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A Milano proseguono gli accertamenti sui disordini avvenuti nel centro cittadino durante il fine settimana scorso, tra incendi, atti vandalici, scontri con la polizia etc.
Le immagini su quanto si è consumato il 17 e 18 ottobre 2026, diffuse sui social network, hanno fornito elementi utili agli investigatori per identificare alcune delle persone coinvolte.
Le cronache descrivono gruppi di giovani, alcuni con il volto coperto, che attaccavano le forze dell’ordine, per poi fuggire.
La tensione, partita sabato, è proseguita per tutta la domenica, col lancio di pietre, bottiglie, petardi, l’impiego di lacrimogeni e idranti, e molte vetrine dei negozi sono state pesantemente danneggiate.
Di colpo, le immagini di quanto accaduto hanno occupato le testate nazionali e internazionali.

Le forze dell’ordine hanno effettuato nuovi interventi e accompagnato numerose persone in questura per identificarle.
La vicenda ha riacceso il dibattito sulla presenza di giovanissimi durante manifestazioni caratterizzate da momenti di tensione e sulle conseguenze dei comportamenti ripresi dagli smartphone.
Gli accertamenti proseguono per chiarire le singole responsabilità, nel rispetto delle garanzie previste per i minorenni e della presunzione di innocenza.
Intanto è stato fermato un bambino di 11 anni ma come è stato possibile il fermo?

Gli scontri avvenuti a Milano il fine settimana che ci siamo lasciati alle spalle, hanno lasciato il mondo intero letteralmente senza parole.
Le forze dell’ordine hanno provveduto all’identificazione dei responsabili ed è scattato un fermo per un bimbo di 11 anni.
Frequenta la seconda media e vive nel quartiere della Barona, a Milano.
È stato identificato dai carabinieri dopo la diffusione sui social network di alcuni video che lo mostrerebbero durante i disordini avvenuti in città.
Le immagini, diventate rapidamente virali, lo riprenderebbero mentre esce da un negozio di abbigliamento in via Dante, portando con sé vestiti e cinture che sarebbero stati appena rubati.

Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, il minore comparirebbe anche in altri filmati registrati durante gli scontri, nelle vicinanze di un cestino incendiato.
La sua presenza nei diversi contenuti pubblicati online avrebbe portato gli investigatori ad avviare gli accertamenti per identificarlo.
Le indagini si sarebbero concentrate soprattutto sull’analisi delle immagini circolate in rete e dei materiali condivisi sui social.
Proprio attraverso questi elementi, le forze dell’ordine sarebbero riuscite a risalire alla sua identità.
La vicenda solleva interrogativi sul coinvolgimento dei minorenni negli episodi di disordine pubblico e sul ruolo dei social network nella diffusione di filmati utili alle indagini.
L’articolo Scontri Milano, identificato il bimbo di 11 anni: chi è proviene da Notizie 24 ore.
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