Deb Haaland, dalla salsa piccante al governo del New Mexico: la prima governatrice nativa americana nella storia degli Usa

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Deb Haaland, dalla salsa piccante al governo del New Mexico: la prima governatrice nativa americana nella storia degli Usa

Ha 65 anni, è una maratoneta, ama cucinare e ha cresciuto una figlia da sola, affrontando anche periodi di difficoltà economica. Oggi Deb Haaland conquista un primato storico: è la prima donna nativa americana eletta governatrice di uno Stato americano. Una storia di riscatto personale e politico che affonda le radici nella cultura indigena e rompe un altro soffitto di cristallo nella storia degli Stati Uniti.

Dalla precarietà economica ai vertici delle istituzioni americane. La storia di Deb Haaland è molto più di quella di una politica che ha conquistato una carica prestigiosa. A 65 anni, la democratica ha scritto una pagina destinata a rimanere nella storia degli Stati Uniti: con la vittoria nelle elezioni del 3 novembre in New Mexico, dove ha sconfitto il repubblicano Gregg Hull, è diventata la prima donna nativa americana eletta governatrice di uno dei 50 Stati dell’Unione.

Un risultato dal forte valore simbolico, soprattutto in uno Stato nel quale le comunità indigene rappresentano una componente importante della popolazione. Ma dietro questo successo c’è una vita fatta di sacrifici, difficoltà, ripartenze e conquiste. Una donna che ha conosciuto la povertà, ha cresciuto una figlia da sola, ha lavorato nella ristorazione e ha persino avviato una piccola attività di produzione di salsa piccante prima di arrivare ai vertici della politica nazionale.

«Qualcuno deve pur essere il primo. Semplicemente, non voglio essere l’ultima». Una frase che riassume perfettamente il significato della sua affermazione e il percorso di una donna che ha già collezionato diversi primati.

Dalle origini Pueblo alla conquista di Washington

Debra Anne Haaland è nata nel 1960 in Arizona. Sua madre è una nativa americana, mentre il padre ha origini norvegesi. Entrambi i genitori hanno prestato servizio nelle forze armate statunitensi: la madre nella Marina e il padre nei Marine, distinguendosi durante la guerra del Vietnam.

L’infanzia di Haaland è stata caratterizzata da continui trasferimenti. La famiglia si spostava frequentemente e lei ha frequentato ben tredici scuole prima di diplomarsi ad Albuquerque, in New Mexico. È proprio in questo Stato che affondano le radici più profonde della sua identità, legata alla comunità indigena dei Laguna Pueblo.

Haaland ama ricordare di appartenere alla trentacinquesima generazione della propria famiglia legata al New Mexico. Un particolare che racconta anche con ironia: quando alcuni avversari politici rivendicavano tredici o diciassette generazioni di appartenenza allo Stato, lei faceva notare di poter vantare radici ancora più antiche.

Il suo rapporto con la comunità e con le tradizioni indigene è sempre rimasto centrale nella sua vita. Un’identità che non ha mai nascosto, neppure durante la carriera politica nazionale, e che oggi assume un significato particolare con la conquista del governatorato.

Una madre single, i buoni alimentari e la piccola impresa di salsa piccante

Prima della politica, però, c’è stata una lunga stagione di difficoltà. Haaland ha cresciuto da sola la figlia Somah, affrontando problemi economici e una quotidianità fatta di sacrifici. Per mantenersi ha svolto diversi lavori, anche nel settore della ristorazione, e ha avviato una piccola attività artigianale dedicata alla produzione e alla vendita di salsa piccante.

Per riuscire a sostenere le spese della famiglia ha dovuto ricorrere anche ai buoni alimentari, strumenti di assistenza destinati alle persone in difficoltà economica. Per pagare la scuola materna della figlia, inoltre, prestava servizio volontario nell’istituto in cambio di una riduzione della retta.

Non è stato un percorso accademico lineare. Haaland ha conseguito la laurea in letteratura inglese a 34 anni e successivamente ha completato gli studi in giurisprudenza. Un cammino costruito mentre cercava di mantenere la famiglia e trovare una propria strada professionale.

C’è anche un capitolo particolarmente personale che non ha mai nascosto: la dipendenza dall’alcol, affrontata attraverso un percorso di recupero e superata oltre trent’anni fa. Haaland ha scelto di parlarne pubblicamente, trasformando un’esperienza difficile in un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi delle dipendenze e sull’importanza dei servizi di assistenza.

Sono esperienze che contribuiscono a spiegare la sua attenzione verso temi come la povertà, la sanità pubblica e il sostegno alle famiglie. Questioni che per lei non rappresentano soltanto argomenti da affrontare nelle sedi istituzionali, ma realtà conosciute anche attraverso la propria esperienza personale.

La maratoneta che corre nel nome dei suoi antenati

Fuori dalla politica, Deb Haaland coltiva una grande passione per la corsa. È una maratoneta e nel 2021, quando ricopriva già un incarico nell’amministrazione Biden, ha partecipato alla celebre maratona di Boston.

Per lei correre significa molto più che allenarsi o mantenersi in forma. È anche un modo per ritrovare il legame con le proprie origini e con la cultura Pueblo, nella quale la corsa rappresenta una tradizione antica.

Haaland ha raccontato di aver trascorso molto tempo sui sentieri e sulle strade sterrate delle terre dei suoi antenati, imparando a conoscere il territorio attraverso il movimento e la fatica. In occasione della maratona di Boston aveva scritto: «Corro perché i miei antenati mi hanno dato questa capacità».

Ama anche cucinare, leggere poesie e mantenere vive le tradizioni della propria comunità. In un’intervista a Vogue ha ricordato le estati trascorse nei villaggi Pueblo, le danze tradizionali, il nonno impegnato nella coltivazione della terra e la nonna che preparava e conservava gli alimenti.

Anche la campagna elettorale ha restituito un’immagine lontana dagli stereotipi della politica americana: lunghi viaggi in automobile, incontri con gli abitanti delle piccole comunità e una colonna sonora che alterna artisti contemporanei come Bad Bunny a musicisti come Tracy Chapman.

Da prima donna indigena al Congresso a ministra di Biden

La vittoria in New Mexico non è il primo momento storico della carriera di Haaland. Nel 2018 era stata una delle prime due donne native americane elette al Congresso, insieme a Sharice Davids.

Tre anni dopo, nel 2021, Joe Biden l’aveva scelta per guidare il Dipartimento degli Interni, rendendola la prima persona appartenente a una comunità indigena a ricoprire quell’incarico. 

Una nomina di grande rilevanza, considerando le competenze del dipartimento su questioni fondamentali per le comunità native americane: dalla gestione delle terre federali alla tutela delle risorse naturali, fino ai rapporti tra il governo centrale e le popolazioni indigene.

Durante il suo mandato ha portato all’attenzione nazionale anche il tema delle ingiustizie storiche subite dalle comunità native, compresa la dolorosa vicenda delle scuole residenziali nelle quali, per generazioni, i bambini indigeni furono separati dalle famiglie e dalle proprie tradizioni.

Ora arriva un nuovo traguardo, ancora più significativo sul piano della rappresentanza politica.

Il significato storico della vittoria in New Mexico

L’elezione di Haaland assume un valore particolare proprio per la storia del New Mexico. Lo Stato ospita una delle più importanti comunità indigene degli Stati Uniti, ma il riconoscimento dei diritti politici dei nativi americani è arrivato soltanto dopo lunghe battaglie.

Nel 1948, una decisione giudiziaria riconobbe anche ai nativi americani del New Mexico il diritto di voto, superando le discriminazioni che fino ad allora avevano limitato la loro partecipazione democratica.

A distanza di decenni, una donna appartenente alla comunità Laguna Pueblo si prepara dunque a guidare quello stesso Stato.

La sua elezione non rappresenta soltanto un successo per il Partito democratico, ma anche un passaggio importante per la rappresentanza delle popolazioni indigene nelle istituzioni americane. Un risultato che assume un significato ancora più forte se si considera il percorso personale della nuova governatrice.

Dalla giovane madre che faticava ad arrivare alla fine del mese alla donna che ha conquistato il Congresso e guidato un dipartimento federale. Dalla piccola attività di salsa piccante alla vittoria elettorale che ha cambiato la storia del New Mexico.

Deb Haaland arriva alla guida dello Stato portando con sé una storia profondamente americana, ma con radici molto più antiche della stessa nascita degli Stati Uniti. E il suo messaggio, dopo questo risultato, è già chiaro: essere la prima non basta, l’obiettivo è fare in modo di non essere anche l’ultima.

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