[[{“value”:”

L’inverno si avvicina e in Europa torna la preoccupazione per il costo dell’energia. La situazione degli stoccaggi di gas, infatti, non è uniforme tra i diversi Paesi e le differenze potrebbero avere conseguenze importanti proprio nei mesi in cui i consumi aumentano maggiormente.
Se da una parte ci sono Stati che hanno completato per tempo il riempimento delle riserve, dall’altra emergono situazioni decisamente più delicate. Alcuni Paesi hanno atteso nella speranza di acquistare metano a prezzi più convenienti, ma la strategia non sembra aver prodotto i risultati sperati. Con l’avvicinarsi della stagione fredda, la necessità di acquistare nuove quantità di gas rischia di alimentare ulteriormente le quotazioni internazionali.
In questo scenario l’Italia parte da una posizione relativamente favorevole, ma non può considerarsi completamente al riparo dai rincari. Il mercato energetico europeo è infatti fortemente interconnesso e le difficoltà di una grande economia possono ripercuotersi anche sugli altri Stati.
Stoccaggi di gas, Italia oltre il 90% ma Germania e Olanda preoccupano
A richiamare l’attenzione sulla situazione europea è stato Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di Snam, la società che gestisce la rete nazionale di trasporto del gas.
L’Italia ha rispettato gli obiettivi di riempimento degli stoccaggi, portando le riserve oltre il 90% della capacità complessiva. Un risultato importante, che consente al nostro Paese di affrontare l’inverno con una maggiore disponibilità di metano.
La situazione è però diversa in altre importanti economie europee.
La Germania presenta depositi pieni soltanto al 61%, mentre l’Olanda si attesta intorno al 65%. Percentuali decisamente inferiori rispetto a quelle italiane, che alimentano le preoccupazioni in vista di eventuali ondate di freddo e di un aumento della domanda.
Con riserve più limitate, questi Paesi potrebbero essere costretti ad acquistare ulteriori quantità di metano proprio durante i mesi invernali, quando la richiesta tende a crescere e la disponibilità sul mercato può diventare più contesa.
Prezzo del gas, il Ttf di Amsterdam supera i 104 euro
Le tensioni sugli approvvigionamenti si riflettono già sulle quotazioni del gas. Al Ttf di Amsterdam, il principale mercato di riferimento europeo, i contratti con consegna a dicembre hanno superato i 104 euro per megawattora.
A pesare sono soprattutto gli acquisti sul mercato spot, dove il metano viene acquistato con consegna ravvicinata. La necessità di Germania e Olanda di recuperare parte delle scorte mancanti può contribuire ad aumentare la concorrenza tra gli operatori e, di conseguenza, il prezzo della materia prima.
Il problema riguarda anche l’Italia. Come ha evidenziato Scornajenchi, avere gli stoccaggi pieni non significa essere completamente indipendenti dalle dinamiche europee.
Le eventuali difficoltà di approvvigionamento negli altri Paesi possono infatti generare tensioni sull’intero sistema energetico, con conseguenze anche per gli Stati che hanno programmato per tempo le proprie riserve.
Perché rischiano di aumentare anche le bollette degli italiani
Ma perché un problema di stoccaggi in Germania e Olanda dovrebbe avere conseguenze sulle famiglie italiane?
La risposta è legata al funzionamento del mercato energetico. Il prezzo del gas non dipende esclusivamente dalle riserve presenti nei singoli Paesi, ma anche dall’andamento della domanda e dell’offerta a livello internazionale.
Inoltre, in Italia il metano viene utilizzato in maniera significativa per produrre energia elettrica. Quando il costo del gas aumenta, possono crescere anche i costi di produzione delle centrali, con ripercussioni sulle quotazioni dell’elettricità all’ingrosso.
Questo significa che eventuali rincari del metano possono arrivare indirettamente anche sulle bollette della luce.
Il rischio, dunque, è che gli italiani debbano fare i conti con una nuova fase di aumenti nonostante il buon livello delle riserve nazionali. Un paradosso che mette in evidenza quanto sia difficile proteggere un singolo mercato dalle tensioni che attraversano l’intero sistema europeo.
Per famiglie e imprese, soprattutto in vista dei mesi più freddi, l’andamento dei prezzi energetici resta quindi un elemento da monitorare con particolare attenzione.
Il governo prepara un tetto al prezzo del gas dal 2027
Per cercare di limitare gli effetti dei rincari, il governo italiano sta studiando un intervento sul prezzo del metano.
L’obiettivo è introdurre un tetto al costo del gas a partire dal 2027, attraverso il nuovo decreto Bollette. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato che il provvedimento dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.
La misura è ancora in fase di definizione e uno degli aspetti più delicati riguarda proprio il meccanismo con cui applicare il limite ai prezzi.
Il governo dovrà infatti evitare che un prezzo amministrato, se troppo basso rispetto alle quotazioni degli altri mercati europei, finisca per produrre effetti indesiderati.
Se il gas disponibile in Italia diventasse sensibilmente più conveniente rispetto a quello acquistabile all’estero, gli operatori potrebbero essere incentivati ad acquistarlo nel nostro Paese per rivenderlo altrove.
In questo modo una parte delle risorse disponibili potrebbe essere assorbita dalla domanda estera, riducendo i benefici attesi per i consumatori italiani.
Inverno e caro energia, cosa rischiano famiglie e imprese
La questione degli stoccaggi europei dimostra che la sicurezza energetica non dipende soltanto dalla quantità di gas accumulata nei depositi nazionali.
L’Italia può contare su riserve superiori al 90%, ma resta esposta alle oscillazioni del mercato europeo, soprattutto se Germania e Olanda dovessero aumentare sensibilmente gli acquisti durante i periodi di maggiore consumo.
Molto dipenderà dalle temperature dei prossimi mesi, dall’andamento della domanda e dalla capacità dei Paesi europei di garantire approvvigionamenti sufficienti.
Nel frattempo, il governo punta a individuare strumenti per contenere il costo dell’energia e proteggere famiglie e imprese da eventuali nuove impennate.
La partita si gioca su due fronti: da una parte la disponibilità concreta di gas per affrontare l’inverno, dall’altra il prezzo che cittadini e aziende saranno chiamati a pagare. E anche con i depositi pieni, l’Italia non può permettersi di abbassare la guardia.
L’articolo L’Italia paga i ritardi della Germania sul gas: stoccaggi insufficienti e prezzi oltre i 104 euro proviene da Notizie 24 ore.
“}]]
[[{“value”:”L’inverno si avvicina e in Europa torna la preoccupazione per il costo dell’energia. La situazione degli stoccaggi…
L’articolo L’Italia paga i ritardi della Germania sul gas: stoccaggi insufficienti e prezzi oltre i 104 euro proviene da Notizie 24 ore.”}]]
Notizie 24 ore
NOTIZIE
Share this content:
