“Chi erano!”. Rapina in banca a Napoli, solo ora la notizia sui ladri: racconto shock degli ostaggi

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Una pianificazione millimetrica, una freddezza glaciale e una via di fuga degna di una sceneggiatura cinematografica. La rapina messa a segno giovedì 16 aprile presso la filiale della Crédit Agricole in piazza Medaglie d’Oro, nel cuore del quartiere Vomero, ha lasciato Napoli sotto shock. Per oltre un’ora, venticinque persone sono rimaste prigioniere della “banda del buco”, mentre i rapinatori svuotavano le casse prima di svanire nel nulla attraverso la rete fognaria.

Il commando dei “Vip”

L’assalto è iniziato in tarda mattinata. Il commando, composto da cinque individui, è entrato in azione indossando maschere realistiche di attori famosi per schermare i volti dalle telecamere di sorveglianza. Non si è trattato di un attacco brutale e disordinato: i malviventi, vestiti con tute da lavoro simili a quelle dei corrieri espressi per non destare sospetti all’ingresso, hanno agito con una coordinazione impeccabile.

Secondo le prime ricostruzioni, i rapinatori si sarebbero introdotti nella banca sfruttando un varco scavato dal sottosuolo, collegando la filiale direttamente ai cunicoli della rete fognaria partenopea.

Un’ora di sequestro: il racconto dei testimoni

Una volta all’interno, i rapinatori hanno requisito i telefoni cellulari e hanno rinchiuso le venticinque persone presenti — tra clienti e dipendenti — in una stanza blindata.

“Erano napoletani e quasi gentili. Non urlavano, non avevano quella rabbia cieca che si vede nei film, ma erano decisi,” ha riferito un testimone al Corriere della Sera.

Tuttavia, dietro la “cortesia” di facciata, i momenti vissuti dagli ostaggi sono stati drammatici. Ettore, uno dei presenti, ha descritto a Radio Kiss Kiss il clima soffocante all’interno della stanza: “Mancava l’aria, lo stress era altissimo. C’erano anziani e cardiopatici, e la paura che la situazione potesse degenerare era costante”. Una persona è stata colpita da un malore per lo shock e la mancanza di ossigeno prima che i soccorsi riuscissero a intervenire.

La fuga e la liberazione

Mentre le forze dell’ordine cinturavano l’area di via Niutta, i rapinatori portavano a termine il loro piano. Quando i Vigili del Fuoco, intorno alle 13:30, hanno sfondato una vetrata blindata per liberare i prigionieri, dei malviventi non c’era già più traccia. Erano tornati nelle viscere della città, dileguandosi nel labirinto di sotterranei del Vomero.

All’esterno, la tensione si è sciolta in lacrime di commozione quando gli ostaggi sono stati messi in sicurezza sul marciapiede, riabbracciando i parenti che attendevano con ansia dietro il cordone dei Carabinieri.

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DALL’ITALIA 

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