Erdogan, il regalo folle a Giorgia Meloni: lo ha fatto davvero
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Erdogan, il regalo folle a Giorgia Meloni: lo ha fatto davvero

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Un dono decisamente fuori dal comune ha segnato la conclusione del vertice Nato ospitato ad Ankara. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha omaggiato i leader presenti con una pistola personalizzata, recante il nome del destinatario inciso sull’arma e accompagnata da una scatola di munizioni. Un regalo simbolico che ha attirato l’attenzione non solo per la sua natura, ma anche per le differenti decisioni prese dai capi di governo sulla sua gestione.

Starmer lascia la pistola in Turchia

A rendere pubblico l’episodio è stato il primo ministro britannico Keir Starmer, che durante il volo di rientro a Londra ha raccontato di aver ricevuto l’arma insieme alla documentazione predisposta dalle autorità turche per facilitarne l’esportazione.

Il premier ha però deciso di non portare con sé il regalo, spiegando che introdurre una pistola nel Regno Unito avrebbe comportato complesse procedure legali. Per questo motivo ha preferito lasciarla in Turchia.

Meloni porta il dono in Italia

Diversa la scelta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha invece deciso di trasferire l’arma in Italia seguendo le procedure previste dalla normativa vigente.

Secondo fonti governative, la pistola è stata presa in consegna da personale autorizzato alla gestione delle armi e, una volta rientrata nel Paese, sono state avviate le pratiche necessarie per la denuncia e la registrazione del possesso.

Successivamente il dono è stato protocollato a Palazzo Chigi come regalo istituzionale ed è entrato nella disponibilità della Presidenza del Consiglio, secondo le procedure previste per questo tipo di omaggi ricevuti nell’esercizio delle funzioni istituzionali.

La documentazione per il trasferimento

Il trasporto dell’arma è stato possibile grazie alla documentazione rilasciata dalle autorità turche, necessaria per autorizzarne l’uscita dal Paese e consentirne l’importazione nel rispetto della normativa italiana.

L’intera procedura, secondo quanto riferito da fonti di governo, è stata gestita da personale competente e nel pieno rispetto delle disposizioni di legge.

Un regalo simbolico al termine del summit

L’omaggio di Erdogan è arrivato al termine di un vertice Nato dedicato ai temi della sicurezza internazionale e al rafforzamento delle capacità di difesa dei Paesi alleati.

La scelta di regalare un’arma personalizzata ai leader presenti ha inevitabilmente suscitato curiosità e dibattito, proprio per il forte valore simbolico dell’oggetto in un contesto dedicato alla cooperazione militare e agli investimenti nel settore della difesa.

Al di là del significato attribuito al gesto, l’episodio ha evidenziato anche il diverso approccio adottato dai destinatari: da un lato la decisione di Keir Starmer di rinunciare al dono per evitare complicazioni legali nel Regno Unito, dall’altro quella di Giorgia Meloni di accettarlo e trasferirlo in Italia seguendo tutte le procedure previste per i regali istituzionali contenenti armi.

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Germania sotto choc, la leggendaria casa automobilistica licenzia e chiude fabbriche
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Germania sotto choc, la leggendaria casa automobilistica licenzia e chiude fabbriche

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Il settore automobilistico europeo attraversa una delle fasi più complesse degli ultimi decenni e anche Volkswagen, simbolo dell’industria manifatturiera tedesca, è chiamata a ripensare il proprio modello di sviluppo. Tra il rallentamento della domanda, la crescente concorrenza internazionale e l’aumento dei costi di produzione, il gruppo di Wolfsburg sta lavorando a un piano di riorganizzazione destinato a incidere profondamente sul futuro dell’azienda.

A delineare la necessità di un cambiamento è stato l’amministratore delegato Oliver Blume, che nelle scorse settimane ha riconosciuto come il modello che ha garantito il successo del marchio per decenni non sia più sufficiente ad affrontare le sfide del mercato attuale.

Il piano di ristrutturazione

Durante la riunione del consiglio di sorveglianza, Blume ha illustrato un programma di rilancio articolato in dodici punti. L’obiettivo è adeguare la struttura del gruppo al nuovo scenario dell’automotive, caratterizzato dalla transizione verso l’elettrico e dalla crescente competitività dei costruttori asiatici.

Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa tedesca, il piano potrebbe prevedere una significativa riduzione della capacità produttiva, il ridimensionamento della gamma di veicoli e una profonda revisione dell’organizzazione industriale. Tra le ipotesi circolate figurano anche possibili tagli fino a 100 mila posti di lavoro a livello globale e la chiusura di alcuni stabilimenti. Si tratta, tuttavia, di scenari che non sono stati confermati ufficialmente dall’azienda.

Tra gli interventi allo studio vi sarebbe inoltre il dimezzamento dei modelli prodotti e una capacità produttiva complessiva di circa nove milioni di veicoli all’anno.

La posizione dei sindacati

Le prospettive di una ristrutturazione così ampia hanno suscitato la dura reazione delle rappresentanze dei lavoratori.

Il consiglio di fabbrica ha ribadito di essere disposto a discutere esclusivamente uscite volontarie, sulla linea dell’accordo raggiunto nel 2024, escludendo invece la possibilità di chiudere impianti produttivi.

Anche il sindacato IG Metall ha espresso forte preoccupazione, avvertendo che eventuali licenziamenti o chiusure potrebbero aprire una fase di forte conflitto sociale in Germania.

Una crisi che coinvolge l’intera industria tedesca

Le difficoltà di Volkswagen vengono considerate il riflesso di una trasformazione più ampia che interessa l’economia tedesca. Per anni il modello industriale del Paese si è basato sulla forza dell’export, su costi energetici competitivi e su una presenza consolidata nel mercato cinese.

Negli ultimi anni, però, la guerra in Ucraina, il venir meno delle forniture energetiche russe a basso costo e la rapida crescita dei produttori cinesi di auto elettriche hanno modificato profondamente gli equilibri del settore.

Secondo Hildegard Müller, presidente dell’Associazione dell’industria automobilistica tedesca (VDA), la situazione è particolarmente delicata.

«La realtà ha superato gli obiettivi e gli approcci politici, mettendo sempre più a rischio i posti di lavoro», ha dichiarato, aggiungendo che la crisi sta investendo l’intera industria automobilistica europea e che sarà sempre più difficile mantenere operativi tutti gli stabilimenti senza interventi strutturali.

Il nodo politico

La riorganizzazione di Volkswagen ha inevitabilmente assunto anche una dimensione politica.

Il governo della Bassa Sassonia, azionista del gruppo con l’11,8% del capitale e il 20% dei diritti di voto, si è espresso contro l’ipotesi di chiusure degli stabilimenti. Il ministro-presidente Olaf Lies ha ribadito l’importanza di tutelare l’occupazione e il tessuto industriale del Land, che ospita la storica sede di Wolfsburg.

Tra gli altri principali azionisti del gruppo figurano la famiglia Porsche-Piëch e il fondo sovrano del Qatar.

Le sfide del futuro

Secondo gli operatori del settore, la competitività dell’industria automobilistica tedesca dipenderà dalla capacità di affrontare alcune criticità strutturali, tra cui il costo del lavoro, il peso della fiscalità, i contributi sociali, il prezzo dell’energia e gli oneri burocratici.

Nel frattempo il governo federale punta a sostenere la ripresa economica attraverso un piano di investimenti nelle infrastrutture, nella difesa e nella politica energetica, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema produttivo.

Per Volkswagen si apre così una fase decisiva: le prossime scelte del gruppo potrebbero non solo ridisegnare il futuro dell’azienda, ma rappresentare anche un indicatore dello stato di salute dell’intera industria automobilistica europea.

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Rubano una bicicletta in pieno centro, l’ex calciatore si fa giustizia da solo
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Da campione tra i pali a protagonista di un gesto di civismo nel cuore di Milano. Francesco Toldo, storico portiere di Inter, Fiorentina e Nazionale italiana, è intervenuto per fermare il presunto autore del furto di una bicicletta, aiutando un giovane a recuperare il mezzo appena sottratto.

L’episodio è avvenuto nella serata di giovedì 9 luglio, nella centralissima zona di corso Vittorio Emanuele II, a pochi passi dal Duomo. Una vicenda insolita che ha attirato l’attenzione di numerosi passanti e che, nel giro di poche ore, è diventata una delle notizie più commentate.

L’inseguimento nel centro di Milano

Secondo la ricostruzione riportata da Fanpage, Toldo si trovava in centro quando ha notato un ragazzo inseguire una persona che si stava allontanando velocemente in bicicletta.

Insospettito dalla scena, l’ex portiere si è avvicinato per capire cosa stesse accadendo. Dopo aver appreso che il giovane stava cercando di recuperare la propria bicicletta appena rubata, ha deciso di intervenire senza esitazione.

In quel momento Toldo si trovava in via Agnello a bordo del proprio scooter e indossava la divisa da volontario della Protezione civile.

«Non ci ho pensato nemmeno un secondo»

A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso ex calciatore, che ha spiegato di aver agito d’istinto.

«Non ci ho pensato nemmeno un secondo», ha dichiarato, descrivendo poi il momento dell’intervento: «L’ho affiancato e disarcionato».

L’azione avrebbe permesso di bloccare il giovane in fuga e di recuperare la bicicletta, poi restituita al legittimo proprietario.

Gli applausi dei passanti

La scena non è passata inosservata. Numerose persone presenti nella zona hanno assistito all’intervento e hanno riconosciuto l’ex numero uno della Nazionale, salutandolo con applausi e parole di apprezzamento.

«È stato incredibile», ha raccontato Toldo. «Le persone in strada mi hanno riconosciuto e mi volevano abbracciare. Il ragazzo che era stato derubato mi ha ringraziato e anche chi ha assistito alla scena».

Un gesto che fa il giro del web

L’episodio, riportato da Fanpage, ha rapidamente trovato spazio sulle cronache locali e sui social, dove molti utenti hanno elogiato il comportamento dell’ex portiere, oggi impegnato anche nelle attività del progetto Inter Legends e nel volontariato con la Protezione civile.

Lontano dai campi di calcio ma ancora protagonista, Francesco Toldo ha dimostrato come, anche fuori dallo sport, spirito di iniziativa e senso civico possano fare la differenza in una situazione di emergenza, contribuendo a restituire un bene al suo proprietario e ricevendo l’affetto dei tanti cittadini che hanno assistito alla scena.

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Quasi 1 italiano su 2 si è imbattuto almeno una volta in una fake news

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Ricerca Doxa, il 48% ha creduto almeno una volta in una notizia falsa 

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Bordighera, autopsia piccola Beatrice: il risultato. Cosa le hanno trovato
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Proseguono le indagini sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita nella sua abitazione di Perinaldo, in provincia di Imperia. Mentre la Procura continua a ricostruire le ultime ore di vita della minore, dagli accertamenti medico-legali emergono nuovi elementi che potrebbero assumere un ruolo centrale nell’inchiesta.

Secondo le prime risultanze dell’autopsia e degli esami tossicologici, oltre alla causa del decesso individuata in una massiccia emorragia cerebrale, sarebbero state rilevate tracce di nicotina nei polmoni della bambina. Gli esperti incaricati degli accertamenti ritengono che tali riscontri possano essere compatibili con un’aspirazione diretta e non con una semplice esposizione al fumo passivo. Si tratta di un’ipotesi investigativa che dovrà essere ulteriormente verificata nel corso delle indagini.

Il video acquisito dagli investigatori

Tra il materiale al vaglio della Procura vi sarebbe anche un video, già acquisito dagli investigatori, nel quale la bambina sarebbe stata costretta a fumare una sigaretta artigianale, presumibilmente contenente hashish o marijuana. Anche questo elemento è oggetto di approfondimenti e sarà valutato insieme agli altri riscontri raccolti nel corso dell’inchiesta.

La causa della morte

La consulenza medico-legale, disposta dalla Procura di Imperia e affidata al professor Francesco Ventura, avrebbe individuato come causa del decesso una violenta emorragia cerebrale provocata da un trauma di particolare intensità alla testa.

Secondo quanto trapela dagli accertamenti, i sanitari ritengono inoltre che un intervento medico tempestivo avrebbe potuto aumentare le possibilità di sopravvivenza della bambina. Le lesioni riscontrate sarebbero compatibili con un evento verificatosi nelle 48 ore precedenti alla morte.

In quel periodo, secondo la ricostruzione degli investigatori, Beatrice si trovava nell’abitazione di Perinaldo insieme alla madre, Manuela Aiello, alle due sorelle maggiori e al compagno della donna, Emanuel Iannuzzi.

Le altre lesioni e il quadro clinico

Gli accertamenti medico-legali avrebbero inoltre evidenziato ulteriori emorragie a livello intestinale e renale, oltre a un grave stato di malnutrizione.

Secondo i consulenti, la bambina soffriva di steatosi epatica, una condizione che potrebbe essere riconducibile a una prolungata carenza nutrizionale, in particolare di proteine, iniziata diversi mesi prima del decesso. Anche questo aspetto sarà oggetto delle valutazioni della magistratura.

Le testimonianze raccolte

Nel corso delle indagini sono state raccolte diverse testimonianze che descrivono il contesto familiare in cui viveva la bambina.

Alcune persone che avrebbero frequentato l’abitazione hanno riferito agli investigatori che, già nei giorni precedenti alla tragedia, Beatrice presentava un evidente livido tra la mascella e il collo e manifestava segni di dolore.

Secondo quanto emerso, sarebbe stato suggerito di accompagnare immediatamente la piccola al pronto soccorso, ma tale indicazione non sarebbe stata seguita. Anche queste circostanze sono ora al vaglio degli inquirenti e dovranno essere accertate nel corso dell’inchiesta.

Attesa per la relazione definitiva

La relazione conclusiva del professor Francesco Ventura è attesa entro il 16 luglio e rappresenterà un passaggio fondamentale per chiarire con precisione le cause della morte e ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al decesso della bambina.

L’inchiesta della Procura di Imperia prosegue con l’obiettivo di verificare tutte le responsabilità e accertare ogni aspetto della vicenda, alla luce dei nuovi elementi emersi dagli esami medico-legali e dalle testimonianze raccolte.

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“Mezzo milione di euro”. Ballando con le stelle, cachet record per la vip come concorrente
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“Mezzo milione di euro”. Ballando con le stelle, cachet record per la vip come concorrente

“Mezzo milione di euro”. Ballando con le stelle, cachet record per la vip come concorrente

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La macchina organizzativa di Ballando con le Stelle è già in pieno fermento. In vista della nuova edizione del celebre show di Rai 1, Milly Carlucci è al lavoro per costruire un cast capace di conquistare il pubblico, tra indiscrezioni, trattative e nomi di grande richiamo.

Tra gli obiettivi più ambiziosi della conduttrice ce n’è uno che si ripresenta puntualmente ogni anno: convincere Romina Power a scendere in pista. Un desiderio che, secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe essere accompagnato da un’offerta economica senza precedenti.

L’indiscrezione: cachet da mezzo milione di euro

A rilanciare la notizia è il giornalista Alberto Dandolo sulle pagine del settimanale Oggi. Secondo quanto riportato, la produzione sarebbe pronta a mettere sul tavolo una proposta da circa 500 mila euro pur di avere la cantante nel cast della prossima stagione.

Una cifra che, se confermata, rappresenterebbe uno dei compensi più elevati nella storia del programma e che, secondo le indiscrezioni, supererebbe persino il cachet attribuito lo scorso anno a Barbara d’Urso, mai ufficialmente confermato.

Nella sua rubrica, Dandolo scrive che Milly Carlucci «non ha intenzione di arrendersi» e sarebbe pronta a giocare il suo “asso nella manica” pur di convincere Romina Power, anche a costo di mettere sotto pressione il budget della trasmissione.

I continui rifiuti della cantante

Nonostante l’importanza dell’offerta, le possibilità di vedere Romina Power nel cast sembrano, almeno per il momento, piuttosto ridotte.

Solo pochi giorni fa, intervistata da SuperGuida TV, l’artista ha confermato di ricevere ogni anno una telefonata da Milly Carlucci, ma anche di rispondere puntualmente con un rifiuto.

«Milly mi contatta ogni anno, ma io ogni anno dico di no. Sarebbe troppo stressante per me. Devi stare lì per mesi a pensare solo a ballare, a imparare passi che magari non hai mai fatto. Poi ti devi esibire dal vivo il sabato sera e, tutta sudata e affaticata, vieni giudicata da persone fresche che ti dicono che quel passo non era proprio come doveva essere», ha spiegato.

La cantante ha aggiunto di amare il ballo, in particolare la bachata e il tango, ma di non sentirsi adatta al ritmo e agli impegni richiesti dal talent di Rai 1.

Anche il ruolo di giudice non la convince

Romina Power ha escluso anche un possibile coinvolgimento come giudice del programma.

«Io? Non lo farei. Ma chi sono io per giudicare un’altra persona che balla? Una volta sono stata chiamata a fare da giudice in un programma che è durato una sola stagione. Io davo il massimo dei voti a tutti e non me la sentivo di bocciare o criticare. Ma poi sul ballo? Fossi Carla Fracci, magari», ha dichiarato.

Parole che sembrano chiudere, almeno per ora, ogni possibile ipotesi di partecipazione in un ruolo diverso da quello di concorrente.

L’alternativa e il precedente a Ballando

Nel frattempo c’è chi ipotizza un’altra presenza legata alla famiglia Carrisi. Loredana Lecciso, compagna di Al Bano, ha infatti dichiarato di recente che Ballando con le Stelle sarebbe «l’unico reality» che prenderebbe in considerazione.

Non tutti ricordano, inoltre, che Romina Power un legame con il programma lo ha già avuto. Durante la seconda edizione dello show partecipò infatti come giurata speciale per una serata, condividendo il tavolo con numerosi ospiti illustri, tra cui Remo Girone, Alberto Tomba, Lino Banfi, Katia Ricciarelli, i Pooh, Alessandra Martines, Veronica Pivetti, Luca Barbareschi e Roberto Bolle.

Un precedente che dimostra come il rapporto tra la cantante e la trasmissione esista da tempo. Resta però da capire se, questa volta, la determinazione di Milly Carlucci e una possibile offerta da record riusciranno finalmente a convincerla a cambiare idea o se anche questa stagione si concluderà con l’ennesimo, cortese rifiuto.

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‘La particella misteriosa’, film sulla scienziata Gianotti e il bosone di Higgs

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Prodotto da Picomedia e Cinemaundici, avviato sviluppo. Nel team scrittura Paolo Giordano 

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Yacht in fiamme, a bordo il famoso della tv italiana con la moglie
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Yacht in fiamme, a bordo il famoso della tv italiana con la moglie

Yacht in fiamme, a bordo il famoso della tv italiana con la moglie

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Una notizia sconvolgente, quella appena arrivata, una di quelle che ha occupato improvvisamente le testate e i siti d’informazione di tutto il mondo, proprio perché a bordo del yatch andato in fiamme c’erano delle persone molto famose.

La news ha fatto il giro del globo in pochissimi istanti e sono davvero in tanti coloro che hanno iniziato a scrivere dei messaggi, chiedendo di essere delucidati sull’accaduto.

Una nube di fumo nero si è levata nel cielo, riempendolo di grigio, con gli sguardi pietrificati di chi ha assistito alla scena e i soccorsi immediatamente allertati, essendo questione di attimi in cui si decidono le sorti degli occupanti del mezzo che ha preso fuoco.

Le immagini, rimbalzate di sito in sito, descrivono più di ogni parola, quello che si è materializzato in pochi secondi, quelli in cui i vigili del fuoco hanno prestato i primi soccorsi.

A bordo dello yacht in fiamme c’era il famoso della tv italiana con la moglie. Gli ultimi aggiornamenti sono proprio di questi minuti.

Le fiamme hanno avvolto tutto lo yacht in pochi istanti, come potete vedere dalle immagini che vi abbiamo condiviso e a bordo del mezzo c’erano  Stefania Craxi e il marito. Si sono vissuti istanti che sono sembrati un’eternità,  a circa 10 miglia a Sud/Est dell’Isola d’Elba.  Tutto ad un tratto,   l’imbarcazione  è stata avvolta dall’incendio,  costringendo il  comandante e i passeggeri ad abbandonare immediatamente lo yacht.

Lo yatch,  di 22 metri,   è andata in avaria a causa di un improvviso incendio e Stefania, insieme al marito, è stata prontamente  soccorsa dalla guardia costiera di Portoferraio, a circa 10 miglia a Sud/Est dell’Isola d’Elba.

L’allarme è stato dato alla  Sala operativa di Portoferraio dopo che il comandante ha notato la presenza di una densa coltre di fumo provenire dai motori.

Dal momento che l’incendio è divenuto sempre più forte,  Stefania Craxi , il marito,  così come il comandante hanno abbandonato yacht, affondato nel giro di poche ore.  I tre sono stati salvati da una motovedetta Sar Cp 892 di Portoferraio,   e fatti sbarcare nel porto di Marina di Campo.

Sul posto sono giunti  una nave della Marina Militare e un elicottero della base aerea della Guardia costiera di Sarzana  che controlleranno l’impatto dell’affondo dello yacht  sull’inquinamento marino, per poi continuare gli accertamenti relativi ad eventuali responsabilità di quanto è accaduto. Sono stati attimi davvero di panico, in cui un incubo ad occhi aperti si è materializzato ma per fortuna, al di là dello spavento, l’allarme tempestivo ha scongiurato un epilogo che sarebbe potuto essere davvero tremendo.

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L’allarme dei cardiologi: “Ecco come proteggere il cuore con questo caldo”
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L’allarme dei cardiologi: “Ecco come proteggere il cuore con questo caldo”

L’allarme dei cardiologi: “Ecco come proteggere il cuore con questo caldo”

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Il cuore è il motore della vita. Non è un caso che il primo battito in pancia segni il trionfo dell’amore, rappresentando l’inizio di una nuova esistenza. E non è un caso che l’assenza di pulsazioni segni il momento più straziante, quello del decesso. Il cuore rappresenta una macchina perfetta, anch’essa messa a dura prova dal caldo.

Le elevate temperature di questi giorni, legate all’anticiclone africano che sta stringendo l’Italia in una morsa, mettono a dura prova la resistenza del muscolo cardiaco. 

Siamo solo all’inizio di questa rovente stagione estiva che ci ha già regalato punte di 45 gradi nell’entroterra siciliano. E’ un assaggio di ciò che c’è da fronteggiare nei prossimi giorni, ragion per cui prevenire è meglio che curare e questo lo sanno bene gli esperti.

I cardiologi, proprio per evitare che il cuore corra dei rischi impressionanti che, nella peggiore delle ipotesi, possono portare al decesso, ci forniscono dei suggerimenti pratici, volti a fronteggiare l’emergenza cardiaca legata al caldo estremo, che sta flagellando, in particolare, il Sud Italia e le Isole Maggiori, con condizioni proibitive, da bollino rosso, in parecchie città nazionali.

cardiologi ci dicono come proteggere il cuore dal caldo, ragion per cui fate tesoro delle loro parole, annotatele e mettetele in pratica.

Il caldo, specialmente se protratto per parecchio tempo,  aumenta la frequenza cardiaca per compensare il calo di pressione arteriosa,   e questo può provocare tachicardia e un allargamento di arterie e vene, per favorire la dispersione del calore in eccesso.

Questi sono fenomeni normalissimi col le alte temperature ma chi è già affetto da una patologia cardiaca, come ipertensione o insufficienza, ha una capacità di adattamento ridotta. Il caldo   può interferire con farmaci come antipertensivi o diuretici.

Questi ultimi, uniti alla sudorazione eccessiva legata alla calura, possono abbassare troppo la pressione e causare squilibri elettrolitici, come ipopotassiemia (potassio basso) e iponatriemia (sodio basso). E non è tutto, dal momento che il caldo torrido è un rischio non solo per chi è ammalato ma anche per gli individui sani, predisposti a disturbi del ritmo cardiaco (fibrillazione atriale o palpitazioni) .

Domenico Gabrielli, presidente Fondazione per il Tuo cuore e direttore della Cardiologia all’ospedale San Camillo di Roma ,  è uno dei massimi esperti nel settore e ci ha fornito delle dritte per proteggere il cuore dal caldo. Il sintomo più evidente è il cardiopalmo, ossia delle palpitazioni che sono una reazione naturale ma che  possono anche rappresentare l’inizio di una manifestazione di patologia vera e propria.  Esso  è accompagnato da una fiacchezza persistente, e non va assolutamente sottovalutato, specialmente quando si superano i  100 battiti al minuto in maniera costante.

In particolare chi ha problematiche cardiache, nei giorni di caldo eccessivo deve controllare più spesso la pressione e, se nel caso, d’accordo col proprio medico, rimodulare la terapia che sta assumendo in estate. E’ consigliato adottare un’alimentazione che consenta una sufficiente idratazione, bevendo due litri di acqua al giorno e abbondando in frutta e verdura. Vanno invece evitati i cibi grassi. Se si ha la pressione tendenzialmente bassa, in un cuore sano, è preferibile aumentare la quantità di sale nei condimenti mentre, al contrario, gli ipertesi o coloro che hanno uno scompenso cardiaco, così facendo, possono andare incontro a problematiche, quindi per loro non bisogna mai eccedere col sale. L’abbigliamento deve essere leggero e favorire la traspirazione, evitando le uscite nelle ore più caldeDeumidificatori e condizionatori, purché si mantengano i 28-30 gradi e non si scenda al di sotto dei 22-24 gradi, sono una manna dal cielo. In caso di svenimenti, pressione di parecchio bassa, estrema spossatezza, cardiopalmo, è doveroso rivolgersi al medico.

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Persone incastrate tra le lamiere: terribil* dramma
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Persone incastrate tra le lamiere: terribil* dramma

Persone incastrate tra le lamiere: terribil* dramma

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Nel corso del pomeriggio si sono vissuti momenti di grande apprensione in due diverse aree dello stesso territorio, dove i soccorritori sono stati chiamati a intervenire in rapida successione per gestire situazioni particolarmente delicate.

Le richieste di aiuto hanno mobilitato diverse squadre specializzate, impegnate contemporaneamente su due distinti scenari. In entrambe le circostanze è stato necessario mettere rapidamente in sicurezza le aree interessate e prestare assistenza alle persone coinvolte.

La tempestività dell’intervento ha consentito di affrontare situazioni che, almeno inizialmente, avevano destato forte preoccupazione tra chi si trovava nei dintorni. Numerose le segnalazioni giunte da testimoni presenti in zona.

vigili del fuoco, insieme al personale sanitario e alle forze dell’ordine, hanno lavorato per diverse ore coordinando le operazioni e ricostruendo quanto accaduto. Le cause dei due episodi sono ancora oggetto di verifiche e saranno gli accertamenti a chiarire l’esatta dinamica.

In pochissimo tempo, si è attivata una imponente macchina dei soccorsi si è attivata per garantire la sicurezza delle persone e dell’area circostante. Che cosa è successo realmente e quali sono stati i due interventi che hanno richiesto l’arrivo dei soccorritori?

Il primo intervento è avvenuto intorno alle 17 in via Cesena, nella zona Palazzina di Verona. Una Toyota Yaris si è ribaltata in seguito a un incidente stradale e la conducente è rimasta incastrata all’interno dell’abitacolo. I vigili del fuoco sono intervenuti su richiesta del Suem 118 per liberarla in sicurezza.

Una volta estratta dal veicolo, la donna è stata affidata al personale sanitario presente sul posto con ambulanza e automedica. Successivamente è stata trasportata all’ospedale Polo Confortini. Le sue condizioni non destano particolare preoccupazione e non risulta in pericolo di vita.

La tempestività dell’intervento ha consentito di affrontare situazioni che, almeno inizialmente, avevano destato forte preoccupazione tra chi si trovava nei dintorni. Il reparto motorizzato della polizia locale ha effettuato tutti i rilievi necessari per ricostruire la dinamica dell’incidente. Sono inoltre previsti gli accertamenti psicofisici di rito nei confronti della conducente, come previsto in casi di questo tipo.

Quasi alla stessa ora, un secondo intervento ha impegnato un’altra squadra dei vigili del fuoco in via Cristoforo Colombo, a Pescantina. Per cause ancora in corso di verifica, due automobili parcheggiate sono state completamente interessate dalle fiamme.

L’incendio ha danneggiato anche alcune vetture vicine, rendendo necessario l’intervento dell’autobotte per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area. Sono in corso gli accertamenti per chiarire l’origine delle fiamme e verificare l’entità complessiva dei danni riportati dai veicoli coinvolti.

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