’epoca segnata da tensioni globali e sfide diplomatiche, la vicenda mette in luce come le relazioni tra Vaticano e Stati Uniti, sebbene attraversate da momenti di confronto, rimangano salde e improntate al rispetto reciproco, evitando che voci di scontro si traducano in crisi irreparabili.
L’articolo Leone XIV contro la Casa Bianca: tra smentite ufficiali e lo spettro del papato di Avignone proviene da Notizie 24 ore.
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Notizie 24 ore
DALL’ITALIA
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